BEA…GURU DELLA BELLEZZA

Leggeva e rileggeva quella pagina de ” Il pittore della vita moderna ” di Baudelaire, senza andare avanti. Citazioni che parlavano della cura della donna,  e  lodavano le attenzioni che essa si concedeva per apparire magica, quasi un idolo da adorare.
Civettuola, ricorreva a mille artifici per farsi seduttiva ed elevare la sua bellezza al di sopra di ciò che la natura le aveva dato, per meglio soggiogare i cuori.
Bea incantata, come Alice nel paese delle meraviglie, sembrava essere entrata dentro un bellissimo sogno; plagiata, travolta, contagiata… aveva preso la sua risoluta decisione:- Voglio imparare tutto, per piacermi e per piacere.
In un batter d’occhio, studiò a memoria quella lettera aperta di raccomandazioni, e la sperimentò su di sè.
Con maestria stendeva il fondotinta usando il pennello, e si divertiva a far scomparire ogni imperfezione, della carnagione. Scoprì che, veramente, il trucco trasformava, migliorava, illuminava, compattava la grana ed il colore della pelle, accostando immediatamente la figura femminile ad una statua, cioè a un essere divino, superiore. Baudelaire in quelli scritti si era fatto profeta di scenari futuri. Si coglieva, in lui, il bisogno di rifiutare ciò che era spontaneo, istintivo, vero, per benedire l’artificiale. Si esaltava un corpo, non da esibire nella sua autenticità, ma da coprire, da modellare, da modificare. Forse spinto dalla tendenza di difendere l’anima sotto strati di veli? E diventare altro da ciò che si era? Questo obiettivo trovava il suo vertice più alto nella moda, che si prendeva il lusso di scherzare con la coscienza, aderendo all’apparire.
La maschera di Bea si rifletteva nello specchio del sogno…un sogno nato per gioco, ma che timidamente aveva preso vita, respirava, camminava, si innalzava, si faceva perbene e andava in scena.

Bea diventa la ” guru della bellezza ” e collega le donne all’educazione dell’eleganza, alla misura, ai comportamenti sociali. Questo esercizio di abilità faceva parte di una strategia di rapporto con il maschile.
Ingrandire gli occhi, disciplinare le sopracciglia, ridisegnare la bocca…
Un tocco di rossetto, soppianta la tristezza, e non a caso è il cosmetico più comprato. E’ una coccola psicologica, un dettaglio di stile che ti fa sentire a posto e ti risolve il look, ma deve essere di grande qualità per trattare, proteggere, idratare la mucosa labiale.
Come scegliere il rossetto? Te lo dice, Bea.
Per il make-up artist, esso è come l’abito di punta in una sfilata, e le griffe considerano le labbra al pari di un accessorio.
E Bea adora Chanel, nella tonalità di rouge Coco, adatto a tutte le carnagioni.
E sempre Bea raccomanda:
– Sei triste? Hai un cruccio amoroso?
Prenditi cura del tuo viso, truccati, applica un rossetto rosso e vai all’attacco. Gli uomini detestano le donne piagnucolose, ci ricordava madame Coco.
Il rossetto è un simbolo, un oggetto, una firma, un’arma seducente, un ninnolo prezioso con cui giocare… e ad ogni donna, il suo.

” Trova qualcuno che ti rovini il rossetto, non il mascara ” – Marilyn Monroe

rubrica: ” capriole sull’albero ” tiziana bracci

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