INCONTRO con l’ARTE dello STAR BENE

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mivesto diCARMA

dal Villaggio dell’AMORE nonnaBLOGGER e la notizia

ARTE
Incontro con l’Arte dello Star Bene

Durante un incontro a Porto Cervo, l’UNIONE SARDA scriveva:
non soloMODA e vitaNOTTURNA a Porto Cervo.
Oggi, alle ore 19 nella piazzetta del PRINCIPE, ci sarà un momento per riflettere sull’equilibrio fra corpo, mente e spirito. Sarà Tiziana Bracci autrice del libro
Cambia il tuo Pensiero per Cambiare la tua Vita “, a spiegare al pubblico come sempliciGESTI possono aiutare a starBENE con se stessi e gli altri.


Comunicare attraverso iSENSI e ritrovare spaziSALUTARI nella vita frenetica di ogni giorno, sono i principiBASE del percorso formativo che la Bracci spiega nelle pagine della suaOPERA.


” PERCHE’ STAR BENE E’ UN’ARTE ” che, secondo l’autrice, ognuno puòIMPARARE grazie ad una diversaVISIONE delle difficoltàQUOTIDIANE.

dov’è loSCOOP?

InANTEPRIMA assoluta…

l’annuncio che con il 30 Settembre 2017 inizierà il corso
INCONTRO con l’ARTE dello STAR BENE
12 INCONTRI

PERCHE’?

12 sono le chiaviESSENZIALI per abbracciare ilCAMBIAMENTO, dareDIREZIONE alPERCORSO e CENTRARE il tuoOBIETTIVO

ogniMESE 2 appuntamenti

QUANDO?

ilSABATO mattina alle ore 10,00
seguendo questo calendario:

ANNO 2018
GENNAIO        sabato 13 e sabato 27
FEBBRAIO      sabato 10 e sabato 24
MARZO             sabato 10 e sabato 24

DOVE?

a Pontedera via Vittorio Veneto 33
CONTATTI: 3332246962

 

BELLO a SAPERSI

INCONTRO con l’ARTE dello STAR BENE  Pensiero-Azione Metodologia,
con
L’introduzione
a… ” SEMI di LUCE & GOCCE d’AMORE ”
gli appuntamentiMENSILIdel LUNEDI’

 

 

L’equilibrio fra…passato e presente
è il METRO di coerenza che ti permette diCREARE
accostamentiARMONIOSI artefici delCAMBIAMENTO nel tuo stile diVITA.

laCOMUNICAZIONE attraverso…
ma scopriamoloINSIEME nei 4 incontri del LUNEDI’.

Il BENESSERE

pilastro della miaVITA, mi indirizza ad AIUTARE gli altri ad essere AIUTATI.

Pillole diBUONSENSO:
” Mantenere la linea dellaVERITA’
è la mia scialuppa diSALVATAGGIO ”

ulteriori INFORMAZIONI?
Sono qui per prendermi cura diVOI

Scrivete, scrivete, scrivete
alla posta di DODOLINA: confidenze@dodolinatips.it

dal villaggio dell’Amore
nonnaBLOGGER e la piumaROSA

Ciao
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Buona Vita

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FARFALLINE ” BACIATE dal SOLE “

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mivesto diCARMA

SMDSuggerimentiMAMMEDisperate
Farfalline ” Baciate dal Sole “

dalla  csaMAGICA di Caterina
nonnaBLOGGER e la favola

Siamo  di fronte al No ostinato del bambino  che non vuole mangiare l’OVETTO?

Oggi Farfalline ” Baciate dal Sole “.
Ua ricetta semplice,  gustosa e convincente SPECIALMENTEse…servita conFAVOLA.

 INGREDIENTI:
– 60gr. farfalline dei piccoli
–  1 uovo
– olio e formaggio parmigiano q.b.
PREPARAZIONE:
Sbattere l’uovo, aggiungere formaggio parmigiano fino ad ottenere una crema.
Cuocere le farfalline in acqua bollente per 6minuti.
Scolare, saltare le farfalline in padella insieme alla crema di uovo e formaggio.
Servire con un filo di olio d’oliva e…FAVOLA.
Enjoy!

FARFALLINE ” BACIATE dal SOLE “

 

  CATERINAMARIA, era una principessina che amava tanto
le farfalle, e quando poteva, correva in giardino si sedeva accanto alle aiuole di fiori, e aspettava il loro arrivo.

Era così amabile con questi coloratissimi insetti, che alla madre venne un’idea.

La reginaMADRE, pensò di modellare tante farfalline di pasta e invitare il Sole a colorare di giallo la crema del condimento.
Fu proprio un’ottima soluzione, perchè CATERINAMARIA presa dal suo innamoramento per le farfalle, fu distratta da ciò che metteva in bocca e per la primaVOLTA non mangiò con gli occhi ma imparò adASSAGGIARE…
Da quel giorno, prima di dire nonVOGLIO   nonPIACE ne gustava pian piano il sapore.

Tutti trovarono beneficio.
La principessina incominciò a rispettare il piano della dietaSETTIMANALE,
e aPALAZZO furono tutti felici e contenti perchè  leGUANCE della piccola si coloravano diSALUTE.

Perle diBUONSENSO:
” Osservare ciò che piace ai nostri bambini
può trasformare i tanti Nooo in Sììì ”

Bambini vi è piaciuta la favola?
Allora fatevi aiutare dalla mamma e…scrivete, scrivete, scrivete

alla posta di DODOLINA: confidenze@dodolinatips

dalla casaMAGICA di Caterina
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ABBRACCIANDO il BENESSERE… ” EL PIAN “

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CONSAPEVOLEZZA
Abbracciando il Benessere… “ EL PIAN

dal comune di Fiumalbo nonnaBLOGGER e la notizia

Seguitemi
si parte da me.

Anche in vacanza l’instancabile nonnaBLOGGER trova per voi incredibiliSCOOP… Cosa bolle inPENTOLA oggi?

Il Benessere è ilPILASTRO della miaVITA quindi con questaCONSAPEVOLEZZA acquisita, la piumaROSA ed io puntiamo sempre l’occhio sulla qualità: tutto ciò che è sano, vero, utile a migliorare dentro e fuori la nostraPERSONA.  Ispirata e benGUIDATA ho trovato questo luogo che abbraccia ilTOTALE benessere e ci collega alle cose genuine delPASSATO, oggi estremamenteRARE.

CosaRAPPRESENTA perME?

Un piacevole salto nell’infanzia…ricordi, odori, sapori diBUONO
e …un grande regalo per mia nipoteCATERINA che ha visto e vissuto quello che apparteneva ai miei ricordi diBIMBA. Un mondo difficile da raccontare se non lo toccchi.

Siamo nel comune di FIUMALBO città d’arte,  e proprio qui ho incontrato la Signora ANGELA AMIDEI che insieme al figlio MIRKO BIONDI conduce l’azienda agricola ” EL PIAN “.


Un innamoramento a primaVISTA.

E’un  tuffoSALUTARE nei prodotti dellaTERRA che appaga loSPIRITO  e comunicaBONTA’ ai nostriSENSI.

C’è ilRISVEGLIO di un candidoSTUPORE nei nostri occhi quasiINCREDULI di essere davanti ad un quadroCAMPESTRE d’altri tempi.


Gli scatti renderanno PIENOmerito a ciò che ho appena espresso.
Insieme alla signora Angela raccogliamo direttamente i fagiolini nell’orto.

Le dottoresse, amano mangiarSANO  e nutrire iFIGLI con coseBUONE, è proprio il caso di dire ” dallaTERRA allaTAVOLA “.

Una felicitàIMMENSA per i BAMBINI,

che nellaSTALLA  possono accarezzare Fulmine, ilVITELLINO appena nato… per poi assistere
al richiamo delle mucche ancora alPASCOLO e scoprire che anche loro hanno un nome…Tommasina, Martina, Stella.
Loro fanno anche del buonFORMAGGIO e Angela
mostra ai bambini le fasi diLAVORAZIONE, alla fine tutti aCASA felici con in mano il loroFORMAGGINO.
Non èFANTASTICO?

La scoperta dellaBUCAIOLA con scaletta, dove le galline corrono
su e giù, fa sgranare gli occhi a Caterina…

Intanto, la gallina ripete il suo verso
” ecco un ovetto perTE “.

Nella cesta ci sono le uova pronte per esser cotte…e mangiate

Con le bietole fresche, Angela ci suggerisce anche una bella ricetta, invece di lessarle, saltarle direttamente in padella…subito provata e piaciuta!

 

la nostraSPESA?

Bietole, fagiolini, zucchine, uova e laCONSAPEVOLEZZA di mangiareSANO.

 

Complimenti ad Angela e Mirko che, grazie alla loro passione e al duro lavoro, contribuiscono al BENESSERE di molti offrendo  prodottiSALUTARI per
il corpo, la mente e lo spirito.

Perle diBUONSENSO:
” Chi mangiaSANO
si nutreBENE e vaLONTANO ”

I vostriCOMMENTI?

Scrivete, scrivete, scrivete
alla posta di DODOLINA: confidenze@dodolinatips.it

dal Comune di Fiumalbo, Azienda Agricola ” EL PIAN ”
nonnaBLOGGER e la piumaROSA

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LIVIO MACCHIA … CAMPIONEmioCAMPIONE

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TIZIANA
LIVIO MACCHIA…CAMPIONEmioCAMPIONE

                                                         

28 Agosto 2017,
dal  ” Villaggio d’AMORE ”
nonnaBLOGGER e la FESTAdiCOMPLEANNO

La piumaROSA ed io OGGIvogliamo festeggiare attraverso un PERCORSOdiRICORDI   il Compleanno di LIVIO MACCHIA campioneMONDIALE di OFFSHORE fino al
1977 e… nonSOLO.

AUGURIstellari,
CAMPIONEmioCAMPIONE…

compagno diVITA e prezioso aiuto durante la stesura dei mieiLIBRI…
Lui, ascoltava pazientemente ogni capitolo appena scritto,
per me era importante il suo giudizio.
Regolarmente iscritto all’ordine dei giornalisti di Milano, scriveva come FREElance e questa era una delle miriadi di cose cheFACEVA.

ARCHITETTOnavale dalle millePASSIONI, aveva progettato laNAVE
del film ” CLEOPATRA ” con Richard Burton  and  Elisabeth Taylor,
possedeva il brevettoAEREO di pilota, era ilMAGO di motori e carene
il Principe Karim Aga Khan l’aveva chiamato per il suo yacht ” Shergan “,
disegnava mobili e accessori per YACHT&CASA.

Le sueCASE?

Ricordavano molto la struttura di unaBARCA, come questa di Porto Cervo villaggio per esempio,

Uno scatto fatto da Livio prima di scendere giù in piazzetta a presentare il mio libro ” Cambia il tuo pensiero per Cambiare la tua Vita “, LUI ha fatto un gran tifo perME ed io lo faccio perLUI, ricordandolo con quello che AMAdiPIU’:

IL MARE

Antonio Soccol, nove anni da secondoPILOTA offshore
dal 1969 al 1977, esordì nella garaMOTONAUTICA
Viareggio-Bastia-Viareggio
e scrisse un divertente articolo su come nacque quel progetto che vide Livio protagonista.
La barca si chiamava ” BAROLODELTA “, un Sagitta special progetto Levi
del cantiereSAPRI, spinta da due motoriPERKINS,
primoPILOTA
Livio Macchia  DirettorePerkinsItalia.

La storia di Antonio Soccol inizia così:


Allora non c’erano sponsor nè team. Correvano i cantieri con le barche e appositamente preparate ( Navaltecnica, Italcraft, Mochi, Gagliotta ) oppure privati di elevate disponibilità economiche come l’avvocato Gianni Agnelli, l’editore inglese Max Aitken, il palazzinaro romano Vincenzo Balestrieri ecc.
Difficile imbucarsi in una di quelle barche dove l’equipaggio, oltre all’armatore, era sempre dato da meccanici e operai superSPECIALIZZATI.
Impossibile, per le mieECONOMIE, pensare di costruire una barca tutta per me.
Ma…la sorte miAIUTO’.

In quel tempo, andavo spesso a cena a Milano nel ristorante ” da Lino  ” di proprietà dell’amico Guido Buriassi, grande appassionato di barche e aerei.
Ogni sera il suo locale si riempiva di operatoriNAUTICI  milanesi.

Fra gli habituè

c’erano Luigino Prosperi (direttore commerciale della AIFO-FIAT ),
Giancarlo Bassi ( della CVM ), Livio Macchia ( direttore PERKINS Italia )
Antonio De Cristofano ( amm.re delegato della MOTOMAR-Johnson Italia).
Era d’inverno e faceva freddo, quellaSERA,  Livio Macchia davanti ad un piatto di fagioli cannellini cotti al fiasco e conditi con autentico caviale iraniano, disse che aveva disponibili un paio di diesel Perkins per tentare la via dell’offshore, ma non aveva laBARCA dove montarli.
Io sapevo che il mio amico Nino Petrone, titolare del cantiereSAPRI di Salerno,
stava costruendo una imbarcazione della linea ” delta ” su progetto
di Renato Sonny Levi.

La notte stessa, incurante delDISTURBO che avrei potuto creare, telefonai a Nino Petrone- Si può sostiruire quel BPM con un paio di PERKINS? Ci stanno? Chiesi in affanno.
Nino, invece di mandarmi sulla forca, gasato ancheLUI dall’idea, – Secondo me, sì ma…devo sentire Sonny Levi,  e aggiunse- se è d’accordo vaBENE,
ma se dice NO è NO.
Sapevo che Levi si alzava alle 5 del mattino per disegnare, così lo chiamai.
Quando, dopo alcuni controlli, mi dette il suoOK, telefonai a Macchia e lo invitai a cena,  sempre da Guido Buriassi. – Ma ci siamo visti ieriSERA rispose il direttore dellaPERKINS. – Sì stasera offro io e si pasteggia aBAROLO d’annata.
Livio arrivò con la sua nuovaFERRARI color rosso mattone, stupenda.

( Adesso aggiunge Dodolina unaCHICCA su quellaFERRARI,
laROSSA fu venduta a Ferruccio Lamborghini, che la smontò tutta,
pezzo dopo pezzo, e da lì…partì il suo progettoLAMBORGHINI ).

Guido, continua Antonio Siccol ci preparò una cena da guinness, parlammo fitto fitto fino a notte tarda e di bottiglie diBAROLO se ne andarono più diUNA
e alla fine la barca si chiamò ” BAROLODELTA ”
Con grandissima eleganza il proprietario del cantiere rinunciò subito al suo ruolo di prima guida per lasciare il posto a Macchia e a me.

Non ci crederete ma la barca finì inRITARDO, i motoriANCHE, le elichePURE.
Livio riuscì a fare, a Salerno,  una prova motori alla ” scappaEfuggi “.
Lo scafo arrivò a Viareggio, la sera del 19 Luglio 1969,
appena poche orePRIMA  che si chiudessero leVERIFICHE tecniche della
Viareggio-Bastia-Viareggio.
Non riuscimmo neppure a fare unGIRETTO di prova, la varammo direttamente la domenicaMATTINA

Il mare era decisamenteCALMO, una tavola o ” forzaOLIO ” come si usava dire in gergo marinaro.
Carichiamo su quelle monoLEVE, con una manoCIASCUNO,
il peso dei nostri corpi e non lo stacchiamo per un bel pò.
La barca va che è unaFAVOLA
I mostri dellaCLASSE OP1 con i loroPOTENTISSIMI motori a benzina spariscono in fretta a prua e si naviga su mare normale, si trattaORA  di virare a ovest  e traversare fino allaCORSICA sperando di incocciare giusta giusta Bastia. Chissà com’è? MaiVISTA prima…nemmeno inCARTOLINA.

Livio, come affrontiamo il mareAPERTO si fa il segno dellaCROCE,
il mare si mantiene calmissimo c’è solo un pò diFOSCHIA,
si intravede unaPETROLIERA, Livio è pronto con i flaps dice – meglio essere prudenti, ma quasi subito toglie la tacca ai flaps, le onde della petroliera si riveleranno due ridicole gobbe d’acqua, così si ritorna al top della velocità.
In 3 ore circa siamo a Bastia e la imbrocchiamo allaPERFEZIONE.
La virata intorno alla barca dellaGIURIA è un piccoloCAPOLAVORO.
Il ritorno è monotono eSEMPLICE.

Dopo poco più di 6 ore tagliamo ilTRAGUARDO, e la nostra mediaFINALE è di 36,10 nodi, quella dell’americano Don Aronow di 64 nodi…quasi il doppio!
Dietro di noi c’è qualcuno che ha qualche centinaio di cavalli in più e siamo rigorosamente i primi fra tutti i diesel in corsa.
Insomma un buon esordioVITTORIOSO.

Livio ha donato la suaBARCA al ” Leonardo da Vinci di Milano ”
Museo della scienza e della Tecnica

Il mioCOMMENTO?

E bravo… CAMPIONEmioCAMPIOPNE!!!

Livio sapeva rispettare ilMARE e sapeva rispettare anche le miePAURE,
con lui eroTRANQUILLA si navigava solo con mare ” ForzaOLIO ”
già ci pensavano le altre barche con le loroSCIE a fare motoONDOSO.

Sua Altezza Karim Aga Khan lo volle per velocizzare il motore del suo
SHERGAN “.
Il risultato fuECCELLENTE e ilPRINCIPE, che amava circondarsi di persone belle e capaci,  propose all’architettoMACCHIA.di rimanere a Porto Cervo.
Livio, innamoratosi perdutamente di quella terra, accettò.
Allora, alloggiava al Cala di Volpe ancora in costruzione, il suo fu unTEMPISMO che lo videPARTECIPARE  attivamente al boom della costaSMERALDA, annoverando fra la suaCLIENTELA nomi prestigiosi ed importanti.

Dopo vari investimenti,  ebbe la fortuna di acquistare uno stazzu
a Liscia di Vacca, accanto a ” villa Renè ” di Renè e Giselle Podbielski,
che trasformò nella villa ” ALAVELA “, così chiamata per la sua forma di ala
o anche di vela.
Un nome pur sempre attinente con le sue passioni: aerei e nautica.
Un pied dans l’eau che rigenerava lo spirito,  lì ci sono tanti beiRICORDI

Un pezzo diMARE, davanti al PITRIZZA, che Livio adorava.
Lì, c’era anche ” villa BETTINA “

Chi era BETTINA?

Bettina, celebreMODELLA, fu la compagna stabile dell’Aga Khan padre,  e viveva in questa deliziosa villa a Liscia diVacca, una architettura semplice con colori mediterranei che dava serenità solo a guardarla.

Livio,
è un mustHAVE ricordare la tuaADORATA Liscia di Vacca…
con gli amici Giovanna e Moreno, Donatella e Pupi, Giulia e Carlo,
Marion e Nuccio quante volte ridevamo su quella tua ostinataPASSIONE…
ma avevi ragioneTU.
Un postoINCANTEVOLE!!!

Anche in piazetta non eraMALE. Isn’t?

E da questa terrazza ogni 28 agosto ci godevamo la processione inMARE
per i festeggiamenti di ” STELLA MARIS “.
Io suonavo laCAMPANA…
quella campana che era stata la regina del ” BIG DADDY “.
Poi arrivavano gli amici per l’aperitivo…
e, prima del Ristorante in piazza del PRINCIPE,
dalla ” Dolce Sposa ” partivano i fuochi di artificio di Beppe Campagna.
–  Auguri Livio da Don Raimondo e dalla tua Porto Cervo, ti dicevo scherzando. E giù tutti a ridere…sapevamo bene che  quei fuochi  chiudevano la festa di Stella Maris.  Ogni anno era bello ripetere quelRITO, isn’it?

HAPPY BIRTHday Livio dai luoghi che AMI diPIU’

muchLOVE

Perle di BUONSENSO:
” Nelle difficoltà,
uniamoci a fonti di veri valori
e costruiamo intorno a noi
tanti ” VILLAGGI d’AMORE ”

AMOsalutarti
con uno dei PRIMImessaggi che mi hai inviato all’inizio
dellaNOSTRAlungaSTORIAd’AMORE

 

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IL SEGRETO di PALM BEACH 6a puntata

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TIZIANA
i miei libri

IL SEGRETO di PALM BEACH

nonnaBLOGGER e la 6a puntata

Con il mio BenTROVATI
diamo inizio alla 6a puntata
Enjoy!

 

First Lady

Washingthon
1961

Jaqueline, si preoccupava spesso di Caroline e John John.
Sempre attenta a difendere la loro serenità, li teneva lontani dai riflettori per proteggerli.


Ricordo che, durante una sua assenza, il marito acconsentì a far fotografare i bambini nel suo studio.


Lei, quando lo seppe, furente, si scagliò su John per aver dato i suoi figli in pasto alla voracità dei paparazzi.


Li educava alla qualità e li indirizzava sui valori concreti.
Lei amava uno stile di vita tranquillo e riservato. Ha lottato per ritagliarsi degli spazi suoi, dove il mondo non doveva entrare.
I nostri incontri facevano parte di quella discreta privacy, dove lei poteva concedersi di essere se stessa ed esternare emozioni senza doverne rendere conto. Era una sorta di risciacquo mentale che portava benessere ad entrambe, quasi come una seduta dallo psicanalista.
La prima volta, che i giornalisti hanno usato quell’appellativo di First Lady, è uscita fuori di sé!
Non sopportava quel termine che, a suo avviso, poteva inorgoglire un cavallo, ma era assolutamente inadatto a rappresentare la moglie del Presidente.
I giornalisti si interessavano a lei, perché lei incarnava un modello, era l’esempio di vita ambito da ogni donna.


Musa ispiratrice di moda e immagine di intramontabile fascino, era dotata di una sensibilità artistica che le permise di apportare modifiche di buon gusto,agli interni della Casa Bianca.
– Sai Marjorie, mi disse, la casa Bianca deve diventare lo specchio della potenza di John!


Fu criticata, ma subito perdonata per aver fatto entrare le telecamere a palazzo ed aver condiviso con ogni cittadino americano, il suo lodevole lavoro.

Con un sorriso, conquistava il mondo e riusciva dove molti altri sarebbero falliti.
Jaqueline aveva un savoir faire naturale che le apparteneva.
In lei, su di lei, ed intorno a lei tutto comunicava eleganza e concreta leggerezza
Sapeva dosare le apparizioni in pubblico in modo da non stancare, per riscuotere consensi le volte in cui si presentava.
Sapeva muoversi, perché muoversi e come muoversi.







Appena sposata, mi chiese: – Marjorie come si fa a convivere con l’infedeltà del marito?

Ogni week end, mi trovo da sola, ma so che mio marito non ama stare da solo!
Ogni volta, lo perdono perché adoro quella sua fragilità di bambino, e come un bambino, lo proteggo dagli occhi indiscreti della folla che, la domenica quando va a Messa, spiano se fa la comunione oppure no, per stabilire se ne è degno.
Joseph, il patriarca, aveva scelto lei, perché sapeva che la nuora usava la testa, sapeva che sarebbe uscita brillantemente da qualsiasi situazione imbarazzante.In lei aveva colto, immediatamente, le preziose doti di apertura sul mondo.
Un asso nella manica che non si era lasciato scappare.
Jaqueline, infatti, riuscì a coinvolgere il marito negli eventi sociali e culturali.
Grazie a lei, la coppia presidenziale si distinse per l’interesse all’arte ed alla musica, portando innovazione nello svolgimento dei ricevimenti ufficiali, alla Casa Bianca

Un fortissimo carisma di coppia che piaceva agli americani.
La Nazione, gradì molto la loro scelta di circondarsi di artisti e mescolando scrittori, musicisti e premi Nobel, con politici e statisti incrementarono l’orgoglio del Paese.
Jaqueline per la sua grazia e la sua abilità sociale seppe mietere successi ovunque.

Lei curava ogni dettaglio sempre. Aveva un suo guardaroba. In privato vestiva con pantaloni e pullover, e in pubblico amava presentarsi con tailleur e cappello.
Quante volte mi ha detto – Marjorie, vorrei avere le mani belle come le tue!
Le mie sono orribili, non mi piacciono proprio, così le copro con i guanti.
Era il Natale del 1961 e Jaqueline Lee Bouvier Kennedy, veniva eletta donna dell’anno.

E, ancora oggi continua a conservare un’immagine di fascino e di allure da seppellire qualsiasi canone di bellezza.

 

Profili Inediti

Palm Beach
giorni nostri

Giulia, non riuscendo più a contenere la sua impazienza chiese all’amica:
– E l’inquietante segreto che la riguarda?
– Eh sì, proprio una bella doccia fredda per Jaqueline, si limitò a dire Marjorie eludendo la risposta diretta.
Violet, aveva preparato il brunch in piscina, e loro fecero una breve pausa.
Dopo il break, Marjorie si spostò nello studio, e ricomparve con un elegante contenitore in shagreen skin, color grigio verde. Era una pelle chiamata anche Galuchat dal nome del maestro d’arte che inventò il nuovo metodo di lavorazione delle pelli grezze. I pregiati oggetti, così creati, furono di gran moda, in Francia, alla corte di Luigi XV. Marjorie, passando davanti alla vetrina di un noto antiquario di Palm Beach conquistata dalla loro ineguagliabile bellezza, si era fatta un cadeau.
Lei, aprì la preziosa scatola, e tirò fuori dei vecchi quotidiani ingialliti, tenuti insieme da un elegante nastro di seta.
Qui c’è racchiusa tutta la storia. Una storia costruita ad arte, con aneddoti piccanti per far presa sui lettori, pagine scritte per insinuare il dubbio e stuzzicare la curiosità.
La storia, la scrive chi vince. In questo caso, la scrive il cronista bramoso di apporre la propria firma su uno scoop da prima pagina.
Verità o pettegolezzo? Non è rilevante.
Ciò che conta veramente, è l’essere i primi a dare la notizia ed inneggiare allo scandalo!
Giulia allungò il collo per dare una sbirciatina, ma Marjorie si avvicinò a lei porgendole le copie.
– Questi sono quotidiani e riviste che riportano la fitta cronaca di quei giorni .Una vera bomba.

E’ il 29 maggio 1962, e la biondissima Marylin, qui fotografata in un aderentissimo abito argento, aveva appena dato gli auguri al suo Mister President, che festeggiava i 45 anni.
Un evento scomodo apparso su tutti i giornali, dove la vita sessuale di John Fitzgerald Kennedy veniva sbattuta in faccia a tutta l’America.
Anche i suoi concorrenti politici gongolavano, strofinandosi le mani.
Per Kennedy, lo svago con le donne era una necessità.
Quando viaggiava senza Jaqueline, dovevano procurargli delle prostitute, perché non era capace di passare la serata da solo, era una vera e propria dipendenza.
Lui era il Presidente che otteneva risultati politici, perché ogni impegno preso con la Nazione, lo rispettava.
E allora… si chiudeva un occhio sulle debolezze del Presidente.
Si mischiava vero e falso per insabbiare tutto con astuti intrighi…ma il bello deve ancora venire!
Marjorie rivolgendosi all’amica disse – conosco cose che… fanno di Jaqueline…una…
– Ti prego, raccontami! Sollecitò Giulia, adoro ascoltarti. Quando parli di lei… ti illumini tutta.
– Bene è un invito che raccolgo con grande piacere.
Con inedite pennellate di verità , ritoccherò quell’illustre ritratto e le darò la sua vera anima.
Porterò nuova luce da togliere opacità ai molti lati oscuri di quella storia.
Una storia… spezzata.

E’ il 12 settembre del 1953, siamo in una Rhode Island in festa per le nozze Bouvier-Kennedy, e Jaqueline, viene accompagnata all’altare dal patrigno. Il padre, ubriaco fradicio, è chiuso nella sua stanza d’albergo, ma lei maschera il proprio dolore con timidi sorrisi.

Appena sposata è già tradita, ma lei sa contenere la disperazione con forza d’animo.
Quando nell’ottobre del 1954, si aggravano le condizioni di salute di John, inizia per lui un lungo periodo di convalescenza e mentre riposa in stato comatoso, Jaqueline diventa i suoi occhi e le sue gambe. Lei, gli fa scoprire l’arte e la cultura che ama di più al mondo.
John dice – Finalmente ho capito quanto Jaqueline sia meravigliosamente diversa da tutte le altre donne!

La coppia si rinsalda. John, intanto, si è ristabilito e inizia la sua campagna per l’escalation alla Casa Bianca.
John deve seguire il suo destino e mentre lui va incontro alla folla, lei rimane dietro, in disparte, sotto un velo di discrezione. Quando Jaqueline è con lui, John capisce che la folla si moltiplica, lei è presa a modello da migliaia di ammiratrici.
Più si avvicinano le elezioni più John, persistendo nel suo sbaglio, si convince che l’eleganza francese di lei lo allontani dagli americani. Jaqueline lo asseconda per semplificargli la vita.

Lui che è un indelicato con la moglie è un pauroso con i suoi elettori.
Non capisce che la moglie ha una missione pari alla sua.
Parigi -31 maggio 1961


Per la prima volta Jaqueline sente di vivere accanto a lui e non dietro di lui. Quel viaggio ufficiale le dà ragione. Una donna può esistere indipendentemente dal marito, con la sua intelligenza e con i suoi carismi personali. Al suo ritorno, prendendo spunti da Versailles, trasforma per il suo presidente la Casa Bianca, e la presenta agli americani organizzando una visita guidata, ripresa dalla televisione. John e pochi intimi guardano il programma.

Lui ammira la moglie e, sempre di più, ammirerà il suo talento.
Una volta, mi disse Jaqueline, che lui gli chiese seriamente:- Perché una donna così intelligente si è legata ad uno come me?
– Amo la tua fragilità, gli rispose lei.
John riconosce che la moglie ha acquisito, nel tempo, competenza politica e un impeccabile spirito critico, e la stima molto reputandola un’ottima dispensatrice di consigli.
Nel marzo 1962, mentre Jaqueline è in India, lui conosce Marilyn
Jaqueline, in un momento di sconforto mi rivolse questa domanda
– John è formidabile nella vita politica, ma imparerà cos’è la vita privata?
Io la distrassi portando la sua attenzione sulla rivista Life che avevo appena
comprato, e dove lei, la bellissima Jaqueline, sorrideva in copertina.Il suo volto, divenuto icona di stile nel mondo, sapeva nascondere i segni del dolore.
Il mondo intero vedeva, ma era cieco. E le ignare vittime di quella inumana cecità, ne ammiravano la grazia e la bellezza, abbracciavano l’apparire e trascuravano l’essere.
Jaqueline era la riservatezza in persona, ma si preferiva darle della timida. Jaqueline era il dolore incancrenito ma era conveniente leggere in lei, freddezza glaciale.
Jaqueline era, invece, la concreta leggerezza dell’essere con quella sua solida visione di vita costruita sui valori autentici.
Chi mai si è accorto del suo alto spessore?
L’amore era il perno della sua vita. Lei amava, e tutto ciò che amava lo proteggeva fino al sacrificio di se’.
Un animo romantico che, per impedire alle emozioni di perdersi nel tempo, si fermava a prendere appunti per cogliere l’attimo.
Lei dava voce ad ogni minimo sentire e scriveva poesie.
In quelle poesie, c’è una Jaqueline che canta l’amore, quell’amore per il quale ha lottato una vita nell’intento di acchiapparlo e stringerlo a sé.
E di fronte agli episodi più duri, appariva al fianco del suo uomo armata di buon senso e di sana complicità.

Distrutta nell’intimo, non ha mai lasciato trapelare tracce di sofferenza.
La famiglia, era il suo valore più grande, e quei Kennedy, a lei facevano tanto famiglia!Un intero clan, retto dal capostipite Joseph e dalla dolce Rose: Il potere e l’amore.
Rose, rispecchiava la figura di “ mamma “, quella mamma che lei non aveva mai avuto, ma che aveva tanto desiderato. Per lei era facile amare Rose, e portava rispetto a quella piccola donna dai modi semplici e dal cuore grande.
Cosa che non faceva invece, Lady Janet Lee, madre di Jaqueline. Nei rari incontri fatti con Rose, non perdeva occasione per criticarla. La considerava poco, e si lamentava ritenendo inconcepibile dover tollerare la presenza di quella Fitzgerald rozza come una contadina.

La figlia non apprezzava affatto il comportamento materno, anzi lo detestava, e la sua simpatia era tutta rivolta a mamma Rose, che ogni giorno guadagnava un posto di rilievo nel suo cuore.

Nel periodo infuocato della campagna elettorale, Jaqueline mi confidò – il mio John ha perso qualche punto su Nixon allora con Bob abbiamo pensato di ricorrere a mamma Rose.
Così mamma Rose organizzò un tè.
Rose protagonista di quel pomeriggio, raccontò la sua verità.
Presentò John come solo una mamma sa fare. E quello fu il suo grande contributo all’elezione del figlio.

L’amicizia, era l’altro grande valore di Jaqueline.
Quella vera però.

Il nostro rapporto, nato nella spontaneità che ci aveva visto bambine e cresciuto nella fiducia, si era consolidato nel tempo.
Per me l’amica era Jaqueline e per Jaqueline l’amica era Marjorie.
Un punto di riferimento reciproco.
Una spalla su cui appoggiarsi per dare libero sfogo al sentimento.
Due cuori aperti, che si conoscevano bene.
Io, sapevo cogliere la velatura melanconica dei suoi occhi, e leggere ogni mutamento del suo stato d’animo, che era simile alla metamorfosi del paesaggio al passaggio dell’autunno.
Non conoscevo altra persona che celebrasse come Jaqueline, la bellezza nell’avvicendarsi delle stagioni.
Lei amava contemplare le trasformazioni della natura, e amava l’autunno.
La natura è arte, diceva, e l’arte viene da Dio.
Gioiva per la fioritura degli alberi da frutto, o la colorazione dell’acero rivestito di sfumature rosso giallastre, per poi seguire gli stormi di uccelli nel cielo, che passano e scompaiono via come la vita
Jaqueline, delicata e forte, riservata e mondana, romantica sognatrice e concreta realizzatrice, la si poteva immaginare nei quadri del Monet.
La Primavera…per esempio.
Un’opera, di cui entrambi sarebbero andati fieri: la musa e il maestro.
Lei, la musa, comodamente a suo agio, immersa nel verde, fra le voci sommesse della natura e lontana dai rumori ossessivi, dell’oggi, protagonista assoluta di quel giro di giostra…senza tempo, si sarebbe completamente mimetizzata con i colori e gli umori del paesaggio.
Come una sorta di sposalizio fra passato e presente, per celebrare l’incontro dell’onnipotenza del creato con la grazia scolpita in quella figura di donna.
Mentre silenziosi pensieri amalgamati con le note di un’arpa, si innalzano per muovere armoniosi equilibri che congiungono terra e cielo.
Sono le note che risvegliano l’anima alla leggerezza dell’essere, per portare in luce quella parte di bellezza interiore ancora imprigionata nel profondo dell’io.
Lui, il maestro, dirige il coro per intonare quella gloriosa melodia che sale, sale, sale…

La musica, specchio delle armonie celesti, è un tramite per avvicinare l’uomo a Dio, è un tacito invito a sigillare con lui l’infinito patto d’amore.
E’ così che merita di essere ricordata Jaqueline ” Un’icona di bellezza che unisce materia e spirito. “
Un inno alla vita che dalla terra si innalza verso il cielo per raggiungere la pienezza e per coniare la fusione armonica dell’insieme: il dentro con il fuori per essere uno.
Questo profilo inedito, vuole ridare la vista a quei ciechi che hanno cantato l’apparire lasciando in ombra l’essere.

Di lei si è detto: “ che con un sorriso conquistava il mondo, e con quel suo modo di aggrottare la fronte, gelava una stanza “.
Vero o falso?
Quando sorrideva, il suo sorriso abbracciava tutti, accoglieva, apriva, rassicurava.

Un successo destinato a crescere, e Jaqueline era il successo.
Il successo che è andato oltre la vita
Quando accigliava la fronte, ogni sua piega esprimeva qualcosa…
E la vita di Jaqueline era piena di quei qualcosa.
– Sai Marjorie, mi disse un giorno, i dettagli della nostra vita intima è meglio portarseli nella tomba! E quella frase mi fece ricordare quando, al rientro da uno dei suoi tanti viaggi, trovò fra le sue cose un reggiseno che non le apparteneva. Mostrandolo al marito disse – Ricordi a chi dobbiamo restituirlo? Io non avrei mai potuto indossare una roba del genere, e lo freddò senza aspettare la risposta.
Le sorprese, per lei erano dietro l’angolo…

In un’altra confidenza mi rivelò – Se fra noi c’è tensione, preferisco allontanarmi e aspettare.
John, ogni volta, torna a riprendersi moglie e figli, perché ci vuole accanto.
Quando l’America temeva l’attacco a sorpresa su Washington, in quell’ottobre del 1962, mi trovavo fuori con i bambini e lui, avvertendo il pericolo, ci ha chiamato per farci rientrare immediatamente alla Casa Bianca.

L’episodio ci unì di nuovo, ma presto ricomparvero i litigi.
Io additavo le sue amanti e lui mi rinfacciava gli abiti costosi.
Che vita incredibile!
In fondo, ognuno di noi due si prendeva qualcosa in cambio.
John aveva la rispettabilità e la famiglia, ed io avevo la famiglia, la sicurezza ed i viaggi.
Lei, dice Marjorie, coglieva il lato positivo di ogni situazione.
Sapessi quante volte la sento vicina!
La rivedo davanti a me, e lascio che mi parli.
Talvolta mi sostiene con uno sguardo, un gesto del corpo, e altre volte mi trasmette la sua forza.
Lei era solita fare una suddivisione della vita fra il dovere diligentemente svolto, ed i brevi momenti di abbandono.
Sono i contrasti che hanno sempre convissuto in lei, e l’hanno animata fino alla fine dei suoi giorni. Non ha mai smesso di cercare un’America più umana.

Jaqueline, era sensibile alla più piccola manifestazione di affetto, e quando l’amore veniva ricambiato, lo custodiva come un tesoro inesauribile.
Lo spirito materno la spronava a mettere al riparo i beni più cari: i piccoli, il marito, l’amicizia, gli animali e tutto ciò che le appariva bisognoso di cura.
Amava la verità, l’onestà, la gentilezza.
Spesso si sforzava a cogliere queste qualità nelle persone, ma con scarsi risultati.
Così cercava nella natura, ciò che non riusciva a vedere nell’umanità e si commuoveva davanti alla semplicità di quelle manifestazioni di vita che comunicavano amore incondizionato.
Trovava nell’arte una efficace cura antidepressiva, non soltanto nei dipinti ma anche nelle opere architettoniche, letterarie, scultoree…l’arte era, per lei, un balsamo salvifico e si dette così tanto da fare, che nel gennaio del 1963 riuscì a portare la Gioconda alla Casa Bianca.

Solo dieci mesi dopo, gridava “ Ti amo tanto Jack “, abbracciando il marito sanguinante, appena colpito e ferito
mortalmente alla testa.Era il 22 novembre 1963.

Jaqueline seduta nella berlina presidenziale accanto a John, si era piegata amorevolmente su di lui per prestarle le prime cure venute dal cuore, mentre si affannava a far arrivare un sacerdote per l’estrema unzione.
Il suo tailleur “ Rosa Schiapparelli “ macchiato di sangue, lo conservò così com’era per non dimenticare, diceva lei.

Jaqueline, continuò ad indossare il suo famoso “ Tinta Unita Rosa “, perché gli americani ricordassero che cosa avevano fatto al suo Jack.
Lei amava davvero il suo Jack, e l’aveva gridato a tutti.
Il contegno ed il coraggio dimostrato vedendo assassinare il marito davanti ai suoi occhi, le procurò grande ammirazione nel mondo.
Avvolta nel dolore, con la fierezza di chi sa essere forte anche quando il cuore straziato reclama uno sfogo, tenendo per mano i due figlioletti, seguì a piedi il feretro del marito dalla Casa Bianca alla cattedrale di St. Matthew.

Questa fu la seconda volta, che io, Marjorie Madison Foster, partecipai pubblicamente ad uno degli episodi più toccanti nella vita della mia amica, Jaqueline.
Lei, si sentiva protetta quando sapeva di avermi vicina. La mia presenza le dava forza.
Ero lì, profondamente commossa, senza perderla di vista un minuto.

Poi la vidi muovere e accendere con dignità, la fiamma sacra nel cimitero di Arlington , dove lei stessa oggi riposa…
accanto al suo Jack.

( fine 6a puntata )

Perle diBUONSENSO:
” Il bello, il brutto, le cose difficili,
la gioia, la tregedia, l’amore,
la felicità formano una cosa unica,
che è quello che si chiama Vita ”
( Jaqueline Bouvier Kennedy )

I vostriCOMMENTI? Scrivete, scrivete, scrivete
alla posta di DODOLINA: confidenze@dodolinatips.it

da nonnaBLOGGER con cadillacGIALLA e piumaROSA

Ciao a lunedì 4 Settembre con la 7a puntata
Buona Vita

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LA COMPAGNIA FIGLI d’ARTE CUTICCHIO

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ARTE
LA COMPAGNIA FIGLI dARTE CUTICCHIO

da Palermo nonnaBLOGGER e la notizia

La mia meta è palazzo BRANCIFORTE, questo importante palazzo,  completamente restaurato, conserva importanti collezioni d’arte.
Un tempo, era sede del monte di pietà perOGGETTI di minor valore, che rientravano cioè nell’usoQUOTIDIANO della gente, come lenzuola, materassi …
Oggi, in quegli stessi spazi, c’è esposta un pezzo di storia, di tradizione e di culturaSICILIANA:  ” il Teatro dei PUPI della famiglia CUTICCHIO “

Interessante?

Seguitemi,
si parte da me.

Un caffè prima della visita guidata e…un bel tuffo nelPASSATO puparo
della famiglia CUTICCHIO, che ci fa tanto sognare.

L’origine deiPUPI è controversa, degli studiosi del Settecento, attribuiscono ad alcuni siracusani l’essere abiliPUPARI,  per la loro maestria nel costruire e far muovere le marionette.
Pare che, addirittura, fossero già attivi al tempo di Socrate e Senofonte.

Certo è che l’artePUPARA, della famigliaCUTICCHIO, è una realtà documentata dalla magnifica esposizione di palazzoBRANCIFORTE e,
ancora oggi, portata avanti dall’OPERA DEI PUPI, teatro fondato nel 1973
da MIMMO CUTICCHIO che rappresenta la V generazione  della famiglia.

Tradizioni di FIGLI d’ARTE, custodiscono il tempo
con
l’Opera dei Pupi di Palermo

 

Una Via… Bara all’Olivella n. 95

Un Teatro ” OPERA dei PUPI ” con spettacolo sabato-domenica 6,30 pm


Un Incontro…MIMMO CUTICCHIO in persona, che mi parla di un tutto esaurito ad ogni spettacolo.
I 90 posti disponibili sono insufficienti a soddisfare le richieste di chi vuole partecipare alle rappresentazioni.

Siete a Palermo? Telefonate allo 091-32340 e prenotatevi in tempo
è un’occasione da non perdere.

IlREPERTORIO dellaCOMPAGNIA?
Spazia da quello classico legato al ciclo dei Paladini diFRANCIA, dove si esalta tutto quel patrimonioTECNICO tramandato di padre in figlio, a quello in cui la tradizione viene reinventata.

Ogni spettacolo sottolinea ilVALORE dellaCONSERVAZIONE,
un gioielloPONTE fra passato e presente costruito su esperienza
e tradizioni culturali  di una famiglia diPUPARI: la famiglia CUTICCHIO.

Grazie a Mimmo Cuticchio per il suo prezioso e costante lavoro,
un  ” custode del tempo “,  attraverso libri e pubblicazioni che tengono alto il nome della famiglia.
E’ grazie a lui, con la sua OPERA DEI PUPI di via Bara all’Olivella 95,
se oggi Palermo può offrire ai suoi visitatori italiani ed esteri,
stralci di storia e di culturaSICILIANA.

Perle diBUONSENSO.
” per gli adulti una memoria
per i giovani una scoperta ”
( Mimmo Cuticchio )

I vostriCOMMENTI? Scrivete, scrivete, scrivete
alla posta di DODOLINA:  confidenze@dodolinatips.it

da Palermo nonnaBLOGGER e la piumaROSA

Ciao
a domani con nuove notizie
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LUIGINO e le AMICHE CIVETTE

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SMD SuggerimentiMAMMEDisperate
LUIGINO e le AMICHE CIVETTE

dalla casaMAGICA di Caterina
nonnaBLOGGER e la favolaPREMIO

Vogliamo aiutare i nostri bambini a raggiungere SANIobiettivi?
Educare
i bambini ad una corretta igiene è importantissimo.
Come farli arrivare a raggiungere l’obiettivo senza proteste o capricci?

PREMIANDOLI
e questi non sono ricatti, ma solo buoni suggerimenti per una corretta guida al loroBENESSERE.
– Caterina sonoFIERA di te,  ogni volta che mangi, vedo che segui il consiglio di
lavare  i dentini, hai guadagnato il premioPROMESSO, ecco qui la tua FAVOLApremio:

LUIGINO e le AMICHE CIVETTE

( Foto di un’opera di Bob Marongiu Oristano-Costa Smeralda )

LUIGINO conosceva tutti gli animali della notte, in particolare, adorava le civette.
Quella sera, affacciato alla finestra della sua cameretta, vide quattro civette accovacciate su un ramo.
– Ciao disse loro, anche voi come me, sotto la luna ad ammirar le stelle?
La più grande rispose – No, le mie sorelle ed io siamo qui a PENSARE, e sai cosa ti dico?
Siamo molto tristi…siamo stanche di vivere nel BUIO della notte.
– Uffa che noia che barba, che noia!
– Vi capisco rispose il bambino, già non ci siamo presentati qual è il vostro nome? Io mi chiamo LUIGINO.
Sempre la grande disse – Io sono Oretta, e in ordine di età, ecco brunetta, Antonietta, Miretta.
– Come posso regalarvi il SORRISO? domandò il bambino.
Oretta, fu veloce a rispondere – Sarò franca, ognuna di noi ha un desiderio nel cuore ma è impossibile realizzarlo!
– Coraggio condividetelo con me…forse so come aiutarvi.
LUIGINO, ogni sera, era solito osservare la luna e le stelle, e davanti ad AMINA rimaneva incantato.
AMINA era la stella più vicina alla luna e…risolveva sempre tutto.
Bastava esprimere a lei il nostro desiderio più intimo…preceduto dalla parola magica e il SOGNO si materializzava.
A LUIGINO, in GRANsegreto,  l’aveva rivelato la nonna. Lui la chiamava
” nonnaMAGICA ” perchè miracolosamente aggiustava i suoi giochi fuori uso,  ritrovava le cose perdute e raccontava storie fantastiche come quella di AMINA, la stella vicina alla luna.
Inoltre la nonna conosceva la parolaMAGICA per entrare nel cuore della stellina.
Così LUIGINO, in uno sbuffo d’affetto, raccontò tutto alle civette
e loro si fidarono di lui.


ORETTA disse – Vorrei vedere i colori del giorno, saltellare sui prati e colorare le mie piume diVERDE.
BRUNETTA la seguì – Anch’io vorrei vedere i colori del giorno, stendermi su un letto di violeMAMMOLE  e colorare le mie piume diVIOLA.
ANTONIETTA ripetè – Eh sì, sììì…vedere i colori del giorno, fermarmi a pensare sotto il roseto e colorare le mie piume diROSA.
MIRETTA entrò nel coro delle sorelle e disse – Oh! che meraviglia vedere i colori del giorno, respirare il profumo dei gelsomini e colorare le mie piume diBIANCOeVERDOLINO.

LUIGINO ascoltò attentamente, poi chiuse gli occhi e si rivolse ad AMINA con la parolaMAGICA – ” MAKE a WISH ” disse.
Poi estese la richiesta – Io LUIGINO busso alla porta del tuo cuore, questa sera, ho incontrato le amiche civette molto tristi direi, e chiedo aiuto a te
AMINA per soddisfare i loro desideri.
Tu sai come trasformare la tristezza in gioia, tu sai come regalare ilSORRISO.
– Adesso apri gli occhi, rispose AMINA quando fu pronta.
LUIGINO spalancò le palpebre e con gran stupore…vide le amiche civette, rivestite diCOLORATISSIME piume, che lo ringraziavano con un battito d’ali.
Nei loro occhi brillava ilSORRISO.
Se tuCREDI ilSOGNO si avvera.

Perle diBUONSENSO:
” diamo ascolto
aiSOGNI..
loro sono vogliosi
di uscirFUORI a respirare ”

SUGGERIMENTI e COMMENTI da lasciare? Scrivete, scrivete, scrivete
ala posta di DODOLINA: confidenze@dodolinatips.it

dalla casaMAGICA di caterina
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ANNA PIETRULINI e LE SUE PUNTE DIAMANTE

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dalle location piùESCLUSIVE nonnaBLOGGER e la notizia

CONSAPEVOLEZZA
ANNA PIETRULINI Knitwear e le sue Punte di Diamante

LoSTILE, sobrio ed essenziale unito a punte di massimaELEGANZA,
proprio delle collezioni ” ANNA PIETRULINI Knitwear ” ti fa indossare
ogni suoCAPO con laCONSAPEVOLEZZA  di lasciarALLURE intorno…

RipercorriamoINSIEME le punteDIAMANTE della suaESTATE ’17?

Seguitemi,
si parte da me.


UnELOGIO
alla manoTALENTUOSA di chi ha disegnato questi capi
with compliments, a ELENA FERRUCCI designer Milano

 BORGOsanFELICE Sunset TheCelebration ofLOVE & ANNA PIETRULINI

 e da BORGOsanFELICE …

 

 

 

chezALPEMARE con ANNA PIETRULINI knitwear

 Un delizioso APERI-SUSHI ci attendeallo stabilimentoBALNEARE della famiglia Bocelli. e da ALPEMARE a…

ACIREALE con ANNA PIETRULINI Knitwear
Sacro & Profano

Santa VENERATradizioni&Cultura, patroni dellaCITTA’ festaRELIGIOSA & FOLKLORE                       e da ACIREALE a…

Lajatico ” TEATRO DEL SILENZIO ” ABF Andrea Bocelli Fondation

con ANNA PIETRULINI knitwear unSALUTO all’estate ‘ 17 e…
appuntamento con laPROSSIMA  collezione FALL/WINTER ’17-‘18

Grazie
alleLOCATION  che ci hannoOSPITATO
Grazie
ai talentiARTISTICI del nostro amato MADEinITALY.

Perle diBUONSENSO:
”  arte è vivere
nellaCONSAPEVOLEZZA
diCREARE,
giorno dopo giorno,
OPEREdettate dalCUORE “

COMMENTI daLASCIARE? Srivete, scrivete, scrivete
alla posta di DODOLINA: confidenze@dodolinatips.it

 

 

dalle location piùESCLUSIVE della nostra bellaITALIA
nonnaBLOGGER e la piumaROSA


Ciao
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IL SEGRETO di PALM BEACH 5a puntata

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TIZIANA
i miei libri
IL SEGRETO di PALM BEACH

nonnaBLOGGER e la 5a puntata


Con un benTROVATI
diamo inizio alla 5a puntata
Enjoy!!!

 

Amo le sensazioni
che mi spingono a correre via
diventare zingara
e sorridere come una zingara “

Pensieri ( Jaqueline Lee Bouvier )

 

Washingthon
1951

Parigi è la città del romanticismo, degli incontri e degli amori… talvolta impossibili.
Il “ Grande Amore “ bussò alla porta di Jaqueline.
Si innamorò di quel J.Phillips Marquand, un rampollo dell’aristocrazia francese.
Il rapporto difficile, travolgente e passionale fu intensamente vissuto e subito perduto.
Per esorcizzare il dolore, lei si gettò a corpo morto nello studio.
E velocemente, si laureò in letteratura francese alla George Washington University.
Tuttavia, questo non fu sufficiente a placare il suo animo. Nell’ultimo tentativo di dimenticare Marquand, si mise a frequentate un agente di borsa.
In modo inaspettato, le arrivò anche il lavoro. Il Washington Times-Herald, le affidò dei servizi da fare su alcuni personaggi di rilievo, nella capitale statunitense.


Jaqueline seppe muoversi molto bene, e questo le procurò stima e nuove aperture negli ambienti politici di Washington.
Fu così che si trovò ad intervistare un giovane senatore rampante del Massachusetts, che solo due anni dopo, diventerà suo marito.

La madre Janet Lee che, poco prima, aveva ordinato alla figlia di mollare quella specie di omuncolo di borsa che le girava attorno, si schierò ostinatamente anche contro quel Kennedy.
Non voleva assolutamente imparentarsi con la “ feccia irlandese “.
La signora Lee, però, si trovò a duellare con il patriarca Joseph Kennedy.


Egli, aveva individuato in Jaqueline, la moglie ideale per la carriera del figlio, e nessuno lo avrebbe fermato.
E’ quando il gioco si fa duro che i duri cominciano a giocare.
E lui sapeva come condurre i giochi.
Stava per partire con una forzata azione di marketing su quel giovane senatore, come se fosse un nuovo prodotto da lanciare sul mercato.
Chi lo avrebbe dissuaso?
Già nell’ambiente, circolava la sua frase più famosa:
– Abbiamo intenzione di vendere John come scaglie di sapone!

 

Segreti & Intrighi

Rhode Island
1953

Di fronte alle lusinghiere promesse di Joseph, il patriarca, anche Lady Janet fece retromarcia e, addirittura, obbligò la figlia a vedersi con John Kennedy.
La coppia si sposò a Rhode Island con uno sfarzoso ricevimento,
il 12 settembre 1953.


All’epoca, mi trovavo di nuovo in Europa, e seguii tutto da lontano.
C’erano le lunghe telefonate che ci univano annullando le distanze.
La giovane signora Kennedy, sposando John aveva sposato l’intero pacchetto del clan.


Per il suo stile di vita europeo, sedusse tutta la famiglia. Bella, colta, elegante e raffinata era la moglie perfetta per un ambizioso senatore in procinto di ricoprire la carica di Presidente degli Stati Uniti. Lei sarebbe stata un valido aiuto durante la campagna elettorale.
Il suocero nutriva per la nuora una smisurata adorazione, tanto da sollevare la gelosia fra le figlie. Anche prima delle nozze Joseph amava intrattenersi nella sua biblioteca a fare lunghe chiacchierate con Jaqueline. Quest’uomo sensibile al fascino del potere aveva fatto di tutto per conquistarlo, e oltre ad essere ben introdotto nell’ambiente politico, lo era anche in quello cinematografico dove aveva investito nella produzione di films. Con notevole disinvoltura rivelava, alla futura nuora, segreti piccanti sulla sua vita. Si cimentava, addirittura, nella descrizione di dettagli imbarazzanti su certe sue relazioni con attrici ed attricette. Forse per prepararla a chiudere un occhio sulla fuga di notizie scandalo… urlate da strilloni di giornali?


Prima del matrimonio, Jaqueline, informata direttamente da John, venne a conoscenza di alcuni segreti che il suocero aveva volutamente nascosto.
John Fitzgerald Kennedy soffriva di una dipendenza da sesso, aggravatasi, con l’assunzione di farmaci per curare la gonorrea contratta in giovane età.
A ciò, si aggiungeva la malformazione alla spina dorsale. Le due malattie,
lo costringevano a viaggiare con una valigia piena di medicinali.

Jaqueline, quindi, sposò sapendo e accettando.


Lei, un giorno, mi confidò: – So che conoscerò delusione e disperazione insieme, ma ho deciso di viverle.
Pronunciò queste parole, ancor prima di scoprire che anche il suo John nel vuotare il sacco, aveva omesso un piccolo dettaglio…quell’inquietante “ Segreto di Palm Beach “.
Chi mai lo avrebbe saputo?
Joseph, il patriarca, aveva sistemato tutto.
E Joseph aveva di sé l’alta stima di uomo infallibile.
Lui, davvero, credette di avere archiviato la cosa per sempre.

 

Alla Corte dei Kennedy

Palm Beach
1961

Era il 3 gennaio, ed i Kennedy, erano tutti riuniti a Palm Beach nella casa di famiglia, per un ritratto di corte.

Jaqueline ed io, avevamo convenuto di custodire la nostra amicizia lontana dagli obbiettivi. Compatibilmente con i nostri impegni, ogni tanto, ci ritagliavamo degli spazi per noi.
E come ai vecchi tempi, ci piaceva dare voce alle emozioni e ascolto ai nostri silenzi.
Nella sua vita, però, ci sono state tre tappe importanti dove mi ha voluto accanto.
Una presenza discreta la mia, mai in primo piano.
La seguivo, a debita distanza, incoraggiandola amorevolmente con lo sguardo.
La prima volta fu proprio in quel giorno di gennaio, quando con una lunga e noiosa serie di pose e di scatti, si preparava la presentazione della famiglia presidenziale in vista del 20 gennaio, prossima entrata in carica di John Fitzgerald Kennedy, il nuovo Presidente degli Stati Uniti.
Lui, era rigido e nervoso mentre Jaqueline leggermente di spalle, rispettosa dei ruoli politici del marito, si muoveva con grazia proteggendo il suo uomo.


La piccola Caroline, di appena quattro anni, era la protagonista assoluta di quello show, divertita dal continuo lampeggiare del flash.


John John in braccio alla madre, un mese e mezzo di vita, era infastidito dalle luci troppo intense dei riflettori e non ce la faceva a tenere gli occhietti aperti.
La casa, deliziosamente addobbata, testimone di quel regale palcoscenico, incorniciava nella sua passiva complicità la fama mondiale del ritratto di corte più gettonato dai media.
Il giorno seguente, la testata del giornale, titolava così:
“ ALL’INIZIO NON FU IL VERBO, MA LA LUCE A CREARE IL VANGELO DEI KENNEDY
IL NOME CHE HA SCOSSO DAL SONNO UNA NAZIONE INTORPIDITA…”.


E si parlava di Caroline, come la Nazione bambina che dirigeva i suoi passi verso la luce, nel gesto di acchiapparne il bagliore, mentre il fratellino, infastidito da quella stessa luce, richiudeva gli occhietti appiccicosi.
Fra le mie carte, conservo ancora questa pagina ingiallita, per me, è un tuffo al cuore ogni volta che mi capita fra le mani.
C’erano già scolpiti cattivi presagi. Solo mille giorni dopo, si legge in un altro articolo di giornale, la bambina Nazione
avrebbe accompagnato al cimitero di Arli ngton quell’uomo innervosito, a cui lei involontariamente, aveva rubato la scena.
Il bambino dagli occhietti appiccicosi, a soli trentanove anni,si sarebbe inabissato con la moglie e la cognata, nelle acque dell’Oceano davanti a quella stessa casa.
Mentre, Jaqueline, avrebbe lasciato quell’abito bianco, per indossare quello della vedovanza di Stato.

 

I Colori dell’Anima

Palm Beach
Giorni nostri

Dalla bocca di Giulia, le parole uscirono spontaneamente per formulare questa frase:
“ Quando le ombre coprono la luce, tutto scompare nel nulla.
Nei dipinti di corte, le abili pennellate del pittore celano la verità dell’essere, per dare corpo all’apparire. Niente di nuovo sotto il sole. “
Ma in quel ritratto, emergeva la verità dell’unica sopravvissuta: “ La bambina “ ovvero la Nazione.
Un tramonto mozzafiato richiamò Marjorie e Giulia ad assistere ad una spettacolare
“ Sunset Celebration “.

E’ un termine intraducibile, perché solo così riesce a mantenere integro il suo significato.
E’una celebrazione che profuma di spiritualità. E’un qualcosa che ti entra dentro fino a penetrare nel punto di divisione dell’anima e dello spirito. Sono le parole usate da San Paolo per definire la potenza della parola di Dio.
Giulia le prende in prestito per sublimare la sacralità del momento.
Le due amiche, travolte dall’emozione, si abbandonano alla semplicità di quelle sensazioni esplosive e accompagnano con lo sguardo, il continuo susseguirsi dei mutamenti del colore.
Disegni di rara bellezza si formano nel cielo, per poi scomparire con l’ultimo raggio verde, depositario di infiniti desideri.
– Giulia hai espresso il tuo desiderio? – Certo che l’ho fatto. Conosco anch’io la ritualità indiana e ti confesso, che ogni volta, assume un fascino sempre più coinvolgente.
Una rapida occhiata all’orologio, e l’incanto si interrompe.
– My God ! dice Marjorie. Sai che abbiamo solo un’ora di tempo per raggiungere gli altri amici a Mar –a- Lago? Poi punta gli occhi su Giulia per non perdersi l’espressione del suo volto.
– Sorpresa?
– Oh sì, risponde Giulia, commossa. Lascia che ti abbracci, sai che ho un’amica fantastica?
Che bel regalo di compleanno! Non ho parole per ringraziarti.
Tu sai quanto lo apprezzo.
Marjorie , si rivela una perfetta guida di Mar-a-Lago. Ne fa il tracciato storico con interventi precisi arricchiti, poi, da quel suo vitale coinvolgimento.
Introduce Giulia nel club con padronanza assoluta e presenta la proprietà mettendo in luce gli aspetti più rilevanti: – E’ stata il prestigioso rifugio di grandi personaggi  dice –


Marjorie Merriweather Post l’ha usata fino al 1973, l’anno della sua morte.

Donald Trump, l’acquistò dalla fondazione Post nel 1985 e la utilizzò, per una decina d’anni, come residenza personale. Più tardi decise di farne un club privato. Il suo grande merito è stato quello di aver mantenuto le caratteristiche originarie, nella nuova destinazione. Tu oggi, la vedi esattamente come l’ho vissuta io.
Mar-a-Lago sarà sempre nel mio cuore e nei miei pensieri. Adesso mi appare ridimensionata.
Allora, la mia prospettiva di bimba faceva apparire tutto più maestoso.
Alberth ed io, ci siamo sposati qui, alla fine del 1969. Che bella festa!
Questo luogo, è un libro pieno zeppo di ricordi.
E i ricordi, sono le piacevoli carezze che colorano l’anima.

Amiamo i nostri bambini

Palm Beach
giorni nostri

Marjorie, si muove in Mar-a- Lago, con la leggerezza di una danzatrice. Le sue parole dosate e ben centrate invitano Giulia a guardare quel gioiello con gli stessi occhi dell’amica.
– Vedi? Non ha perso niente dell’antico splendore, afferma Marjorie.
Appartenere al club è ancora un simbolo di privilegio.
In questo luogo leggendario, ogni anno, si presenta un calendario ricco di appuntamenti: dai tornei di golf alle serate musicali, dalle rappresentazioni teatrali alle aste di beneficenza, dai cocktails alle cene di gala. Il club dei lettori si riunisce regolarmente per commentare ogni novità letteraria, e sono sempre più numerose le persone che seguono conferenze di politica, economia, arte, salute…
Fra l’altro, quest’anno, il direttivo ha dato spazio ad un gruppo di illustri psicoterapeuti.
Saranno i protagonisti di una serie di incontri sugli argomenti, oggi, più dibattuti:
“ I NOSTRI FIGLI ALLE PRESE CON I SOCIAL NETWORK “
– Linee Guida per Genitori e Nonni –
Giulia ascolta attentamente, poi interviene dicendo: – Che incredibile coincidenza, posso saperne di più?
Mi stai parlando dello stesso tema che sta portando avanti, in Italia, la dottoressa Diletta Giani. E’ una psicoterapeuta che conosco molto bene, ho avuto modo di apprezzare i suoi lavori
ai tempi della laurea. Per la tesi lavorò in stretta collaborazione con l’Università del Canada affrontando l’allora semisconosciuto problema del bullismo nelle scuole.
E’una professionista molto stimata, la grossa esperienza scolastica le ha permesso di avere in mano un ampio osservatorio sugli adolescenti che l’ha portata a sensibilizzarsi sul problema dilagante del momento. Oggi, Internet è la “ Nuova Piazza Virtuale “, è l’affollato punto d’incontro dei giovani.
Ci siamo viste pochi giorni prima della mia partenza, e mi spiegava, appunto, di un allarme in crescita legato, soprattutto, ai numerosi episodi di cronaca che vedono protagonisti inermi ragazzini. Adolescenti incantati virtualmente con false lusinghe, e poi, irretiti da inaffidabili sconosciuti con incontri reali. Di fronte ad un timore comune, mi diceva, c’è urgenza di muoversi per stabilire alcuni metodi guida in modo da seguire i primi passi in rete dei nostri figli.
Destinatari di questi consigli, saranno senz’altro i genitori ma anche i nonni,disarmati ed in crisi davanti ai figli dei figli, alle prese con internet.
E’ proprio un programma che collima esattamente con quello che mi stai raccontando.

-Non è casuale,  afferma Giulia.
E’ la conferma che c’è un risveglio comune, un invito alla presa di coscienza di questa nuova realtà devastante. Urge trovare una ragionevole soluzione al problema.
La paura, ben gestita, SALVA! Mi ripeteva la dottoressa.
Giulia, approvava pienamente l’intelligenza del progetto e immersa nei suoi pensieri aveva sentito appena la voce di Marjorie che diceva:
– Giulia ci sei? Ho detto che posso aiutarti.
– Sì cara, scusami mi ero persa…
– Posso darti io tutte le informazioni che desideri.
– Davvero?
– Sì, mi sono iscritta a quei corsi, per Martha.
Fra poco conoscerai questa splendida bambina di dodici anni, che ha rivoluzionato la mia vita.
E’ la nipotina di George: il mio amico, George Adams Brooks, magnate della progettazione e costruzione dei centri commerciali nel mondo.
Sua figlia, lady Georgine, avvocato industriale, ha sposatol’ingegnere Tommy Flagler Stewart, un rampollo della storica famiglia di Henry Flagler, fondatore di Palm Beach.
Quando è nata Martha, il nonno George è andato in brodo di giuggiole…e anch’io con lui.
Ti confermo di aver perso letteralmente la testa per questa adorabile bambina.
Con lei passo abbastanza tempo, i Brooks hanno la casa di famiglia ad Aspen in Colorado, proprio vicino alla mia, così ci vediamo anche durante le vacanze di Natale.
Vedrai, che la famiglia Brooks Stewart ti piacerà molto.
La bambina mi chiama nonna. E’ per amore di Martha che George ed io, ci siamo iscritti ai corsi.
Un buon investimento direi, un vero faro di luce.

I bambini oggi, già prima di andare a scuola sanno usare il computer e gli adulti hanno il dovere di tutelare e difendere i propri ragazzi.
Internet, non è la loro stanza privata, ma una cameretta pubblica dove chiunque può entrare.
Amo dedicare buona parte del mio tempo a Martha, e davanti al computer, faccio tesoro di quanto ho appreso. Con parole amorevoli le faccio capire che in tutto questo non c’è invadenza per spiarla, ma solo tanto affetto.
Bisogna voler bene a nostri bambini e mostrarci disponibili. Mia madre l’ha fatto con me, ed io che non ho avuto figli, sto vicina a Martha come se fosse la mia vera nipote.
Le insegno a proteggere la sua privacy e la metto in guardia su come sia pericoloso fornire dati propri, non deve dare mai l’indirizzo di casa e il numero di telefono. La educo a condividere solo con chi conosce realmente, e non con amici degli amici. Starle accanto, significa vigilare su di lei e aiutarla nelle scelte. Non le demonizzo totalmente i social network, ma le elenco anche gli aspetti positivi, come lo stimolo alla creatività, il modo veloce di comunicare da un capo all’altro del mondo, nonchè l’eccellente sistema di accesso a preziose fonti d’informazione.
Il mio obiettivo, è quello di lavorare bene con lei in modo che non si senta isolata dal gruppo, ma al contempo, possa discernere la realtà dal virtuale.
Grazie alle conoscenze acquisite nello stage di Mar-a-Lago, posso dare a Martha dei segnali per non perdersi in quel labirinto senza fine.
Sono attenta e mai opprimente. Pianifico con lei e insieme stabiliamo un giusto equilibrio di approccio senza cadere nella dipendenza da rete.
Naturalmente, la lotta da affrontare quotidianamente è dura, e di fronte al web non regolamentato c’è il grido unanime di molti genitori in difficoltà.
C’e la loro indignazione di fronte ai media che mostrano un mondo finto dove conta solo l’apparire.
C’è la loro consapevolezza di essere profondamente inadeguati nel ruolo educativo.
C’è la loro necessità di avere un supporto significativo nella gestione del rapporto.
Queste richieste d’aiuto, raccolte da esperti, hanno portato ad un lavoro di affiancamento e di collaborazione con le famiglie, una finestra aperta all’ascolto, motivata agli occhi dei nostri adolescenti, come un grande gesto d’amore.

 

La corsa sfrenata di una bambina, interrompe la loro chiacchierata.
E’ Martha che si getta nelle braccia di Marjorie.
Con la gioia stampata sul volto, posa timidamente lo sguardo sulla sconosciuta.
Giulia le sorride e le va incontro.
– Sono un’amica di Marjorie e vengo dall’Italia, dice chinandosi. Vuoi darmi un bacio?
La piccola contraccambia sfiorandole la guancia, poi, messasi a suo agio, le prende entrambe per mano e le conduce dagli altri.
Le presentazioni sono seguite da uno scambio di convenevoli.
Il suono di un antico pianoforte a coda , li accompagna fino al salone dove verrà servita la cena.
La classe e l’eleganza dell’ambiente non ha età , uno stile esclusivo e piacevole per fermarsi a passare una brillante serata
La conversazione si fa ricca e interessante, per Giulia, la famiglia Brooks Stewart è una preziosa rivelazione.
Nuovi incontri, nuovi mondi, nuove conoscenze.
Di tanto in tanto, l’allegro cinguettio di Martha va ad intromettersi nei loro discorsi adulti, mettendo tutti di buon umore.
Giulia la osserva e capisce l’amore e la dedizione che l’amica ha per questa bimba così bella e così delicata nei gesti e nei colori, da ricordare una miniatura del Botticelli.
E’ ancora immersa a contemplarla, quando Marjorie interviene con il suo pensiero.
– Sai, che lo spirito protettivo che manifesto nei confronti di Martha, mi ricorda tanto Jaqueline con i suoi figli?

( fine 5a puntata )

Perle diBUONSENSO:
” Amiamo
i nostri bambini ”

I vostriCOMMENTI? Scrivete, scrivete, scrivete
alla popsta di DODOLINA:  confidenze@dodolinatips.it

da nonnaBLOGGER con cadillacGIALLA e piumaROSA

Ciao
a venerdì 25 Agosto con la 6a puntata ( per anticipo uscita/ lunedi 28 agosto ).

DODOLINA tips lifestyle & more
io mivesto diCARMA
e TU?

 

 

 

ai crateri SILVESTRI con MARIApiaSILVESTRE

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mivesto diCARMA

LIFESTYLE
ai crateri SILVESTRI con MARIApiaSILVESTRE

 

dall’ETNA nonnaBLOGGER e la notizia

Oggi ho deciso che oltre a vestirmi diCARMA mivesto anche aCIPOLLA
così risolvo brillantemente le dueTAPPE previste:
freddo sull’ETNA… ma caldo aTAORMINA.

 

Dov’è la piumaROSA?

Indovinate un pò? ha già aperto l’armadio e scelto perME.
Credo che questa piumaROSA  , riceva  messaggi telepatici e mi preceda nelle mosse.
OTTIMAidea…commento divertita.

 

CURIOSI?

Pantaloni con MAXIteenSHIRT e ponchoMARIApiaSILVESTRE, sarà l’abbigliamentoIDEALE per questa lunga giornata.

Il mioPONCHO?
Perfetto. Sull’ETNA c’è un forte vento,

e oltre a proteggermi, dall’ariaFRESCA che aleggia intorno,

mi avvolge diBENESSERE,  come dice PLATONE
” ilBELLO è loSPLENDORE delVERO ”
Isn’it?

ADESSO…

andiamo a curiosare un pò a…

Agrumi…profumi, saporiSICILIANI

 

 architetturaCOINVOLGENTE
love e FICHI d’INDIA

Salotto d’ARTE

Un gloriosoDAVANZALE sul mare

di unaTAORMINA specchio deiTEMPI

mare, moda, MARIApiaSILVESTRE

un LIFESTYLE che cattura ilCUORE

C’è un TRUMP trionfale
cheINNALZA  la suaCOPPA

C’è unaMAGNIFICA piazza che devoSALUTARE
Ciao Taormina

Perle diBUONSENSO:
” ilBELLO è loSPLENDORE
delVERO ” ( Platone )

i vostriCOMMENTI? Sempre molto graditi e…
per i più riservati: confidenze@dodolinatips.it

da TAORMINA nonnaBLOGGER e la piumaROSA


Ciao
a domani con nuove notizie
Buona Vita

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io mivesto diCARMA
e TU?