La pancia non c’è più

” La pancia non c’è più “…
Matilde? L’olio Sasso lo voglio qui, sul tavolo!
Strombazzava la reclame nel carosello degli anni ’60 che ne osannava la leggerezza e attribuiva ad esso la scomparsa della pancia. Noi bambini andavamo matti per quegli spot pubblicitari e le mamme faticavano a metterci a letto. Fu così che nacque la frase fatidica: ” Dopo Carosello tutti a nanna “!
Si dà il caso che Gino, astuto commerciante di materassi, abbia rispolverato dalla sua anima bambina quello spot dal suono ammaliante, per farne la sua pubblicità personale e incrementare le vendite.
Galeotto fu il lungo periodo del lock down, fra smart working, dad,
o quant’altro, quando le nostre passeggiate prendevano, sempre più spesso, la direzione del frigo. Nella costrizione delle pareti domestiche, i frequenti spuntini placavano quella fame nervosa che si divertiva a tormentarci.
Per noia si mangiava, e sempre per noia la pancia cresceva.
Gino attingendo al remind, di quel lotano Carosello, aveva creato un divertente slogan:

Col materasso del Gino
ritrovi un fisico divino.
” La pancia non c’è più ”
se dormi a pancia in giù.
Questo è il sogno ambito
che ti fa toccar il cielo con un dito.

Un ritornello che, incessantemente, ripeteva il suo verso con passaggi mirati, sui social. Lo accompagnava l’invito a chiamare e prenotare subito quel materasso vestito di magia, dagli effetti rimodellanti.
Si prometteva un corpo scolpito, tonificato, riposato, ringiovanito. Vero o falso?
Un’illusione ottica come il vestito nuovo dell’Imperatore, o veramente il Gino era diventato la voce influente del momento, per ridare una spera di sole agli incatenati dell’infelicità?

” Ché chi prende diletto di far frode,
non si dè lamentar s’altri l’inganna. ”
( Francesco Petrarca )

rubrica: Capriole sull’albero
tiziana bracci

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