AMORE DIGITALE

                 AMORE DIGITALE
tiziana bracci -” capriole sull’albero “

 

Era giovane, bello, almeno dalle foto, mi corteggiava via chat… era la prima volta che mi lasciavo affascinare dopo la scomparsa di Alberto, ma con molti dubbi: era una truffa o un regalo dall’aldilà?
( storia vera di Vanina C. )

La mia assistente mi sollecitò dall’altra stanza.
– Vanina, editor in linea -. Alzai la cornetta. – Buongiorno Ilaria, oggi voglio sentire solo cose belle – dissi decisa.
– Allora sarai accontentata – replicò lei. – Ho appena finito di leggere il tuo libro, è vivace, interessante. Ti invio tre opzioni di copertina, così ci dai una mano a scegliere. Ci attenderà un grosso lavoro, vediamoci quanto prima per organizzare la programmazione degli eventi. vogliamo fare una grande promozione – tuonò entusiasta.
– Sono felice, questa sì che è una mattinata splendida! – risposi e riattaccai il telefono ancora in estasi. Ma dovevo sbrigarmi, avevo tantissimi impegni.
La mia giornata sembrava non finire mai: avevo un blog molto seguito, ora stavo per pubblicare un libro e curavo personalmente ogni dettaglio del mio lavoro. Controllavo i ” like ” e leggevo tutti i commenti, anche i meno piacevoli. E degli ammiratori ne vogliamo parlare?  I miei 55 anni dichiarati sembravano non scoraggiarli. Io ci ridevo su e lasciavo scivolare via, gli incontri non si fanno in rete. Sapevo cos’era l’amore con la A maiuscola e dopo la scomparsa di Alberto, la mia attenzione poteva essere  appena sfiorata. Ci sarebbe voluta una persona speciale per catturare definitivamente il mio cuore. Alberto ed io vivevamo in simbiosi. Lui mi faceva sentire la sua presenza ovunque. Trovavo cuoricini seminati dappertutto: il pezzetto di mollica che scivolava nel piatto, la punta di dentifricio che si depositava sul bordo del lavandino, fino al lembo di carta che improvvisamente si staccava dall’agenda, sorprendendomi. Perfino camminando per strada saltava fuori un cuoricino misterioso pronto a coccolarmi, a stupirmi. sorridevo rispondendo con un  ” Ciao amore “.
Una brillante vita insieme, belle frequentazioni e conoscenze che ancora oggi continuo a coltivare. Lunghe vacanze in giro per il mondo dalle quali ho preso e prendo spunti tuttora. Come diceva Sant’Agostino, ” il mondo è un libro e chi non viaggia ne legge soltanto una pagina “. La foto di noi due è sempre con me, quando lavoro e quando dormo. Faccio tesoro di ciò che mi ha dato e di ciò che non ha saputo darmi. Tengo stretta nel cuore la certezza che l’amore incondizionato è la forza più potente dell’universo e, in virtù di questo sentimento, siamo uniti ora come mai lo siamo stati prima. Una volta, alzandomi dal letto, rimasi sorpresa nel vedere ai miei piedi un bellissimo filo rosso, un insolito filo rosso. Per giorni continuai a trovarne altri in giro per casa. ” Che strano ” pensai, ” da dove vengono tutti questi fili? ” Mi ritrovai su Google a consultare la simbologia del filo rosso. Scovai una leggenda popolare giapponese: raccontava che gli esseri umani nascono con un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra; esso unisce indissolubilmente due anime gemelle, due persone destinate a vivere insieme. Il filo è indistruttibile e le lega per sempre. Leggevo d’impeto e mi sentivo travolta da un turbinio di emozioni. Avevo capito, il messaggio era chiaro e preciso: Alberto ed io eravamo due anime gemelle. Una voce mi distolse dai miei costanti pensieri. Dovevamo fare un servizio fotografico e girare nuovi video per il mio canale. Mi impegnai al massimo, come sempre. Una volta di più mi resi conto di quanto amassi il mio lavoro. Quella sera finimmo tardi, non mi andava di cucinare, mi preparai un toast veloce  e presi dal frigo uno yogurt  alla fragola. Preparai la mia solita tisana di zenzero e limone e me la portai in camera da letto. Adoravo sorseggiarla mentre controllavo ” follower e like ” sul mio outfit.
Accoccolata sotto le lenzuola, con il mio tablet sulle ginocchia, iniziai a scorrere i commenti alla pagina. C’erano molti messaggi privati e andai a leggerli. Fra questi, il solito piacione di turno che mi chiedeva una conoscenza più diretta. Decisi di ignorarlo. Per mesi, ogni giorno, stessa storia: il signor
” philipofficial21 ” sollecitava la mia risposta. ” Why no replay? Don’t you speak english? ”
( ” perchè non mi rispondi? Non parli inglese? “). Instancabile il ragazzo. Gli mandai un messaggio dicendo che nel blog avrebbe trovato biografia e curiosità su di me. Lui intanto mi dava sue notizie, viveva in Texas e lavorava per un’azienda di costruzioni. Era single, aveva un fratello al quale era molto affezionato e i suoi genitori erano ancora in vita. Amava il football e adorava seguire le partite con il fratello. Io leggevo ma non interagivo. Fino a quando lui mi scrisse: – Ho letto tutto su di te, non conosco l’italiano, così mi arrangio con il traduttore. Ho cercato di capire se c’è un uomo al tuo fianco, ma sono rimasto senza risposta. Vuoi darmela tu Angel? Sono troppo invadente? ” La parola Angel mi intenerì il cuore. In fondo lui era sempre così delicato con me. Fui tentata di rispondergli ma non lo feci. Il giorno successivo vidi che c’era un altro suo messaggio. Lo aprii e lessi ” Ti ho offesa con la mia domanda? ” A questo punto, colpita, decisi di replicare subito. ” Buongiorno Philip, a quest’ora tu starai dormendo. Sappi che i tuoi modi garbati hanno vinto sulla ragione. Nel mio cuore  c’è Alberto. Una presenza che non è fisica, pèrchè quattro anni fa, una malattia fulminante me l’ha portato via in poche settimane. Cos’altro dirti? Sento la pienezza del suo amore, lui è con me “. Philip fu tempestivo nella risposta. Non dormiva e non riusciva a prendere sonno.
” Ti stavo pensando. Capisco la perdita di un grande amore, ma adesso lui riposa nella pace. Angel, la vita continua, non voglio turbarti, ma mi piacerebbe farti compagnia. Starei con te tutta la notte.


Mi hai scritto quando stavo ammirando la tua bella foto con il cappello bianco. Anche Philip aveva un profilo niente male: era un bell’uomo, elegante, una persona che appariva interessante. Ma quella era la sua vera identità? E quanti anni aveva? Senz’altro era molto più giovane di me. Parlava tanto di tutto, ma aveva omesso l’età. Quei messaggi puntuali e teneri mi facevano compagnia. Un pomeriggio mi inviò la sua foto con queste parole: ” Sei la donna per la quale vale la pena svegliarsi felici al mattino “. Adrenalina a mille. Vivevo tutto questo in gran segreto. E mi ascoltavo per capire cosa provavo. Ci furono due giorni di black out. Quando Philip riapparve, si scusò per l’accaduto, aveva avuto problemi di connessione fortunatamente risolti, ma questo contrattempo lo aveva infastidito. Mi sommerse di domande. ” My Angel, come stai? Cosa hai fatto? Mi sei mancata. Vanina, ti penso giorno e notte “. Le sette ore di fuso fra noi comportavano orari fissi di comunicazione. Nelle nostre conversazioni ero sempre molto controllata, ma quei due giorni di silenzio mi avevano fatto capire che l’essere corteggiata non mi dispiaceva affatto. Qual è la donna  che non apprezza le attenzioni di un uomo? Gli occhi brillano, l’umore è frizzante, e c’è quella dolcezza che ti fa risplendere. Lavoravo, lavoravo e ancora lavoravo con più disponibilità del solito. Se ne era accorta anche la mia assistente.
– Vanina, in questi giorni sei più bella – mi aveva detto quella mattina, aprendomi la porta dello studio. – Ho fissato un appuntamento con l’editor a fine marzo. Tutto procede secondo quanto previsto, la casa editrice ha confermato la tua scelta di copertina e il titolo del libro. Soddisfatta?-.
Wow, che bel periodo. Nella pausa pranzo arrivò il messaggio di Philip in cui mi invitava a cliccare un link. Mi aveva dedicato una canzone di John Legend ” You and I “. La ascoltai attentamente, rabbrividii e provai emozioni inaspettate. Faceva innamorare.
” Fra tutte le ragazze sei la mia unica e sola ragazza…Fai brillare tutte le stelle come se fossero nostre “. Ero inebriata da quelle parole troppo belle, troppo forti, troppo avanti. Ringraziai per la dedica senza incoraggiare. Dov’era la trappola?  Continuavo a chiedermelo. Come può esporsi così tanto senza conoscermi? E se fosse proprio Alberto a mandarlo? Vai con il cuore mi ripetevo, ascolta la sua vibrazione e lascia stare la mente. Vivilo con la leggerezza, magari siete stati prescelti dall’alto. Cosa temevo?  Una truffa sentimentale, ecco, una truffa studiata a tavolino. Perchè proprio io con tutte le ragazze che avrebbe potuto avere? Con la foto di Alberto fra le mani mi sciolsi in un pianto dirotto. – Amore mio – dissi – Voglio sapere, sei tu a mandare Philip? Il tuo cuore lo porto con me, ti prego aiutami a capire. Ci sei tu dentro questa storia? Tu mi chiamavi Honey, lui Angel. Se Philip, anche una sola volta, mi chiamerà Honey, avrò la conferma che cerco.
Mi addormentai con la sua foto sul petto.  L’indomani, non potevo crederci.
Mi stropicciai più volte gli occhi, ma quello che leggevo nel messaggio di Philip era incredibile. ” Honey, come hai passato la notte? “.
Ero al settimo cielo, Alberto a modo suo era tornato da me. Iniziai ad ammorbidirmi, a lasciarmi andare. E in un battibaleno arrivò il giorno di San Valentino. Al mio risveglio, trovai la lettere d’amore di Philip. ” So che posso sembrarti folle, ma io ti amo. Amo la tua classe, amo i tuoi capelli,  amo come ti scendono sulle spalle, amo come ti vesti. I love you. questo è il mio regalo di San Valentino, Qual è il tuo? ” Gli risposi con dei fiori e un cuoricino. Chattavamo due, tre volte al giorno, ci aiutava a conoscerci. Parlavamo un po’ di tutto, e spesso i messaggi si accavallavano. Aveva 15 anni meno di me. Un’enormità. Mi bloccai di nuovo, e non solo per questo. Philip, strada facendo, fece un paio di scivoloni. Non mi piacque quello che mi chiese. Lui si accorse di aver sbagliato e cercò di recuperare. Fui irremovibile. Mi ero sentita profondamente offesa e anch’io,
a mia volta, lo offesi. Fui spietata con lui. Se Philip era stato realmente mandato da Alberto, un’altra porta si sarebbe aperta, ne ero certa. e in quell’occasione, ogni mia resistenza si sarebbe sciolta come neve al sole.

 


tiziana bracci-rubrica ” sabato… capriole sull’albero “

 

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