LE SCARPE DEL PAPA 21a puntata

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Le Scarpe del Papa

da Miami, nonnaBLOGGER e la piumaROSA

I PAJUTE

I giorni trascorsi a Montecatini furono piacevoli, ma soprattutto dopo l’arrivo del mio Richard presero il sapore di una bella vacanza.
Nel frattempo il documento era stato firmato…così arrivò il momento di lasciare la famiglia e dire ciao alla mia bella Toscana.
I saluti sono sempre abbastanza dolorosi…ma c’era il lavoro da Donald Brook e la nuova vita con Richard che mi aspettavano.
Sentivo che la nostra unione era benedetta da Dio, c’era un disegno divino con il sigillo “ Love Forever “
Io rientrai nell’appartamento di New York al n. 35 di Park Avenue
e Richard prese la strada del Nevada, dove si era momentaneamente trasferito in attesa del matrimonio.
Si era sistemato presso il ranch di un simpatico signore che ogni sera lo intratteneva con lunghi racconti sugli Indiani Pajute.
Il Ranch, infatti, si trovava a due passi dal famoso “ DONNER TRAIL PASS “ dove si consumò una delle più grosse tragedie americane.
I Pajute vivevano nel Nevada e occupavano la sezione del gran bacino
a nord-ovest del fiume Humboldt ossia la regione dei laghi ai piedi della
Sierra Nevada.
Ma chi erano i Pajute e che tipo di vita facevano?
Qual era la loro reputazione fra gli indiani delle altre tribù?
Abitavano una terra ingrata e difficile fra le più povere e scarse di vegetazione.
Sulle lande desolate del Nevada anche la caccia era misera.
Le principali risorse dei Pajute erano semi e radici.
I bianchi li chiamavano “ Diggers “ sterratori. La selvaggina era un miraggio,
si cacciavano pochi montoni, quindi, si accontentavano di conigli, topi e lucertole.
I più fortunati erano i Pajute del Gran Canyon, lì c’erano molti cervi che davano cibo e vesti. Nulla veniva buttato.
I Pajute delle zone aride si nutrivano anche di insetti.
S i erano dispersi su di un ampio territorio per non disturbarsi nella magra caccia, così si era giunti ad una frammentazione naturale dei gruppi.
Coloro che non erano sani, spesso si lasciavano consumare al loro triste destino.
Vivevano in capanne intrecciate con i rami dei cespugli. Non c’erano altre risorse… mancavano i bisonti, quindi, non si potevano rivestire con le pelli che garantivano protezione nelle copiose nevicate.
Con la fine dell’ottocento arrivò il cambiamento nella vita materiale e culturale dei Pajute.
Vennero a contatto con i bianchi e molti indiani andarono a lavorare nelle loro fattorie. Ciò li portò a vivere una grossa svolta antropologica, il loro stile di vita fu influenzato dagli influssi cristiani e dalle tecniche con materiali usati dai bianchi.
Presso le altre tribù indiane avevano fama di grandi “ reietti “ per la loro impronta primitiva e poco guerriera, anche se nel 1878 si erano battuti con coraggio nella guerra contro i bianchi.
Le qualità guerriere erano indice di grande considerazione presso gli indiani.
I Pajute, quindi, furono lasciati a vivere indisturbati e dispersi su una vasta zona perché nessuno aveva interesse a prendere le loro misere terre.
Erano sinonimo di ignoranza…ma non erano sempre stati così.
La loro civiltà spirituale e materiale un tempo era stata molto evoluta.
Abili nell’agricoltura seppero sfruttare le vallate dei fiumi Humboldt, Owhyee e Alder. Svilupparono la loro arte nel costruire canestri e reti da pesca e forse da loro i Navaho e gli Apache impararono il mestiere per incrementare il loro artigianato.
Le donne Pajute erano vere maestre di stile nel modellare cappelli, anche in cucina impiegavano  metodi d’arte. Cucinavano i cibi nei canestri usando un procedimento di bollitura con le pietre arroventate che gettate nell’acqua, una dopo l’altra, la portavano all’ebollizione.
Richard era sempre più affascinato da quei racconti e non vedeva l’ora di arrivare alla sera per ascoltare l’uomo del ranch che andava avanti così…
Ma con l’arrivo dei primi esploratori, si rovesciarono i precari equilibri ecologici-sociali del Gran bacino.
J.C. Fremont penetrò in California nel 1843 e dopo di lui, le ondate frenetiche di cercatori d’oro e la sete avida di bianchi avventurieri passarono sulle terre dei Pajute.
I nuovi sciacalli bianchi, fecero ritirare i Pajute dalle zone più fertili portandoli ad uno stato di regressione che li rese nomadi e primitivi cacciatori.
Reagirono disperati contro il dominio dei bianchi e nel 1855 lottarono con coraggio nella guerra del “ Shoshone “ ma furono sconfitti.
Questo segnò l’inizio della loro rilegazione nelle “ Riserve “.
I Pajute furono dislocati nelle terre dove più tardi fu costituito lo Stato del Nevada.
Accolsero il cristianesimo perché vi trovavano piena espressione e originale fusione con la religione predicata da Wovoka, infine, l’attesa imminente di un ritorno di Cristo introdusse nelle culture indiane un elemento che coronava magnificamente le aspettative messianiche.
Secondo il loro modo di pensare, se Gesù era venuto per la prima volta fra gli uomini bianchi voleva dire che non erano stati sempre malvagi…lo erano diventati uccidendolo in croce.
Il concetto di non dare “ Le perle ai porci “ si accordava con il senso indiano della giustizia.
La logica faceva pensare che Gesù sarebbe tornato, non fra i bianchi che lo avevano rifiutato ma fra gli indiani: Anche nell’aspetto poteva essere uno di loro.
L’influenza delle chiese Mormone sulle tribù indiane del Grande Bacino fu di natura riflessa.
I Mormoni, che avevano subito molte persecuzioni nell’Est, manifestarono solidarietà nei confronti degli indiani e verso le altre religioni minacciate.
Erano al di sopra dei pregiudizi dei bianchi.
Essi vedevano nei seguaci del messia Pajute Wovoka le smarrite tribù di Israele, forse il passaggio del Nevada dallo stato Mormone all’Indipendenza Federale fu un danno per i Pajute.
I Mormoni non si dedicavano all’evangelizzazione come i cattolici e le altre chiese protestanti, ciò provocò irrimediabili equivoci come quello dell’invulnerabilità delle “ Camicie degli Spettri “ai proiettili dei bianchi.
– L’invulnerabilità delle camicie degli spettri ai proiettili dei bianchi?
Chiese Richard incuriosito.
– Sì, i bianchi avevano confinato gli indiani dentro le riserve, ovvero nelle terre che loro avevano scartato.
I nativi d’America intristiti dalla perdita della libertà, accolsero e diffusero la
“ Danza degli Spettri “.
Era vista come l’ultima chance per contrastare il popolo bianco e ogni simbolo da esso rappresentato come alcol, tecnologia, armi.
Con “ la Ghost  Dance “ o ” Danza degli Spettri ”  si danzava in cerchio e si cantavano inni religiosi propiziatori del ritorno degli indiani scomparsi.
Wovoka, identificato come Messia, rimasto orfano in tenera età fu allevato dagli Wilson una famiglia americana che lo avviò alla cultura cristiana e gli insegnò la lingua inglese.
A 33 anni iniziò a simpatizzare per la “ danza degli spettri “ sostenuta da Tavibo un profeta che  predicava la scomparsa di bianchi, tragicamente inghiottiti dalla terra, e tutti gli indiani morti sarebbero risuscitati per liberare il loro popolo e ricondurlo nelle terre perdute…il ritorno ai tempi passati.
Un richiamo al tema tipicamente cristiano della risurrezione.
La “ Ghost dance “ consisteva nel danzare per cinque giorni, ogni sei settimane.
Partecipavano alla danza uomini e donne insieme e tutti avevano un ruolo.
Le tribù dovevano inneggiare la pace e bandire ogni divisione, non bere alcol, lavorare insieme ai bianchi e abbandonare il lutto per gli scomparsi perché sarebbero tornati in vita.
L’ultima notte si danzava fino al mattino, poi ci si purificava nel fiume e si faceva ritorno nelle proprie case.
Alcune tribù adottarono l’ipnosi e le “ Camicie degli Spettri “ che rendevano i danzatori immuni dai proiettili.
I nativi vedevano nella “ danza degli spettri “ un surrogato della
“ danza del sole “,  un rito vietato dalle autorità americane.
…Ma nel massacro di Wounded Knee dove donne e bambini furono sterminati,
” le camicie ” non funzionarono… e la danza degli Spettri fu abbandonata.
Dai concetti di Wovoka i Pajute adottarono la Pipa della pace che ha uno scopo di collegamento con gli antenati per tenere sempre viva la loro cultura.
Dai Mormoni appresero lo spirito di solidarietà che unisce gli appartenenti allo stesso credo anche se di radici diverse,  la fiducia nel domani nonostante le difficoltà dell’oggi… e la tolleranza. Mai la prevaricazione.
La dottrina Wovoka era portata al pacifismo.
Secondo una intuizione, il salvatore armato di spada
è, alla fine, un perdente anche là dove sembra mietere successi immediati.
L’esempio di Gesà Cristo che ordina a Pietro di rimettere la spada nel fodero…ma anche la sua stessa crocifissione insegnano che Gesù aveva vinto lasciandosi vincere.
Questa fu la grande lezione appresa dal Messia Pajute, Wovoka.
L’uomo del Ranch si intratteneva volentieri con Richard, dopo tante sere passate insieme erano diventati anche amici…e lui aveva promesso che nel prossimo incontro avrebbe iniziato un  racconto molto doloroso…dove si consumavano scene crude e disumane, “ The Donner Trail Pass “
La più grande tragedia americana si era compiuta proprio lì a due passi
dal suo Ranch.

( fine 21a puntata )

Perle di BUONSENSO:
” La Vita è
dolore superalo ” ( madre Teresa di Calcutta )

la posta di Dodolina: confidenze@dodolinatips.it

dalla North Tower di Turnberry Isle
nonnaBLOGGER e Le Scarpe del Papa

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WEEK END in CAMPAGNA…BURBERRY STYLE

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LIFESTYLE
Week End in Campagna…  Burberry Style

dalla Campagna Toscana, nonnaBLOGGER e la notizia

A Dodolina piace essere vestita giusta anche  in campagna…
Non sarà paparazzata come le star di Hollywood, of course, ma a lei piace mantenere il rango ” nonnaBLOGGER Style “.
Vengo spesso invitata nella splendida campagna Toscana per il week end
e non voglio sembrare quella finita per sbaglio tra i campi, ma nemmeno presentarmi con tuta e converse per il cocktail in giardino.

DRESS code

Punto sui basici pantaloni e camicia con polacchine nere.
Elimino gioielli…
Unici accessori autorizzati sciarpa e tracollina BURBERRY…
Uno sportivo-elegante che dà quel tocco di ” glamour ” disinvolto e non chiassoso.
Soprattutto se la campagna, in linea d’aria,  non è lontana dal mare
a metà pomeriggio si alza sempre una leggera brezzettina.
La comodità di una sciarpa a portata di mano risolve… il problema.
E la tracollina? Anche.
Dove appoggio il cellulare?
E il rossetto per il mio last touch?

Perle diBUONSENSO:
” La moda la fa
chi la AMA ” ( Gabrielle Bonheur )

la posta di DODOLINA: confidenze@dodolinatips.it

dalla Campagna Toscana, nonnaBLOGGER e la piumaROSA

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IL PESCE MISTERIOSO…di STEFANO GEMIGNANI DESIGNER

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ARTE
Il Pesce Misterioso…di Stefano Gemignani Designer

da nonnaBLOGGER e la notizia

Non è unaFAVOLA di Primavera ma un’0pera dell’artista STEFANO GEMIGNANI,
che ci invita allaRIFLESSIONE

UnPESCE colpito dall’arpione…
L’ispirazioneARTISTICA è legata ai ” marò “,
i due fucilieri di Marina Italiana, imbarcati sulla ENRICA LEXIE,  accusati di aver ucciso due pescatori indiani del St. ANTONY, al largo della costa del KERALA.

hannoUCCISO o nonUCCISO?

ESSERE o nonESSERE?
Questo è ilDILEMMA… diceva Shakespeare nel suoAMLETO!!!

Quando ilDUBBIO si insinua.. entra inSCENA ilGIOCO delleALTERNANZE,
dove VERO & FALSO si mischiano per celare i fatti.
Il MISTERO diventa assoluto protagonista dellaSTORIA
Una STORIA infinita che si presta ad una miriade di ricami,  macchinazioni e
intrighi IRRISOLTI…

Il nostro PESCEmisterioso?

èLI’
Adagiato sotto unaSEDIA marinara… forseSCOMODA
èLI’
per non farciDIMENTICARE
èLI’
per farciRICORDARE
che
solo LA VERITA’
ci rende
LIBERI
davvero.

Grazie Stefano, la tua OPERA ci aiuta aRICORDARE di stare sempre nellaVERITA’.

Stefano ha partecipato dal 17 al 24 Aprile al ” FUORISALONE ” Milano
DESIGN WEEK con grande successo.
With compliments per i forti consensi.

Perle diBUONSENSO:
” Il BELLO
è lo splendore
del VERO ”
( Platone )

la posta di Dodolina:
confidenze@dodolinatips.it

da nonnaBLOGGER e la piumaROSA

Ciao
a domani con la rubrica Lifestyle
Buona Vita

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…LA CASA DEGLI ELFI

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CATERINA…Time ” Special Kids Space “
La Casa degli Elfi

dalla campagna Toscana, Caterina, nonnaBLOGGER e la notizia

Caterina…time,
Campagna… time con l’amichetta Viola e nonnaBLOGGER.
Bel tempo, sole, voglia di passeggiare all’aria aperta e perchè no?
Gita all’azienda agricola “ IL MIO ORTO ” nella splendida campagna pisana.
Le bambine  fanno merenda sulla panchina con della buona frutta…guardano
i campi delle verdure e pensano…sotto l’albero

– la crema di bietole sarà una delizia …lo dice sempre la mamma che le verdure raccolte nel campo ci fanno mangiare sano.
– Si, Caterina lo dice anche la mia.
Dopo la merenda, le bambine corrono, giocano, saltano e si rotolano sulla sdraio.
 – Viola la nonna ha detto che qui c’è anche la casa degli Elfi!!!
Vogliamo cercarla insieme?
– Sìiiii, andiamo!
– Allora seguimi ho un’idea…chiediamo a Bolerò, il cavallino saprà dirci dove si trova.

-Ah…ecco le mie simpatiche bambine, salve Caterina…salve Viola di nuovo a far provvista di buone verdurine?
– Sì Bolerò… ma noi vogliamo scoprire dov’è la casa degli Elfi
Tu ci puoi aiutare?
–  Deliziose cucciole, dopo aver attraversato il prato di margherite, risalite un piccolo poggiolo e sopra al largo muretto, in mezzo al giardino, troverete la tartaruga guardiana vicino all’ingresso della casa degli Elfi.
– Ma grazie Bolerò…ecco prendi la tua carotina.
Le bambine, si riposano sul prato di margherite…e cantano felici!!!

– Ecco dopo questo riposino siamo pronte a risalire il poggiolo e poi…

-Ecco tartaruga guardiana…siamo alla ” casa degli Elfi ”
La nonna arriva con le borse stracolme di lattuga, frutta, uova e…
ci guarda felice,  poi ci invita ad esprimere un desiderio!
– Fatto Viola?
– Fatto Caterina.
– Sì nonna già fatto.
– Bene bambine…dopo questo bel pomeriggio di salute e magia, aqdesso rientriamo in città con un sacco di belle cose da raccontare ai vostri amichetti.

Perle diBUONSENSO:
” Io non cresco
dentro di me c’è sempre
il bambino della mia infanzia ” ( Esher )

la posta di Dodolina: confidenze@dodolinatips.it

dalla campagna Toscana Caterina, nonnaBLOGGER e la piumaROSA

 

 

VESPA PONTEDERA… UNA FINESTRA APERTA sul MONDO

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CONSAPEVOLEZZA
VESPA PONTEDERA…una Finestra aperta sul MONDO 

da Pontedera, nonnaBLOGGER e la notizia

VESPA time …PONTEDERA
Il MUSEO del gruppo PIAGGIO nello week end del 21 – 22 Aprile, ha festeggiato i 50 anni della ” VESPA PRIMAVERA ” il modello creato nel 1968

LA VESPA  Piaggio

nata nel lontano 1946, da un’idea dell’Ing. aeronautico Corradino D’Ascanio,
è la mitica creatura che ha aperto una finestra sul…MONDO

con VESPA…PONTEDERA  ambasciatrice nel MONDO.

La VESPA, icona d’immagine assoluta protagonista di RICORDI indimenticabili, ha calcato le scene di set cinematografici…
come testimonia questa foto in ” VACANZE ROMANE ”

VESPA Pontedera è la creatura  Piaggio, dalle forme rotondeggianti, emblema delle nostre dolci colline pisane tanto amate dagli stranieri che, ormai, giungono numerosi ogni anno.


VESPA è il vero gioiello di PONTEDERA, che dalla prima idea D’Ascanio ha saputo rinnovarsi nel tempo con nuovi modelli, portando sempre più in alto il nome del nostro made in Italy…anzi il nostro made in Tuscany nel MONDO.

VESPA Pontedera…una finestra aperta sul MONDO

che anche nei momenti più oscuri ha saputo tener testa alla crisi,
nella consapevolezza di avere una marcia in più: DESIGN ITALIANO ,
qualità, professionalità.
Una identità inconfondibile che mette a fuoco genialità e classe,
il nostro segno di distinzione MONDO.

” CHI VESPA MANGIA LA MELA “diceva un vecchio spot pubblicitario…

Oggi, a me piace incensarla così “VESPA lo scooter più AMATO WORLWIDE”

Un grazie, alla Fondazione  Gruppo Piaggio ed all’Amministrazione Comunale tutta, con particolare riferimento all’assessore alla cultura, Liviana Canovai, persona attenta , sensibile, disponibile a celebrare ogni forma d’arte come merita.

Perle diBUONSENSO:
” Una VESPA
fa PRIMAVERA ”

Da Pontedera, nonnaBLOGGER e la piumaROSA

Ciao
a domani con la rubrica Caterina…Time ” Kids Space ”
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LE SCARPE DEL PAPA 20a puntata

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                                                  TANTA VOGLIA DI TE

Ivana aveva ricevuto una telefonata dall’avvocato del suo ex marito che l’aveva messa di buonumore.
Il legale aveva consigliato la firma del documento e di lì a pochi giorni sarebbe stato tutto pronto.
Le cose mi  iniziano ad andare nel verso giusto pensai e con quel pensiero
mi ricordai che dovevo ancora mettermi in contatto con Papa Montini…
-Oh my God lo faccio subito! Presi carta e penna e mi misi a scrivere.
Scrissi una lunga lettera aggiornando Montini sulle ultime novità, ma soprattutto c’erano parole di amore e gratitudine verso di lui.
Egli era stato, per me, un pilastro di fede.
Ricordai i momenti difficili che grazie ai suoi consigli ero riuscita a sconfiggere.
Apprezzai il suo grande carisma, celato dalla timidezza, un carisma che lo si poteva cogliere nella semplicità dei suoi gesti, ma solo pochi sapevano riconoscere le dimensioni del dono che Dio aveva messo nelle mani di Montini.
E lo rividi giovane Monsignore quando veniva a Montecatini Terme a ritirare le scarpe di papa PIO XII.

Nella mia vita quelle “ marrocchino rosso “ con fibbie d’oro, quante relazioni avevano creato?
Un paio di scarpe…cose… semplicemente cose inanimate e senza parola avevano innescato una rete di comunicazione grandiosa.
Questo mi faceva riflettere… sulla “ relazione delle COSE “.
E pensai -che si creda o no nell’esistenza di Dio, io ci ho sempre creduto
e nella totale fiducia mi sono abbandonata fra le sue braccia.
Oggi “ il miracolo “ sta davanti agli occhi di tutti.
Mentre chiudevo la lettera, mamma entrò nella stanza in punta di piedi, e con un filo di voce mi disse –Ivana ho appena fatto accomodare in salotto un bel signore distinto che chiede di te…ha un accento…non le feci finire la frase che già ero schizzata nell’altra stanza
Bello, elegante, impeccabile nel suo vestito blu, davanti a me c’era il mio Richard.
Dall’emozione le ginocchia mi facevano giacomo giacomo…e prima di cadere fui afferrata, amorevolmente, da due forti braccia.
Lui mi strinse a sé e mi baciò innamorato, fra un abbraccio e l’altro mi sussurrava…- Tanta voglia di Te!!!.
Quando rientrai in me…mi ricordai di fare le presentazioni ai miei genitori,
lo feci con un certo imbarazzo per”  la diretta ” fra Richard e me.

Babbo Silvestri mi sorrise con aria di assenso, capii che Richard le era piaciuto e anche la mamma si mostrò compiaciuta.
Mi sarei arrovellata il cervello per organizzare l’incontro perfetto…invece tutto era venuto così spontaneo e naturale che meglio non si poteva fare.
Ora c’era…da pensare alla sistemazione letto di Richard, in questo fazzoletto di provincia, era impensabile farlo dormire a casa dei mie, prima del matrimonio.
Il Grand Hotel LA PACE di Montecatini ci sembrò un’ottima soluzione per tutti.

L’arrivo dell’americano a Montecatini Terme, portò un certo movimento…
Il gossip partì in modo disinvolto e sfrenato e in quei giorni non si parlava d’altro, il generale era entrato nelle grazie dei montecatinesi.
Richard Thomas Cella, da vero signore, aveva approfittato della mia presenza in Toscana per conoscere di persona la mia famiglia prima delle nozze, una formalità molto apprezzata dai miei.
Intanto, si avvicinava anche il suo compleanno così Richard ed io pensammo di organizzare il Birthday party  al “ Grand Hotel La Pace “ e con l’occasione avremmo annunciato pubblicamente il nostro fidanzamento e le imminenti nozze.

I proprietari, amici di famiglia, si sentirono onorati per la nostra scelta e si apprestarono a curare gli ambienti con un occhio di riguardo.
Tutto era stato spolverato e lucidato con cura, nel salone del ballo si erano rinfrescati i tendaggi color bianco seta e le cucine traboccavano di cibo.
C’era stato un fiume di richieste per la partecipazione alla festa, ma come diceva il Generale dare regole è sinonimo di ordine e  buona riuscita.
Arrivarono ospiti anche da Piacenza, la città d’origine della famiglia Cella, erano i lontani cugini che Richard non aveva mai conosciuto.
Nel piccolo centro, l’avvicendarsi della festa portò una ventata di brio e di eleganza, non voglio dilungarmi in particolari ma fu classificata l’evento dell’anno.
Mai prima d’ora si era visto qualcosa di simile, ormai vivevo in America da alcuni anni, Richard ed io l’avevamo organizzata con l’Hampton del lifestyle americano dove brilla qualità, classe e bellezza.

Il caso volle che a pochi giorni dal nostro party, nel rinomato locale
delle “ Panteraie “, ci fosse un altro chiassoso happening con Corrado Mantoni, l’amato showman della TV.
Montecatini Terme si riempì di gente importante, come personaggi politici, artisti del mondo dello spettacolo e grossi esponenti della nobiltà toscana.
Richard ed io ricevemmo l’invito ed eravamo presenti in sala.
Ad un certo punto, notammo un certo trambusto intorno a noi…
frequenti scatti di foto…flash che andavano e venivano…
capannelli di gente che parlottava… e solo dopo capimmo il perché.
In sala, si era sparsa la voce della presenza di Richard Burton…
Il mio Richard,  che assomigliava molto al divo di Hollywood, era stato scambiato  per lui.
Noi eravamo così divertiti che non facemmo nulla per smentire.
L’indomani la hall dell’Hotel La Pace, era gremita di persone che chiedevano l’autografo…
Impossibile non ricordare un fatto così carino…ogni volta che ci penso rivedo la scena davanti a me e rido di gusto!!!

( fine 20a puntata )

Perle diBUONSENSO
” La vita è mistero
scoprilo ” ( madre Teresa di Calcutta )

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dalla North Tower di Turnberry Isle
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a domani con la rubrica Consapevolezza
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I’M SPRING AWEKING… WITH LOVE RAINBOW & LIFE DIRECTION

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I‘m Spring Aweking…With Love Rainbow & Life Direction

da Livorno, nonnaBLOGGER e la notizia

Seguitemi,
nello studio di Manuela Giorgi

Vi ricordo che Manuela Giorgi
è la Ricercatrice Spirituale che abbiamo già conosciuto attraverso l’articolo
” Il Channeling di…un Canale di Luce che accarezza l’ANIMA ”
uscito il 27 febbraio scorso.

Chi vuole aprire una finestra di LUCE & AMORE nella propriaVITA?

WANT me?

Andiamo insieme
a fare una straordinaria ESPERIENZA di AURO-SOMA.
Mi offro di sottopormi al TRATTAMENTO, voglio conoscere lo specchio profondo della mia ANIMA…premetto di essere già iniziata alla ricerca spirituale per cui sono affascinata da tutto ciò che può MIGLIORARE
la qualità della mia VITA.
I miei due attestati REIKI, da me rielaborati e trasformati in
LIFE DIRECTION per ottimizzare il risultato del bilanciamento naturale delle energie che attraversano il nostro corpo, confermano una preparazione a questi sistemi INNOVATIVI che apportano alla persona l’ immediato BENESSERE  emozionale e fisico.

MANUELA
mi fa scegliere dei pastelli a cera colorati.
Io vado con il Rosa, Viola, Blu, Verde, Giallo.
Per qualche minuto mi fa tenere fra le mani una carta a forma rettangolare,
poi la prende e inizia a lavorarci sopra, le cere scaldate con il ferro da stiro vengono appoggiate su di essa.
Lì,  si compie una vera e propria METAMORFOSI, il mixage di colori
si impasta, si scioglie, si TRASFORMA in autentica OPERA D’ARTE.
Ve la MOSTRO…questo è il disegno che mi rappresenta.

In tempo REALE svela il POTENZIALE della mia ANIMA che, per privacy,
me lo tengo stretto nel CUORE con la GRANDE consapevolezza di essere moltoAMATA.
La luce, la trasparenza, l’innocenza, la VIBRAZIONE così intensa e profonda del colore che si mostra in tutta la sua ELEGANZA è il regalo che l’ESISTENZA
mi ha fatto attraverso il canale MANUELA.

Quello che posso RIVELARE…
è che mi sono RICONOSCIUTA in questo splendido DIAMANTE…
ricettacolo di ENERGIA d’ACQUA e FUOCO, elementi  usati fin dall’antichità da uomini di medicina taumaturgici.

Le informazioni e l’interpretazione che mi sono arrivate, grazie alla chiave di lettura, sono IMPRESSIONANTI.
MANUELA stessa che abitualmente fa AURO-SOMA ha voluto fissare l’immagine con uno scatto.
A suo avviso, Il risultato è di rara BELLEZZA.

Nel 1983 L’alchimista Vicky Wall, rifacendosi agli antichi studi e alle proprie conoscenze  formulò l’AURO-SOMA, una terapia in cui  colore e coscienza si INTRECCIANO in un AMORE infinito e profondo.

come miSENTO?

Amata, coccolata e completamente avvolta in un  mantello
di LUCE e di AMORE.

Confesso che abbiamo condiviso le nostre conoscenze, e anche MANUELA si è sottoposta al mio LIFE DIRECTION with Purple Flame & Rose Energy.
Queste miscele hanno quasi del miracoloso…
tanto che abbiamo convenuto di unire due TRATTAMENTI in UNO:

*PRIMA FASE PREPARATORIA con LIFE DIRECTION
dove si aprono i canali, si preparano a ricevere luce e amore per ripulire
e rigenerare le cellule.
E’ una specie di aggiornamento del DNA per dare la direzione di vita
utile a far luce sui nostri talenti.
Si lavora con Purple Flame Energy & Rose Energy.

*SECONDA FASE con  LOVE RAINBOW- AURO SOMA o CHANNELING dove si accolgono in totale leggerezza informazioni attraverso il passaggio da una dimensione all’altra.
Messaggi che partono da una dimensione Spirituale per arrivare ad una più Materiale, cioè il mondo in cui viviamo.
Le persone che incrociamo sono molto di più di un corpo fisico,
noi vediamo solo l’involucro…ma siamo anche ben altro.
Channeling  significa guardare oltre l’aspetto…
Un EDUCARE il nostro percepito ad ottimizzare il RISULTATO.
Aiuta a migliorare noi stessi. Siamo nel mondo delle energie sottili…
della Spiritualità.
I messaggi canalizzati che ci arrivano, sono nel totale rispetto del libero arbitrio, non ci dicono mai cosa fare davanti ad un bivio.
Ci esortano a prepararci, a lavorare su di noi attraverso una porta che apre al cambiamento.

DUE FASI 
con TOCCO d’AMORE infinito…

per dire… IO SONO RISVEGLIO di Primavera
IO SONO EquilibrioPurificato
di Corpo, Mente, Spirito.

Un grazie  a Manuela Giorgi, prezioso dono da custodire.

Contatti di Manuela:
www.contattoceleste.net
contattoceleste@hotmail.com
mobile 349 0577 185

Perle diBUONSENSO:
” Bello uguale VERO
Vero uguale BENE ” ( Platone )

Questo insegnamento ci chiama a cogliere
la semplicità del BELLO intorno a noi per diventare
ARTEFICI del proprio destino.

la posta di Dodolina: confidenze@dodolinatips.it

da Livorno, nonnaBLOGGER e la piumROSA

Buon Week End
appuntamento a lunedì con la rubrica TIZIANA i miei libri.
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MILANO DESIGN WEEK Fuorisalone … ” BUTTA UN OCCHIO SUL FUTURO “

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ARTE
Milano Design Week Fuorisalone…” Butta un Occhio sul Futuro “

da Milano, nonnaBLOGGER e la notizia

Seguitemi,
andiamo a curiosare.

La città per una settimana è il CUORE del mondo del design e dell’architettura.
Se il Salone del Mobile a Fiera Milano-Rho è lo spazio per gli addetti ai lavori,
il Fuorisalone,  ha conquistato altri spazi urbani ed ha aperto al pubblico nuove location.
Milano si anima… per la Design Week.
Nella settimana dal 17 al 24 aprile, sono in calendario centinaia di eventi pronti ad accogliere al Fuorisalone le decine e decine di migliaia di visitatori. 

Natura & Ambiente  sono i temi centrali che ci guidano attraverso un percorso nelle città del FUTURO per …VIVERE la natura nell’ABITARE.
Un Viaggio, coinvolgente,  installato in piazza Duomo davanti il Palazzo Reale.

Il tutto… concepito con i criteri del risparmio energetico.
500 metri quadrati, suddivisi in 4 aree, a disposizione del visitatore per potersi immergere, in tempo reale, nella NATURA e VIVERE il cambiamento delle stagioni: Inverno, Primavera, Estate, Autunno.

Un nuovo stile di vivere che affascina e travolge… come questo modulo abitativo in legno, realizzato dall’azienda RUBNER, a cui si può accedere attraverso un portellone che permette, ai visitatori, di vivere anche se per pochi attimi l’emozione di un FUTURO suggestivo e rispettoso del pianeta.

 Progetto che nasce dall’idea di creare un organismo AUTOSUFFICIENTE,
capace di sfruttare il sole e la fotosintesi per produrre energia, cibo, ossigeno,
acqua, tutti elementi indispensabili alla SOPRAVVIVENZA di chi lo occupa.
Un avanzato concetto abitativo che ha visto  studenti del MASTER SMART BUILDINGS and SUSTAINABLE Design impegnati nella progettazione di soluzioni innovative da applicare.

 Capsule Abitative
dalla FRAME Emotion

alla CASA scatola portatile


dalla CASA container

alla LIBRARY in motion


L’EMOZIONE del progettare spazi dove arredi e funzioni seguono l’evoluzione di chi li ABITA.

Oggi, l’idea di CASA è anche nomade…che accompagna le nuove necessità di viaggiare, lavorare. Da qui nascono nuovi concept di capsule abitative,
luoghi di transito ospitali e funzionali, ma anche sistemi prefabbricati
tutti accomunati da caratteristiche di sostenibilità, leggerezza, modularità.
Un CONCETTO dell’ABITARE che va verso cicli di MUTAZIONI intelligente.

Perle diBUONSENSO:
” L’arte dell’ABITARE
migliora la vita ”

la posta di DODOLINA: confidenze@dodolinatips.it

da Milano, nonnaBLOGGER e la piumaROSA

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e TU?

MINICUCCIOLI CRESCONO ” IL TUO PICCOLO ORTO BIO… FIRMATO ZEROTRE “

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CATERINA…TIME ” Kids Space ”
Minicuccioli crecono ” Il Tuo Piccolo Orto Bio ” firmato Zerotre!!!

dal giardino di Caterina,
nonnaBLOGGER Caterina, Felipe e la notizia

Con la grande novità Zerotre ,
presentata al pitti bimbo dello scorso gennaio,
Caterina ha deciso di creare il suo piccolo orto in giardino.

Casa Rustichella

ha ideato una scatola Kit ” Il Tuo Piccolo orto ” studiato per i bambini che si vogliono divertire imparando… a conoscere le verdure.
Ci sono tanti piccoli semini da piantare secondo le istruzioni del calendario…che giorno per giorno vanno controllati, curati, coccolati.
– Sono minicuccioli nonna?
– Sì sono i minicuccioli delle verdure…e loro contano su di te per diventare grandi.

Caterina, soddisfatta del nuovo compito, ha chiesto alla mamma il permesso di scegliere  un piccolo rettangolo del giardino dove far crescere i suoi minicuccioli…

Io la seguo con il Kit.
Felipe è con noi e sembra interessato a quello che stiamo facendo.
– Nonna dovrò proteggere il mio orticello da Felipe, altrimenti lui verrà a zampettarci sopra.
-Certo. Metteremo intorno delle fioriere…e lui capirà che lì non può andare.
-Nonna sai che io non vado pazza per le verdure… ma già amo questi semini e prometto a te e la mamma che da ora in poi mangerò VERDURINE…
Caterina sono fiera di te, come ti dico sempre, sei proprio una bambina ragionevole.
Ringraziamo anche Zerotre che, con il gioco intelligente pensato dalla signora
Stefania Peduzzi  proprio per voi bambini, vi fa divertire mangiando cose buone e sane.
-Sì nonna. Grazie, grazie, grazie Zerotre per questo gioco nuovo che mi fa imparare come nascono le verdure, come aiutarle a crescere
e come iniziare ad assaggiarle…mai più dire


NON MI PIACE, NON MI VA!!!

Perle diBUONSENSO:
” Cresciamo insieme ai nostri
BAMBINI ”

La posta di Dodolina: confidenze@dodolinatips.it

dal giardino di Caterina,
nonnaBLOGGER, Caterina, Felipe e la piumaROSA

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LE SCARPE DEL PAPA 19a puntata

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TIZIANA
i miei libri
Le Scarpe del Papa

da Miami nonnaBLOGGER e la piumaROSA

 

                                                       LA FIRMA

Tornai in Italia con l’obiettivo di strappare quella firma.
Era anche la grande occasione per riabbracciare i miei e prepararli alle nozze con il generale Richard Thomas Cella.
Una grande gioia infastidita da quel pensiero fisso, “ la firma del mio ex “,
così insidioso quanto una spina conficcata nella carne…
Dovevo escogitare il modo migliore per formulare bene la richiesta e ottenere, in prima battuta, quella benedetta firma…ma c’era un’altra cosa che mi turbava molto, dovevo rivedere lui.
Quasi non osavo pronunciare il suo nome tanto era lo scombussolamento…
Non c’eravamo più rivisti da allora…e  temevo l’incontro.
Tirai un forte respiro e ancora un altro dietro l’altro per ossigenare il cuore
e scacciar via quei brutti pensieri dalla mente.
Pensai a Richard e riuscii a calmarmi per prendere sonno.

Ivana era una Silvestri Papini e in più occasioni aveva dimostrato di tenere alto il nome della famiglia. Era la degna nipote della sora Ida Papini, veloce nel capire ed abile nel raggiungere lo scopo.
Oggi Ivana era la buyer italiana  della Donald Brooks di New York,
ce l’aveva fatta.
Aveva realizzato il sogno americano.
Niente e nessuno era capace di fermarla di fronte ai suoi obiettivi e anche questa volta sarebbe uscita vincitrice.
Quella mattina trovò molto allettante risvegliarsi nel suo letto di Montecatini davanti al vassoio della colazione preparata dalla mamma.
– Che delizia!!! disse, guardando la madre e…quell’umidiccio intravisto negli occhi di lei fu più eloquente di qualsiasi parola.
In passato, c’erano stati degli attriti fra loro, la madre Sara non aveva gradito la rottura del  fidanzamento di Ivana con il ricco montecatinese.
Una vecchia ruggine che aveva irrigidito entrambe ma adesso in quegli occhi si leggeva solo amore.
Un rumore di passi vicini…preannunciava qualcosa.
Lei conosceva bene quella cadenza, babbo Silvestri bussò alla porta e aprì :
-Buongiorno Ivana, sono tanto felice di avere qui la mi’ bimba disse profondamente commosso.
Era passato così tanto tempo…ma io non avevo mai dimenticato quel calore che fa tanto famiglia.
– Sedetevi qui vicino a me, dissi rivolgendomi a loro, questo è un momento magico!
E’ così bello riabbracciarvi… e stare vicini, vicini… Voglio darvi un’altra grande notizia:- nella mia vita è arrivato l’AMORE…quello vero però, quello che mi fa sentire le farfalle nello stomaco e mi riempie di bene. Lui si chiama Richard,
il generale Richard Thomas Cella e… quando sarà possibile ci sposeremo.
Poi sorrise e quel sorriso illuminò tutta la stanza…noi tre restammo stretti a lungo per dare spazio al cuore di assaporare quegli attimi di gioia.
Dopo ricomparve la nuvoletta…della sera prima e Ivana, mentre si scioglieva dall’abbraccio, spiegò: – Sono qua per mettere a posto anche certe carte
del vecchio matrimonio.
Una pagina triste da aprire e chiudere immediatamente, adesso non c’è più dolore ma solo il ricordo.
Oggi ho l’amore che sognavo da tempo…Richard è un dono del Signore,
la mia preghiera è stata esaudita.

Ma ditemi… papa Montini come sta?
– Mandagli tue notizie le gradirà, rispose il babbo.
Per la sua elezione noi abbiamo mandato un biglietto di congratulazioni e lui ringraziandoci ha avuto buone parole per te…la sua lettera si concludeva così:
– Mi farebbe piacere salutare quella graziosa e tenace fanciulla,
tanto intelligente quanto coraggiosa.
– Davvero? Risposi compiaciuta…ma vi prego non guardatemi così…
non sono vanitosa.
– No, replicò il babbo, non sei vanitosa  sei una amorevole testarda.
Noi abbiamo imparato a rispettarti, in fondo hai avuto ragione tu.
Siamo fieri di te.
– Oh! Troppi complimenti mi imbarazzano…comunque grazie,
anch’io vado orgogliosa di voi.
I figli non sono altro che il prodotto dei genitori…
Pensate che sia…sì, che sia opportuno farmi sentire in Vaticano?
– Fallo non appena ti sei sistemata aggiunse babbo Silvestri.
Pensai all’uomo che stavo per sposare…l’uomo giusto per me, e fui grata con il pensiero ai consigli del buon Montini.
Guardai mio padre e risposi:- sì, lo farò.
Incominciai subito a mettere ordine nelle cose da fare dando priorità a quelle meno piacevoli.
Era il mio metodo di lavoro e funzionava molto bene.
Trovai il coraggio di chiamare il mio ex marito, e fissammo un appuntamento.
Ci incontrammo a Roma, qualche giorno dopo, al “ Canova “ di piazza del Popolo, un locale alla moda frequentato da artisti.
Arrivata nella capitale, mi assalivano i vecchi ricordi legati alla città.
E pensavo…che impressione mi farà rivederlo?
Seduta al tavolo, fui presa da un leggero batticuore e le palpitazioni salirono fino in gola…ero stata molto innamorata di quell’uomo.

Alzai gli occhi e lo vidi arrivare con la solita aria spavalda…curato e ben vestito.
In quell’istante il confronto con Richard fu inevitabile, e mi chiesi:- Ivana come hai fatto ad innamorarti di lui?
Con questa domanda in testa continuai ad accompagnarlo con lo sguardo.
Lui mi raggiungesse al tavolo e sorridendo mi salutò con trasporto,
ancor prima di sedersi, mi riempì di complimenti.
– Ivana sai che hai un aspetto magnifico? Ti trovo più bella!
Questo colore ti dona molto perchè mette in risalto i tuoi occhi verdi.
Io indossavo un tailleur di designer color lilla, impreziosito da una camicia di seta frusciante che  dava risalto alla mia figura.
Il mio ex, che aveva mal interpretato la mia visita a Roma, iniziò a corteggiarmi e mi invitò per il lunch.
Imbarazzata, prima rifiutai, poi ragionai velocemente e accettai.
Meglio non contraddirlo,  in fondo ero lì per il mio divorzio e davanti ad un buon piatto si è più ragionevoli.
Durante il pranzo affrontai l’argomento puntando soprattutto sul lato positivo della proposta “ riacquistare entrambi la nostra libertà “.
Gli lessi la delusione scolpita in faccia. Si zittì per alcuni secondi, poi d’impeto, riprese in mano la situazione.
Un fiume di parole per convincermi che dovevo ripensarci.
– Riconosco tutti i miei errori, mi disse, e sono profondamente pentito.
Sono stato uno sciocco a lasciarti andar via!
Ivana noi dobbiamo tornare insieme, sono cambiato…dammi la possibilità di dimostrartelo.
Sapessi quanto ti ho pensato…e ho pregato perché un giorno tu tornassi da me.
La tua telefonata mi ha riacceso la speranza nel cuore…
Eccola è tornata mi sono detto!
-Non prolunghiamo l’equivoco risposi decisa. Sono qui per avere un consenso, il consenso di divorziare da te. Guardiamo in faccia la realtà e comportiamoci da persone civili.
– Quel consenso io non te lo darò mai, rispose lui colpito nel suo orgoglio di maschio piacione.
– Bene, dissi con fermezza, se la mettiamo così, ti ricordo che ancora conservo quei fogli firmati davanti al console dove tu ti impegnavi a passarmi gli alimenti.
Alimenti che non sono mai arrivati.
Rinfresca la memoria anche a tuo padre e portagli i miei saluti.
Sono venuta con buone intenzioni ma se mi ostacolate ho armi eloquenti da poter partire con il mio documento firmato.
In questo tesoretto, che ho fra le mani, ci sono argomenti così preziosi da rovinare te e la tua famiglia.
Sono pronta ad usarlo.
Credimi non sto scherzando, parlane con i tuoi e dopo fammi sapere.
Questo è il mio indirizzo e porgendo il biglietto aggiunsi…non farmi aspettare troppo, entro la fine della settimana voglio la carta firmata.
Lo salutai con una stretta di mano fredda ma cordiale, e mi allontanai verso la stazione dei taxi.
Ero stata convincente perché lo vidi turbato. Avevo premuto il tasto giusto.

Seduta sul treno che mi riportava a Montecatini guardavo la campagna attraverso il finestrino, e pensavo con aria trionfante che avevo in mano
“ la chiave della vita “ come il famoso monile tanto caro agli egiziani.
Avevo una passione sfrenata per l’Egitto c’erano libri anche a Montecatini.
Quella sera stessa mi misi a cercarli volevo rilassarmi rileggendo alcune pagine del mio libro preferito.
Lo avevo appena aperto quando arrivò la telefonata di Richard.
– Sweetheart mi manchi molto…mi disse.
-Anche tu risposi,  ma la bella notizia è che sono riuscita a mettere in crisi il mio ex e credo di ottenere la firma.
– Fantastico!!! Ma…quando pensi di rientrare?
– Richard gli ho dato tempo fino al prossimo week end quindi penso di arrivare entro una decina di giorni.
– Ce la farò a resistere?
Al tuo arrivo festeggeremo! Presto sarai mia moglie…

( fine 19a puntata )

Perle diBUONSENSO:
” La vita è amore
godine ” ( madre Teresa di Calcutta )

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