L’Edicola della felicità

 

Nel delizioso angolo di piazza Santa Trinita, all’altezza dell’omonimo crocevia, si affaccia ” L’edicola della felicità “,  la più amata in città. E’ in tinta verde Ladurée,  che tanto ci ricorda la nobile casa parigina.
Lo spazio davanti, traboccante di fiori, crea una macchia gentile di colori che fa bene all’umore e parla direttamente al cuore. Il richiamo a entrare è immediato.
Sei ragazze eclettiche, brillanti, vivaci intuitive ti accolgono con il sorriso e vendono fiori con garbo; con leggerezza rieducano alla cura del ” sé “;
soddisfano capricci del gusto e dell’olfatto con  amorevole ” Take Care “.
All’interno il piccolo ” Happy Space ” ,  cattura i tuoi cinque sensi.
Lo sguardo cade sulla frase di benvenuto ” Nice to meet you “, scritta con decorazioni floreali e sistemata al centro di un trionfale tavolo imbandito.
Ci sono delicatezze invitanti e inusuali. Come non tuffarsi in quel prezioso nettare , raro, magnifico ed eccellente conquistatore dei tuoi occhi?
Dalla caffettiera d’argento esce un caffè gustoso, vellutato, aromatico,  che già con il  primo sorso senti attraversare il tuo corpo da un brivido di piacere, rigenerante. La teiera di limoges  sfoggia, in tutta la sua fierezza, il profumato infuso di cannella da consumare con biscottini di grano saraceno, macarons o ciambelline alla marmellata di fichi. Nella caraffa di cristallo troneggia, imperioso, il succo d’arancia appena spremuto da legare con golosi browns, irrinunciabili muffin al burro o insuperabili croissant parigini. Lo yogurt greco è vivamente raccomandato per guarnire le coppette di frutta fresca o candita: pere, prugne, fragole, frutti di bosco, lamponi, agrumi di Sicilia, albicocche.
La lieta scivolata nel ghiotto circuito del cioccolato, attraverso virtuose degustazioni di fondente, selezionato dai luoghi più prestigiosi dell’America Centrale, è un ” Must “.  Questa è la meravigliosa ” colazione gioiello ”
per sommergere di felicità il tuo ipotalamo. Se mi è consentito un suggerimento, è meglio prenotare in tempo. Gli spazi sono limitati e la domanda è altissima. La ragazza mi guida,  mi prepara agli emozionanti aromi e sapori che evocano i Tropici e l’Equatore. Essi ci raccontano del sole che pervade quelle terre e dei profumi che quei terreni, accuditi e coltivati, trasferiscono alle piante e al cacao. Immersa nell’incanto che odora di favola, sobbalzo allo squillo del telefono, vicino.
– Oggi Viola non c’è. E’ lei che si occupa delle prenotazioni -.
Spiega Rosa con premura, scusandosi per l’interruzione.
Sei sorelle: Rosa, Viola, Ortensia, Iris, Margherita, Gigliola. Sei fiori, sei profumi, sei temperamenti, sei voci, sei talenti con un’unica passione:  ” vendere fiori e percorsi di felicità “. Dalla madre avevano ereditato quello stesso amore per i fiori. Lei passava la maggior parte del suo tempo in quell’edicola, e si illuminava tutta nel dire: – è una gran bella cosa rallegrare i salotti delle persone, con le mie rose -. Una donna che non si era risparmiata in niente, che faceva fatica a dire di no. Infatti, non si era mai negata al marito che, nell’ostinazione di avere il maschio, le aveva regalato ben sei figlie.
Le ragazze non erano nate sotto un cavolo, ma fra tutti quei colori, fra tutti quelli steli, fra tutti quei petali dal profumo, felice. Nel frattempo, erano cresciute e si erano laureate, ma il pensiero di dare continuità alla tradizione di famiglia, non le aveva mai abbandonate. Ognuna di loro, con il proprio talento, aveva guardato in profondità e osservato la gente attraverso la vita, penetrandola. Sei personcine davvero sveglie, che come una macchina
a raggi X, avevano  colto l’invisibile portando alla luce i bisogni delle persone.
Rosa, trentacinque anni, è la primogenita; una sognatrice  equilibrata, passionale, sensibile, vitale, romantica ma con i piedi piantati per terra.
Veste il suo nome alla perfezione. In lei, c’è il movimento perpetuo e armonioso del saper dare e del saper ricevere; ogni volta, come nella rosa, c’è un nuovo inizio per un nuovo giro di spirale.
Caschetto castano dorato e occhi verdi che ti spogliano l’anima, Rosa pulsa la vita di idee, di genio, di azione. Il primo contatto con lei l’ho avuto il giorno in cui, rientrando nella mia città, ho ricercato le storie e le leggende legate a piazza Santa Trinita, che mia madre mi raccontava durante il nostro giro domenicale, in carrozzella. Volevo toccare i profumi dell’infanzia, rivivere momenti felici e allietarmi la vista con quell’edicola, brulicante di fiori.
Aveva mantenuto il colore di un tempo, verde Ladurée, ma si era ampliata con delle pareti in cristallo che permettevano allo sguardo di perdersi nella lettura di quel luogo, fiabesco. Lì ho trovato Rosa, la splendida creatura dall’intuizione felice,  un progetto  dove ogni sorella aveva messo il proprio talento, a disposizione degli altri. E mi ha parlato di un sogno che le aveva lasciato sapori  caldi, teneri, affettuosi, indimenticabili, in bocca.
– Se creassimo l’angolo delle coccole -? Aveva realizzato Rosa, appena sveglia.
Le sorelle strette in un cerchio d’amore, accolsero l’idea.
Ma conosciamo, ad una ad una, anche le altre.
Viola, trentatré  anni appena compiuti, ha occhi azzurri e capelli rosso Tiziano. E’ una timida pensatrice, creativa e amante dei viaggi; ottima comunicatrice, amica degli animali  e amante della natura, collezionista di occhiali spiritosi e adorabile decoratrice. E’ insuperabile negli allestimenti scenografici e nelle composizioni floreali. Ogni giorno si acconcia i capelli con un fiore, in tinta con l’abito che indossa.
Ortensia, trent’anni, alta e bionda con taglio carré, ama vestire di blu ma anche di bianco, quando varca la soglia della cucina. E’ uno spirito libero che opta per la praticità di completi pantalone, e non tralascia mai un importante dettaglio:
il basco alla parigina calato sulla fronte. Si diletta a sfornare deliziosi biscotti, è lei la spettacolare pasticciera dal cuore caldo.
Iris raccoglie i capelli scuri, illuminati dalle shatush, in un morbido chignon.
Ha solo ventisette anni ma l’indiscutibile eleganza la incorona regina del salotto con i suoi preziosi e brevettati infusi, salutari. La sua bellezza è sacrale e silenziosa come quella di una dea.
Margherita, è una biondina di venticinque anni, fresca, luminosa, ironica, con una bellissima voce. Il suo colore preferito è il giallo. Sembra quasi una pratolina quando passa con il suo annaffiatoio a dare l’acqua ai fiori. Lei parla con loro e li intrattiene cantando canzoncine d’amore, dice che questo li rende felici e la loro felicità tracima. Si sparge dappertutto.
Gigliola, la più piccola, ha ventitré anni ed è pura come un giglio. Il candore della sua pelle ci ricorda la bellezza acqua e sapone. Il trucco sfumato e leggero ci racconta una ragazzina pulita che lancia al mondo promesse di bene, sapori che sanno di casa,  di buono, di frutta candita, di pere, prugne, lamponi, fragole,  frutti di bosco,  albicocche,  agrumi e di yogurt  genuino.
Profumi, fiori, colori,  sapori, soffi di vita felice frusciati dal vento.

” La gente più felice non ha il meglio di ogni cosa,
ma apprezza il meglio di ogni cosa che ha ”
( Jaqueline Lee Bouvier )

tiziana bracci-rubrica: capriole sull’albero

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