Carote in… vista

 

 

Non sono questi due chili e mezzo,
presi durante il lock down di Pasqua che mi preoccupano, ma sono le carote!!!
Vedo carote dappertutto… nel mio drink, nella faccia del cliente che mi siede davanti, nella mia borsetta da passeggio, è una vera ossessione.
E come se non bastasse, mi chiamo anche Carlotta, con la ” C ” di carota.
Da tre giorni mi sono fiondata nel piacevole conto alla rovescia, della mia dieta.
Grazie a Dio oggi è venerdì, da domani liberi tutti. Fine del tormento.
E dire che il danno è cominciato per qualche fetta gentile, di schiacciata
di Pasqua. Ma quante esattamente? Non lo so.
La situazione si è complicata quando, la birba, non voleva stare da sola in mezzo alle mie papille gustative. Non lo nego: ho ceduto. La carne è debole.
Come potevo restare indifferente?
Lei mi invitava, mi supplicava, mi pregava di accompagnarla al buon cioccolato fondente delle uova pasquali, sistemate sul piano della credenza, verde Ladurée.  Ma quante erano? Meglio non indagare.
Vero è, che hanno fatto un eccellente lavoro, calorico s’intende: mi sono lievitate addosso.
Ed oggi, eccomi qua a lottare con delle tristissime carote, con tutto il rispetto possibile per questa ” Santa verdura “, così preziosa alla vista e tanto ricca di sana vitamina, preferisco tenerla lontana da me, per un pò.
Come si dice? Lontana dagli occhi, lontana dal cuore.
Ah! dimenticavo… un  sentito grazie di riconoscenza, alle carote.
Sono rientrata nei miei jeans, attillatissimi.

” Le cose più belle della vita,
o sono immorali, o sono illegali, o fanno ingrassare “. ( George Bernard Shaw )


rubrica: capriole sull’albero-tiziana bracci

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