La Seminatrice d’amore

 

Visto che la parigina,
ha uno stile impostato, ecco la nuova proposta,  chic ” Bon Ton “.
Lei non è una fata, ma spalma magia.
Non è una pazza, ma impasta fantasia.
Non è una esaltata ma respira, sana follia.
Non è una qualunque. Lei è la fashion designer, Lisette Etoile.
La chiamano seminatrice d’amore, ha viso carino, occhi azzurri, bocca carnosa e nasino all’insù.
I capelli biondi e lunghi ricadono morbidi, sulle spalle.
L’abitino rosa Schiaparelli, disegna un gioco di lunghezze, e si sbizzarrisce nel divertente strascico a balze, di seta frusciante.
Ma il tocco personale si esprime negli accessori:
la ” LOVE ” shopping bag con l’irrinunciabile tronchetto, animalier.
Per completare il look entra in scena il simpatico chiodo nero, diventato ormai una seconda pelle.
Il segreto dello stile è sentirsi a proprio agio, nei vestiti.
Lei, così abbigliata,  ama girar per le vie di Parigi.
Lisette Etoile è una stilsta a la page, e come tutti gli stilisti, attinge ispirazione dalla strada, e recita il suo personale ruolo di ” Seminatrice d’amore “.
Tenetevi pronte al colpo di fulmine!

tiziana bracci – rubrica: Capriole sull’albero

 

 

 

La pompe a bonbons

 

Il mio futuro è a colori. E non potrebbe essere altrimenti per una color designer che trascorre le giornate circondata da centinaia di nuance.
Sono Charlotte Martin, reginetta del make up, nata a Parigi ma cittadina del mondo. Interpreto le tendenze per una importante azienda francese,  e le traduco in make up. Dal fondotinta al blush, dal rossetto al gloss, all’ombretto.
Ogni collezione nasce sulla mia scrivania e si sviluppa poi, nei laboratori.
La sede di lavoro è Parigi ma sono spesso  in giro per captare le diverse culture, annusare i cambiamenti attraverso gli input di street style, e giocare d’anticipo sul lancio di nuove tendenze. Sono sempre di corsa.
Provo tutto ciò che mi capita sottomano, anche i prodotti più strani.
E i miei appunti di viaggio, diventano collezioni.
Ma il vero cambiamento ci sarà  questo autunno con texture  particolari.
A Parigi nascono i make up, in laboratorio si testano le nuove formule,
ma le ispirazioni arrivano dall’Oriente. E Singapore è la città che offre sempre sorprese. Sono rientrata dal mio giro, Giappone, India, Russia e mi sono imposta una dieta, rigorosissima. In giro mangio in modo, sregolato.
Sono appena al terzo giorno. Il vuoto nello stomaco si fa sentire, molto.
Sogno baguette farcite, quiche  lorraine e ogni tipo di gateaux.
Cerco di pensare ad altro, per distrarmi dai pizzichi di rumorosi languorini.
Sto guidando,  la macchina segna la riserva.
Decido di fermarmi alla prossima stazione, di servizio.
E cosa trovo davanti a me… all’improvviso?
” La pompe a bonbons “. Sogno o è un miraggio?
Io mi butto!!!
Buona Vita

tiziana bracci – rubrica: Capriole sull’albero

 

E facevan le fusa…sui tetti di ardesia

Sospiri, respiri, amori persi di vista, facevan le fusa…sui tetti d’ardesia.
E ancora languori, desideri inconsci e sogni repressi dipinti sul volto,
magari trasportati lontano, da un vento maestro.
Un cuore rosso fiamma, volteggiava nel cielo, appeso a un filo.
La gattina Gegè teneva molto a quel palloncino.
Era un richiamo d’ amore per il suo Grenoble.
L’instancabile gattina nella speranza di veder apparire l’amato, dal tetto vicino,  ogni giorno, si posizionava nel suo posto di guardiola.
E si metteva in attesa. Ma ahimé, Il gatto Grenoble si era trasferito con la sua padroncina nel quarto arrondissement. E lui, a malincuore, aveva seguito quel destino. Una poppy love immersa di tenerezza e vestita di speranza.
Quella mattina l’umido si intrufolava nelle narici, senza pietà.
Parigi si era svegliata in ritardo, velata da una leggera foschia.
Nadine aprendo la finestra, era stata investita dall’aria pungente e dai forti profumi che salgono dopo la pioggia: quello di asfalto bagnato mischiato all’odore di muschio proveniente dai giardini, vicini.
Il pigiama leggero, la fece trasalire, e brividi di pelle d’oca scivolarono veloci sulle gambe, nude. Stava per prendere uno scialle nell’intento di coprirsi,
ma fu bloccata da uno squillo di telefono. La sorpresa inaspettata la fece sorridere. Apprezzò l’audacia mattiniera, di Pierre.
Lui era riapparso, improvvisamente, dopo anni di assenza.
Si erano incontrati la sera prima,  per caso… ma forse non era un caso,
a quel tavolo de La Coupole, nella fantastica Montparnasse.
Una cena galeotta progettata da amici, comuni.
E loro si erano piacevolmente ritrovati, fra i trionfali vassoi di ostriche e gamberoni sommersi, nel ghiaccio.
Quel simpatico vis a vis,  riaccese la fiammella.
Lui, era un ingegnere minerario, e si era trasferito per lavoro, in Costa d’Avorio. Lei non era pronta, a seguirlo. Rimase a Parigi curando i suoi animali.
Era veterinaria, per passione.
Entrambi decisero di non mantenere contatti.
Si erano persi di vista, ma quella sera l’incontro si tinse di magia.
Sguardi intensi e significativi, parole importanti, e un fil rouge che si dipanava per tessere una nuova trama, solida, resistente.
Una storia spezzata che chiedeva di decollare più forte di prima,
e la partenza era immediata.
Furono fusa d’amore… su quel tetto d’ardesia.
Anche Gegè, finalmente, ritrovò l’ adorato Grenoble.
Avendo il gatto smesso di mangiare, fu contattata  Nadine.
E lei propose la sua ricetta: far vivere insieme Gegè e Grenoble.

tiziana bracci-rubrica: Capriole sull’albero