Per ” LEI ” non c’è un piano B – Hello? Pianeta speaking –

Voce narrante:  Non è semplice pensare che noi fresche creature di un cosmo antichissimo, arriviamo ad influenzare gli eventi del Pianeta; eppure accade
ed è il tratto caratteristico dell’epoca in cui viviamo, l’Antropocene,
un’età dell’uomo incastonata tra le lunghissime ere geologiche. Far pace con la Natura è all’ordine del giorno, perché per la ” Terra ” non c’è un piano B
Immaginiamo, in un giorno X, che un abitante del Pianeta riceva una insolita telefonata…

Pianeta Terra: – Hello? Pianeta speaking.
Pianeta Terra chiama suo abitante -.

Voce narrante: La linea, altalenante e ballerina, ha un segnale che va e viene, eppur sufficiente a registrare il dichiarato, disperato, urlato S.O.S del Pianeta.
Le parole scandite pervengono  in lingua-clima: un parlato inusuale, allarmante, semisconosciuto.
E non perché agli uomini resti difficile impararlo, rispettarlo, divulgarlo, ma per il fatto che è più facile vivere nell’incoscienza fra sapere e non sapere, vedere e non vedere e star sospesi in un limbo menefreghista, nebuloso, assurdo, bugiardo.

Pianeta terra: – Il mio è un appello urgente, rivolto a te. E’ un grido accorato, sospirato, un urlo dilagante che invita all’ascolto, nella speranza di entrare nel tuo ” IO ” più profondo. In quel luogo santissimo, dove puoi prendere diretto contatto con la rivelazione divina, ma troppo spesso ti dimentichi di questo spirito saggio, lasciandolo in sala di attesa. La scrollata di spalle ti aiuta a far scivolar via i tuoi pesanti rimorsi di coscienza, per allungare il passo e affondare il piede nella melma di un business dissacratore e svelto, profanatore di azioni virtuose e privo di ogni etica.
Perché vuoi perderti in quei meandri sporchi fra intrighi, macchinazioni e corse assetate di potere?  Non è un cibo gentile per il corpo e per la salute, di tutti.
Perché vuoi lanciarti in quell’ambito vortex di supremazie e  accelerazioni tecnologiche? Concilia il tuo ego? Non è un buon cibo universale.
Lì, vige la regola che l’ieri è già vecchio ed obsoleto, lì la parola fatidica
è ”  consumismo “:  il produci, usa, getta, che ha soppiantato e ricoperto di detriti quel ” sapere ” che hai già dentro.
Con quale licenza stai persino rimodellando ” Madre Natura ” e l’intero sistema ecologico?
Il tuo è un tacito abuso di libertinaggio per oltraggiare, sconsacrare, macchiare la tua casa ” Terra “, alterandone l’habitat, originale -.

Voce narrante: Un gracchiare inquietante e risoluto arriva lesto, come una saetta, e scuote tutto.

Pianeta Terra: – Hello? Abitante mio, sei ancora lì con la tua cara coscienza?
Non avverto segno di emozione, apprensione o turbamento. Allora voglio raccontarmi come ” una preghiera “. E a mani giunte.
Conosci l’Olocene? Sai, quell’era geologica del giardino dell’Eden, definita la più stabile e benigna che si sia mai conosciuta? Bene, devi sapere che  essa ha rispettato la quantità di biossido di carbonio nell’atmosfera, di acidità negli oceani, di coralli nei mari, di foreste tropicali lungo l’Equatore, e di ghiaccio ai poli per favorire l’esistenza. Questa è la meraviglia  di un albero chiamato vita, che ha permesso l’equilibrio armonioso di quel rapporto sistemico relazionale fra cicli produttivi, clima, uomo, ambiente, lavoro. E nel caso di sbilanciamenti,
” Madre Natura ” interveniva, in mio soccorso, con l’intento di attutire, assorbire, attenuare piccoli discostamenti.
Oggi, ahimè, la Natura ha quasi finito i paracolpi e si è arrivati al limite della mia salute.

Voce narrante: All’altro capo del filo, silenzio profondo. Poi un sibilo stanco, nascosto, quasi segreto fruscia nel sottofondo.

Pianeta Terra: Oh! che sia un promettente risveglio? Hello, ci sei?

Voce narrante: Di nuovo un suono lontano, lontano, lontano, sembra levarsi in un vergognoso assenso.

Pianeta Terra:  Dimmi caro, in tutta onestà, pensi che si possa andare avanti così all’infinito? Voglio credere che nulla si sia perso di quell’innamoramento gioioso, genuino, puro, dolce, poetico, celebrato nel ” Cantico delle Creature “. San Francesco con la sua lode al Creato è il primo esempio di economia circolare, tanto dibattuta oggi, ma ancora poco capita nella sua vera essenza, che si può riassumere così:
” nulla si distrugge, ma tutto è cibo per qualcos’altro “.
Come non ipotizzare un mondo ricoperto di felicità cosmica, di libertà, di fratellanza, di accoglienza, di rispetto, di amore, di gratitudine, per riportare ogni cosa al suo originale splendore? E soprattutto porre un sigillo
di ” Buona Vita ” al futuro, con un diverso agire nel presente.
Lavorare insieme e rispondere alla resilienza con azioni del fare, mirate al bene comune: migliorare, sanificare, innalzare la qualità dell’abitarMi -.

Voce narrante: Uno sbuffo di tedio, aleggia nell’aria.

Pianeta Terra: – Abitante caro, tu sei prezioso per me. Non essere annoiato. Rimani in linea ancora un pò, però non schiacciarmi come il grillo parlante,
delle favole. Le ultime raccomandazioni te le sussurro all’orecchio,  una ad una, per spingerti ad essere vigile. I miei sistemi chiave sono stati spinti oltre i confini di sicurezza, definiti dall’Olocene.
Conosci ” l’Impronta ecologica “? Devi sapere che questa unità di misura calcola le risorse ancora a disposizione dell’essere umano; i cambiamenti irreversibili , mettono a rischio la mia abitabilità se non si hanno atteggiamenti di cura verso ” Madre Natura “. Essa funziona come il corpo umano, deve essere in condizioni ottimali per uno stato di salute, equilibrato. E Madre Natura è arrivata quasi alla soglia dei suoi parametri. Nove sono i suoi punti critici, e cinque sono già al di sotto del consentito. Gli altri quattro ci rientrano, per un soffio, un elenco da non perdere di vista: l’acidificazione degli Oceani, l’uso di acqua dolce, il particolato atmosferico che è uno stato di smog con pulviscoli che creano danni, alla vita vegetale ed animale. Nell’uomo produce asma e malattie polmonari. Il COVID 19 ci racconta qualcosa?
E la lista continua con plastiche e scorie che, entrando nel terreno, provocano il cambio del codice genetico di varie specie, uomo compreso. Ultimo punto, è lo strato dell’ ozono nella stratosfera. Senza questo strato protettivo molte zone della Terra sarebbero inabitabili, e il buco dell’ozono si fa sempre più grande, per l’uso di pesticidi e sostanze chimiche. Può bastare per agire?
Bello=Vero=Bene ci diceva Platone.
Con questo invito pressante, immediato, impellente  chiedo aiuto per dar voce alla mia ” Verità “, affinché non cadiate come burattini nelle mani di quei  burattinai scaltri, che adorano tirare i fili bugiardi, mettendo la  benda alla verità. Io sono già in dichiarato stato, di malattia. E per Me  non c’è un piano B

” Credo che avere la Terra e non rovinarla
sia la più bella forma d’Arte che si possa
desiderare “. ( Andy Warhol )

rubrica: capriole sull’albero-tiziana bracci

 

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