” SOUPE à L’OIGNON ” a COLAZIONE

A’ la Coupole,
avevo mangiato un’ottima ” soupe à l’oignon “, ricordo che nell’occasione mandai i complimenti allo chef, ancor prima di scoprire che il piatto rientrava nelle specialità della brasserie di Montparnasse, insieme ad ostriche e molluschi. Proprio per questo il locale, in perfetto stile Liberty, era sempre pieno zeppo. Rinomato e ben frequentato, a quei tavoli si erano seduti veri giganti dell’arte, e ancora oggi lì regnano gli schizzi, su carta gialla,
di Toulose Lautrec. Eh sì, con questo pensiero… stavo già organizzando, mentalmente, la visita di Margherita, l’amica italiana ospite da me, per qualche giorno. Arrivo previsto per dopodomani, in mattinata.
Conto alla rovescia… per una colazione perfetta ( pranzo italiano ).
Premetto che non ho mai amato stare ai fornelli, ma adoravo accoglierla con un pranzo parisienne… chez  moi, Il mio saluto di benvenuto.
L’idea di una sublime ” soupe à l’oignon “, non era male. Da qualche parte dovevo avere ancora la ricetta, strappata di sottobanco a quello chef super stellato, de ” la Coupole “. Tre erano le regole d’oro da osservare rigorosamente: prodotti freschi; cipollotti du ”  marché d’Aligre ” un pittoresco mercatino, nel 12° arrondissement, molto amato dai parigini e affollatissimo per la qualità offerta; come terza raccomandazione l’ingrediente ” amore “… che non si può comprare ma è l’elemento assoluto, unico, miracoloso, per la riuscita di una insuperabile ” soupe à l’oignon “.
Si narra in giro che sia stata un’invenzione del re Luigi XV, in persona. Una sera, colto da un insolito appetito, mise insieme ciò che la cucina dava: cipolle, burro, emmental, champagne. Et  voila le jeu est fini.
In un battibaleno, avevo snocciolato un autentico menu parigino. Con il vino potevo bilanciare i sapori, ed associare alla dolcezza della cipolla un bianco, acido, profumato, come il Sauvignon.
Per il dessert la gloriosa tarte tatine sarebbe stata magnifica, andavo sul sicuro e rientrava nella tradizione francese. Come succede per la moda e l’arredamento ” less is more ” non strafare garantisce un’atmosfera rilassata, serena, leggera. Un modo di ricevere, che libera dal vecchio codice e rende l’incontro più allegro, vivace, spontaneo.
Già ero divertita all’idea  di vivere le ” marché d’Aligre “,  solo come una parigina sa fare. Perlustrare, scovare, trovare…immersa nel cuore verde che batte al centro del mercato. Un vero salotto all’aria aperta e ognuno si affaccia su quel giardino per condividere, ammirare, toccare, anche solo con lo sguardo, quell’atmosfera schietta e rigenerante.

Nell’esposizione di verdure, frutta e fiori… tradizione, passione, eccentricità  si mescolano, si abbinano, si sposano, e d’impeto entrano nell’anima del visitatore per guadagnarsi il posto dell’acquisto,  e portare bontà sulla tavola gentile, dei parigini. Salto da una bancarella all’altra fra peonie, ortensie, rose, frutti esotici e verdure di ogni tipo, felice di essere approdata in mezzo a quella sorta di eco-museo, naturale e interattivo, per riscoprire il piacere di cucinare porri e cipollotti, verdi-viola odoranti di freschezza, vogliosi di esser cotti e mangiati, a lenti ritmi, per deliziare il palato. In un batter di ciglia intuisco di essere in un’isola felice, dove tutto è poesia, armonia, fantasia itinerante. Striscio e mi muovo fra la gente, quasi a passi di danza…frusciando in mezzo al vociare impetuoso di accalorati venditori, che esaltano la qualità della loro merce. E’ il vulcanico piacere che Margherita mi ha regalato, inconsapevolmente. E questa è la stagione giusta, per assaporare l’attimo di una preghiera che nasce libera dal cuore, il semplice gesto d’amore volto all’amica, quel volto…risvolto che mi ha donato un micro mondo incorniciato di verde. Sogno… o sono dentro un quadro burlesco, dell’Arcimboldo?

Grazie Margherita, portatrice di allegoriche emozioni, di intensi profumi, di ritmi festosi, di tradizioni francesi rivisitate, di definiti decori, di tempi leggeri, di voci vive, di gioiose preghiere, di sani richiami ai veri sapori… della vita.
Evviva l’amicizia, evviva l’amore, evviva la preghiera silente, accorata, illuminante…
Evviva il tuo arrivo nel piccolo appartamento di una Montmartre  sveglia e colorita, originale e suggestiva. Qui vivo insieme a Jolie, ” ma petite chat “.
Vedrai ci divertiremo: Liza, Jolie, Margherita… il simpatico trio.

rubrica: ” capriole sull’albero ” tiziana bracci.

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