Scusa l’intrusa, Janette!

 

André Dupont, era un brillante scrittore. Quel sabato si era alzato tardi.
Visto che la moglie non era in casa, le aveva lasciato un video messaggio.
Ormai, era diventata una consuetudine comunicare, attraverso la grande scatola, appesa alla parete del caminetto, in salotto.
– Janette, sto partendo per Cap Ferrat. Devo lavorare al mio libro,
in assoluto silenzio. Vado allo chalet, e mi fermerò lì per tutto lo weekend.
La casa editrice mi ha sollecitato la consegna del manoscritto, per l’inizio della settimana. Bacio te, la piccola Cloé e la cucciolotta Belle.
Ci vediamo lunedì.
Ah! dimenticavo, per non perdere la concentrazione, mi isolo completamente e stacco il cellulare.-
Janette rientrata, carica di pacchi, dalla spesa, aveva sistemato velocemente  tutto, suddividendo fra dispensa, e frigo.
Cloé  si lamentava e Belle guaiva. Entrambe, avevano fame.
In un attimo misi a tavola la bambina, e versai nella ciotola, i croccantini per la pelosetta. Poi guardai l’orologio, e mi chiesi – Perché André tarda così tanto?- Presi il telecomando, accesi la TV, e vidi lampeggiare l’icona dei messaggi. Aprii,  lessi, e restai di ghiaccio.
Erano le due del pomeriggio. In un battibaleno, misi tre cose in croce,
in valigia, raccolsi Cloé e Belle, e partimmo  alla volta, di Cap Ferrat.
Da Nizza, sarei arrivata in 26 minuti, se non trovavo traffico.
– Sono sicura,  André apprezzerà molto, la mia sorpresa.- Pensai, fra me.
Lasciai la macchina fuori dal cancello, per dare un tocco di suspanse,  all’improvvisata.
Non suonai, avevo le chiavi. In giardino André stava preparando un magnifico BBQ, aiutato da Nicole, la segretaria.
– Ma che bel quadretto,  appetitoso!!!-
Sparai, tutta d’un fiato, quando me li trovai davanti.
– Sai André, non ho pranzato. Ti va di servirmi, un piatto delle golosità che stai preparando?
Guarda, mi siedo qui, su questa seggiola di legno, celeste, e aspetto.-
Cloé  sulle ginocchia della madre, con il lecca-lecca in mano, osservava divertita,  senza capire bene, quello che stava succedendo.
Belle, in posizione di cuccia, si godeva l’odorino sparso in aria,
nella speranza che le arrivasse anche qualche bocconcino, da sgranocchiare.
Poi, Janette, rivolgendosi a Nicole, sputò.
– E tu cosa fai qui, la musa ispiratrice?- Lei rossa come  il gambero che stava arrostendo, sulla brace,  fu presa da tremore, e lasciò cadere il vassoio, dei condimenti, che teneva fra le mani.
Andrè, per cercar di rattoppare la situazione, proruppe in modo poco convincente.
– Scusa l’intrusa, Janette!
Ma Nicole è stata una sorpresa, anche per me.
Si è offerta di aiutarmi, e non ho saputo dire di no!
– Chi la fa, l’aspetti!!!- Ringhiò Janette, fiera di aver mandato all’aria
gli intriganti piani di André, e dell’intrusa.

tiziana bracci rubrica: Capriole sull’albero

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *