ANNA PIETRULINI e LE SUE PUNTE DIAMANTE

DODOLINA tips lifestyle & more
mivesto diCARMA

dalle location piùESCLUSIVE nonnaBLOGGER e la notizia

CONSAPEVOLEZZA
ANNA PIETRULINI Knitwear e le sue Punte di Diamante

LoSTILE, sobrio ed essenziale unito a punte di massimaELEGANZA,
proprio delle collezioni ” ANNA PIETRULINI Knitwear ” ti fa indossare
ogni suoCAPO con laCONSAPEVOLEZZA  di lasciarALLURE intorno…

RipercorriamoINSIEME le punteDIAMANTE della suaESTATE ’17?

Seguitemi,
si parte da me.


UnELOGIO
alla manoTALENTUOSA di chi ha disegnato questi capi
with compliments, a ELENA FERRUCCI designer Milano

 BORGOsanFELICE Sunset TheCelebration ofLOVE & ANNA PIETRULINI

 e da BORGOsanFELICE …

 

 

 

chezALPEMARE con ANNA PIETRULINI knitwear

 Un delizioso APERI-SUSHI ci attendeallo stabilimentoBALNEARE della famiglia Bocelli. e da ALPEMARE a…

ACIREALE con ANNA PIETRULINI Knitwear
Sacro & Profano

Santa VENERATradizioni&Cultura, patroni dellaCITTA’ festaRELIGIOSA & FOLKLORE                       e da ACIREALE a…

Lajatico ” TEATRO DEL SILENZIO ” ABF Andrea Bocelli Fondation

con ANNA PIETRULINI knitwear unSALUTO all’estate ‘ 17 e…
appuntamento con laPROSSIMA  collezione FALL/WINTER ’17-‘18

Grazie
alleLOCATION  che ci hannoOSPITATO
Grazie
ai talentiARTISTICI del nostro amato MADEinITALY.

Perle diBUONSENSO:
”  arte è vivere
nellaCONSAPEVOLEZZA
diCREARE,
giorno dopo giorno,
OPEREdettate dalCUORE “

COMMENTI daLASCIARE? Srivete, scrivete, scrivete
alla posta di DODOLINA: confidenze@dodolinatips.it

 

 

dalle location piùESCLUSIVE della nostra bellaITALIA
nonnaBLOGGER e la piumaROSA


Ciao
a domani con nuove notizie.
Buona Vita

DODOLINA tips lifestyle & more
io mivesto diCARMA
e TU?

 

 

IL SEGRETO di PALM BEACH 5a puntata

DODOLINA Tips lifestyle & more
mivesto diCARMA

TIZIANA
i miei libri
IL SEGRETO di PALM BEACH

nonnaBLOGGER e la 5a puntata


Con un benTROVATI
diamo inizio alla 5a puntata
Enjoy!!!

 

Amo le sensazioni
che mi spingono a correre via
diventare zingara
e sorridere come una zingara “

Pensieri ( Jaqueline Lee Bouvier )

 

Washingthon
1951

Parigi è la città del romanticismo, degli incontri e degli amori… talvolta impossibili.
Il “ Grande Amore “ bussò alla porta di Jaqueline.
Si innamorò di quel J.Phillips Marquand, un rampollo dell’aristocrazia francese.
Il rapporto difficile, travolgente e passionale fu intensamente vissuto e subito perduto.
Per esorcizzare il dolore, lei si gettò a corpo morto nello studio.
E velocemente, si laureò in letteratura francese alla George Washington University.
Tuttavia, questo non fu sufficiente a placare il suo animo. Nell’ultimo tentativo di dimenticare Marquand, si mise a frequentate un agente di borsa.
In modo inaspettato, le arrivò anche il lavoro. Il Washington Times-Herald, le affidò dei servizi da fare su alcuni personaggi di rilievo, nella capitale statunitense.


Jaqueline seppe muoversi molto bene, e questo le procurò stima e nuove aperture negli ambienti politici di Washington.
Fu così che si trovò ad intervistare un giovane senatore rampante del Massachusetts, che solo due anni dopo, diventerà suo marito.

La madre Janet Lee che, poco prima, aveva ordinato alla figlia di mollare quella specie di omuncolo di borsa che le girava attorno, si schierò ostinatamente anche contro quel Kennedy.
Non voleva assolutamente imparentarsi con la “ feccia irlandese “.
La signora Lee, però, si trovò a duellare con il patriarca Joseph Kennedy.


Egli, aveva individuato in Jaqueline, la moglie ideale per la carriera del figlio, e nessuno lo avrebbe fermato.
E’ quando il gioco si fa duro che i duri cominciano a giocare.
E lui sapeva come condurre i giochi.
Stava per partire con una forzata azione di marketing su quel giovane senatore, come se fosse un nuovo prodotto da lanciare sul mercato.
Chi lo avrebbe dissuaso?
Già nell’ambiente, circolava la sua frase più famosa:
– Abbiamo intenzione di vendere John come scaglie di sapone!

 

Segreti & Intrighi

Rhode Island
1953

Di fronte alle lusinghiere promesse di Joseph, il patriarca, anche Lady Janet fece retromarcia e, addirittura, obbligò la figlia a vedersi con John Kennedy.
La coppia si sposò a Rhode Island con uno sfarzoso ricevimento,
il 12 settembre 1953.


All’epoca, mi trovavo di nuovo in Europa, e seguii tutto da lontano.
C’erano le lunghe telefonate che ci univano annullando le distanze.
La giovane signora Kennedy, sposando John aveva sposato l’intero pacchetto del clan.


Per il suo stile di vita europeo, sedusse tutta la famiglia. Bella, colta, elegante e raffinata era la moglie perfetta per un ambizioso senatore in procinto di ricoprire la carica di Presidente degli Stati Uniti. Lei sarebbe stata un valido aiuto durante la campagna elettorale.
Il suocero nutriva per la nuora una smisurata adorazione, tanto da sollevare la gelosia fra le figlie. Anche prima delle nozze Joseph amava intrattenersi nella sua biblioteca a fare lunghe chiacchierate con Jaqueline. Quest’uomo sensibile al fascino del potere aveva fatto di tutto per conquistarlo, e oltre ad essere ben introdotto nell’ambiente politico, lo era anche in quello cinematografico dove aveva investito nella produzione di films. Con notevole disinvoltura rivelava, alla futura nuora, segreti piccanti sulla sua vita. Si cimentava, addirittura, nella descrizione di dettagli imbarazzanti su certe sue relazioni con attrici ed attricette. Forse per prepararla a chiudere un occhio sulla fuga di notizie scandalo… urlate da strilloni di giornali?


Prima del matrimonio, Jaqueline, informata direttamente da John, venne a conoscenza di alcuni segreti che il suocero aveva volutamente nascosto.
John Fitzgerald Kennedy soffriva di una dipendenza da sesso, aggravatasi, con l’assunzione di farmaci per curare la gonorrea contratta in giovane età.
A ciò, si aggiungeva la malformazione alla spina dorsale. Le due malattie,
lo costringevano a viaggiare con una valigia piena di medicinali.

Jaqueline, quindi, sposò sapendo e accettando.


Lei, un giorno, mi confidò: – So che conoscerò delusione e disperazione insieme, ma ho deciso di viverle.
Pronunciò queste parole, ancor prima di scoprire che anche il suo John nel vuotare il sacco, aveva omesso un piccolo dettaglio…quell’inquietante “ Segreto di Palm Beach “.
Chi mai lo avrebbe saputo?
Joseph, il patriarca, aveva sistemato tutto.
E Joseph aveva di sé l’alta stima di uomo infallibile.
Lui, davvero, credette di avere archiviato la cosa per sempre.

 

Alla Corte dei Kennedy

Palm Beach
1961

Era il 3 gennaio, ed i Kennedy, erano tutti riuniti a Palm Beach nella casa di famiglia, per un ritratto di corte.

Jaqueline ed io, avevamo convenuto di custodire la nostra amicizia lontana dagli obbiettivi. Compatibilmente con i nostri impegni, ogni tanto, ci ritagliavamo degli spazi per noi.
E come ai vecchi tempi, ci piaceva dare voce alle emozioni e ascolto ai nostri silenzi.
Nella sua vita, però, ci sono state tre tappe importanti dove mi ha voluto accanto.
Una presenza discreta la mia, mai in primo piano.
La seguivo, a debita distanza, incoraggiandola amorevolmente con lo sguardo.
La prima volta fu proprio in quel giorno di gennaio, quando con una lunga e noiosa serie di pose e di scatti, si preparava la presentazione della famiglia presidenziale in vista del 20 gennaio, prossima entrata in carica di John Fitzgerald Kennedy, il nuovo Presidente degli Stati Uniti.
Lui, era rigido e nervoso mentre Jaqueline leggermente di spalle, rispettosa dei ruoli politici del marito, si muoveva con grazia proteggendo il suo uomo.


La piccola Caroline, di appena quattro anni, era la protagonista assoluta di quello show, divertita dal continuo lampeggiare del flash.


John John in braccio alla madre, un mese e mezzo di vita, era infastidito dalle luci troppo intense dei riflettori e non ce la faceva a tenere gli occhietti aperti.
La casa, deliziosamente addobbata, testimone di quel regale palcoscenico, incorniciava nella sua passiva complicità la fama mondiale del ritratto di corte più gettonato dai media.
Il giorno seguente, la testata del giornale, titolava così:
“ ALL’INIZIO NON FU IL VERBO, MA LA LUCE A CREARE IL VANGELO DEI KENNEDY
IL NOME CHE HA SCOSSO DAL SONNO UNA NAZIONE INTORPIDITA…”.


E si parlava di Caroline, come la Nazione bambina che dirigeva i suoi passi verso la luce, nel gesto di acchiapparne il bagliore, mentre il fratellino, infastidito da quella stessa luce, richiudeva gli occhietti appiccicosi.
Fra le mie carte, conservo ancora questa pagina ingiallita, per me, è un tuffo al cuore ogni volta che mi capita fra le mani.
C’erano già scolpiti cattivi presagi. Solo mille giorni dopo, si legge in un altro articolo di giornale, la bambina Nazione
avrebbe accompagnato al cimitero di Arli ngton quell’uomo innervosito, a cui lei involontariamente, aveva rubato la scena.
Il bambino dagli occhietti appiccicosi, a soli trentanove anni,si sarebbe inabissato con la moglie e la cognata, nelle acque dell’Oceano davanti a quella stessa casa.
Mentre, Jaqueline, avrebbe lasciato quell’abito bianco, per indossare quello della vedovanza di Stato.

 

I Colori dell’Anima

Palm Beach
Giorni nostri

Dalla bocca di Giulia, le parole uscirono spontaneamente per formulare questa frase:
“ Quando le ombre coprono la luce, tutto scompare nel nulla.
Nei dipinti di corte, le abili pennellate del pittore celano la verità dell’essere, per dare corpo all’apparire. Niente di nuovo sotto il sole. “
Ma in quel ritratto, emergeva la verità dell’unica sopravvissuta: “ La bambina “ ovvero la Nazione.
Un tramonto mozzafiato richiamò Marjorie e Giulia ad assistere ad una spettacolare
“ Sunset Celebration “.

E’ un termine intraducibile, perché solo così riesce a mantenere integro il suo significato.
E’una celebrazione che profuma di spiritualità. E’un qualcosa che ti entra dentro fino a penetrare nel punto di divisione dell’anima e dello spirito. Sono le parole usate da San Paolo per definire la potenza della parola di Dio.
Giulia le prende in prestito per sublimare la sacralità del momento.
Le due amiche, travolte dall’emozione, si abbandonano alla semplicità di quelle sensazioni esplosive e accompagnano con lo sguardo, il continuo susseguirsi dei mutamenti del colore.
Disegni di rara bellezza si formano nel cielo, per poi scomparire con l’ultimo raggio verde, depositario di infiniti desideri.
– Giulia hai espresso il tuo desiderio? – Certo che l’ho fatto. Conosco anch’io la ritualità indiana e ti confesso, che ogni volta, assume un fascino sempre più coinvolgente.
Una rapida occhiata all’orologio, e l’incanto si interrompe.
– My God ! dice Marjorie. Sai che abbiamo solo un’ora di tempo per raggiungere gli altri amici a Mar –a- Lago? Poi punta gli occhi su Giulia per non perdersi l’espressione del suo volto.
– Sorpresa?
– Oh sì, risponde Giulia, commossa. Lascia che ti abbracci, sai che ho un’amica fantastica?
Che bel regalo di compleanno! Non ho parole per ringraziarti.
Tu sai quanto lo apprezzo.
Marjorie , si rivela una perfetta guida di Mar-a-Lago. Ne fa il tracciato storico con interventi precisi arricchiti, poi, da quel suo vitale coinvolgimento.
Introduce Giulia nel club con padronanza assoluta e presenta la proprietà mettendo in luce gli aspetti più rilevanti: – E’ stata il prestigioso rifugio di grandi personaggi  dice –


Marjorie Merriweather Post l’ha usata fino al 1973, l’anno della sua morte.

Donald Trump, l’acquistò dalla fondazione Post nel 1985 e la utilizzò, per una decina d’anni, come residenza personale. Più tardi decise di farne un club privato. Il suo grande merito è stato quello di aver mantenuto le caratteristiche originarie, nella nuova destinazione. Tu oggi, la vedi esattamente come l’ho vissuta io.
Mar-a-Lago sarà sempre nel mio cuore e nei miei pensieri. Adesso mi appare ridimensionata.
Allora, la mia prospettiva di bimba faceva apparire tutto più maestoso.
Alberth ed io, ci siamo sposati qui, alla fine del 1969. Che bella festa!
Questo luogo, è un libro pieno zeppo di ricordi.
E i ricordi, sono le piacevoli carezze che colorano l’anima.

Amiamo i nostri bambini

Palm Beach
giorni nostri

Marjorie, si muove in Mar-a- Lago, con la leggerezza di una danzatrice. Le sue parole dosate e ben centrate invitano Giulia a guardare quel gioiello con gli stessi occhi dell’amica.
– Vedi? Non ha perso niente dell’antico splendore, afferma Marjorie.
Appartenere al club è ancora un simbolo di privilegio.
In questo luogo leggendario, ogni anno, si presenta un calendario ricco di appuntamenti: dai tornei di golf alle serate musicali, dalle rappresentazioni teatrali alle aste di beneficenza, dai cocktails alle cene di gala. Il club dei lettori si riunisce regolarmente per commentare ogni novità letteraria, e sono sempre più numerose le persone che seguono conferenze di politica, economia, arte, salute…
Fra l’altro, quest’anno, il direttivo ha dato spazio ad un gruppo di illustri psicoterapeuti.
Saranno i protagonisti di una serie di incontri sugli argomenti, oggi, più dibattuti:
“ I NOSTRI FIGLI ALLE PRESE CON I SOCIAL NETWORK “
– Linee Guida per Genitori e Nonni –
Giulia ascolta attentamente, poi interviene dicendo: – Che incredibile coincidenza, posso saperne di più?
Mi stai parlando dello stesso tema che sta portando avanti, in Italia, la dottoressa Diletta Giani. E’ una psicoterapeuta che conosco molto bene, ho avuto modo di apprezzare i suoi lavori
ai tempi della laurea. Per la tesi lavorò in stretta collaborazione con l’Università del Canada affrontando l’allora semisconosciuto problema del bullismo nelle scuole.
E’una professionista molto stimata, la grossa esperienza scolastica le ha permesso di avere in mano un ampio osservatorio sugli adolescenti che l’ha portata a sensibilizzarsi sul problema dilagante del momento. Oggi, Internet è la “ Nuova Piazza Virtuale “, è l’affollato punto d’incontro dei giovani.
Ci siamo viste pochi giorni prima della mia partenza, e mi spiegava, appunto, di un allarme in crescita legato, soprattutto, ai numerosi episodi di cronaca che vedono protagonisti inermi ragazzini. Adolescenti incantati virtualmente con false lusinghe, e poi, irretiti da inaffidabili sconosciuti con incontri reali. Di fronte ad un timore comune, mi diceva, c’è urgenza di muoversi per stabilire alcuni metodi guida in modo da seguire i primi passi in rete dei nostri figli.
Destinatari di questi consigli, saranno senz’altro i genitori ma anche i nonni,disarmati ed in crisi davanti ai figli dei figli, alle prese con internet.
E’ proprio un programma che collima esattamente con quello che mi stai raccontando.

-Non è casuale,  afferma Giulia.
E’ la conferma che c’è un risveglio comune, un invito alla presa di coscienza di questa nuova realtà devastante. Urge trovare una ragionevole soluzione al problema.
La paura, ben gestita, SALVA! Mi ripeteva la dottoressa.
Giulia, approvava pienamente l’intelligenza del progetto e immersa nei suoi pensieri aveva sentito appena la voce di Marjorie che diceva:
– Giulia ci sei? Ho detto che posso aiutarti.
– Sì cara, scusami mi ero persa…
– Posso darti io tutte le informazioni che desideri.
– Davvero?
– Sì, mi sono iscritta a quei corsi, per Martha.
Fra poco conoscerai questa splendida bambina di dodici anni, che ha rivoluzionato la mia vita.
E’ la nipotina di George: il mio amico, George Adams Brooks, magnate della progettazione e costruzione dei centri commerciali nel mondo.
Sua figlia, lady Georgine, avvocato industriale, ha sposatol’ingegnere Tommy Flagler Stewart, un rampollo della storica famiglia di Henry Flagler, fondatore di Palm Beach.
Quando è nata Martha, il nonno George è andato in brodo di giuggiole…e anch’io con lui.
Ti confermo di aver perso letteralmente la testa per questa adorabile bambina.
Con lei passo abbastanza tempo, i Brooks hanno la casa di famiglia ad Aspen in Colorado, proprio vicino alla mia, così ci vediamo anche durante le vacanze di Natale.
Vedrai, che la famiglia Brooks Stewart ti piacerà molto.
La bambina mi chiama nonna. E’ per amore di Martha che George ed io, ci siamo iscritti ai corsi.
Un buon investimento direi, un vero faro di luce.

I bambini oggi, già prima di andare a scuola sanno usare il computer e gli adulti hanno il dovere di tutelare e difendere i propri ragazzi.
Internet, non è la loro stanza privata, ma una cameretta pubblica dove chiunque può entrare.
Amo dedicare buona parte del mio tempo a Martha, e davanti al computer, faccio tesoro di quanto ho appreso. Con parole amorevoli le faccio capire che in tutto questo non c’è invadenza per spiarla, ma solo tanto affetto.
Bisogna voler bene a nostri bambini e mostrarci disponibili. Mia madre l’ha fatto con me, ed io che non ho avuto figli, sto vicina a Martha come se fosse la mia vera nipote.
Le insegno a proteggere la sua privacy e la metto in guardia su come sia pericoloso fornire dati propri, non deve dare mai l’indirizzo di casa e il numero di telefono. La educo a condividere solo con chi conosce realmente, e non con amici degli amici. Starle accanto, significa vigilare su di lei e aiutarla nelle scelte. Non le demonizzo totalmente i social network, ma le elenco anche gli aspetti positivi, come lo stimolo alla creatività, il modo veloce di comunicare da un capo all’altro del mondo, nonchè l’eccellente sistema di accesso a preziose fonti d’informazione.
Il mio obiettivo, è quello di lavorare bene con lei in modo che non si senta isolata dal gruppo, ma al contempo, possa discernere la realtà dal virtuale.
Grazie alle conoscenze acquisite nello stage di Mar-a-Lago, posso dare a Martha dei segnali per non perdersi in quel labirinto senza fine.
Sono attenta e mai opprimente. Pianifico con lei e insieme stabiliamo un giusto equilibrio di approccio senza cadere nella dipendenza da rete.
Naturalmente, la lotta da affrontare quotidianamente è dura, e di fronte al web non regolamentato c’è il grido unanime di molti genitori in difficoltà.
C’e la loro indignazione di fronte ai media che mostrano un mondo finto dove conta solo l’apparire.
C’è la loro consapevolezza di essere profondamente inadeguati nel ruolo educativo.
C’è la loro necessità di avere un supporto significativo nella gestione del rapporto.
Queste richieste d’aiuto, raccolte da esperti, hanno portato ad un lavoro di affiancamento e di collaborazione con le famiglie, una finestra aperta all’ascolto, motivata agli occhi dei nostri adolescenti, come un grande gesto d’amore.

 

La corsa sfrenata di una bambina, interrompe la loro chiacchierata.
E’ Martha che si getta nelle braccia di Marjorie.
Con la gioia stampata sul volto, posa timidamente lo sguardo sulla sconosciuta.
Giulia le sorride e le va incontro.
– Sono un’amica di Marjorie e vengo dall’Italia, dice chinandosi. Vuoi darmi un bacio?
La piccola contraccambia sfiorandole la guancia, poi, messasi a suo agio, le prende entrambe per mano e le conduce dagli altri.
Le presentazioni sono seguite da uno scambio di convenevoli.
Il suono di un antico pianoforte a coda , li accompagna fino al salone dove verrà servita la cena.
La classe e l’eleganza dell’ambiente non ha età , uno stile esclusivo e piacevole per fermarsi a passare una brillante serata
La conversazione si fa ricca e interessante, per Giulia, la famiglia Brooks Stewart è una preziosa rivelazione.
Nuovi incontri, nuovi mondi, nuove conoscenze.
Di tanto in tanto, l’allegro cinguettio di Martha va ad intromettersi nei loro discorsi adulti, mettendo tutti di buon umore.
Giulia la osserva e capisce l’amore e la dedizione che l’amica ha per questa bimba così bella e così delicata nei gesti e nei colori, da ricordare una miniatura del Botticelli.
E’ ancora immersa a contemplarla, quando Marjorie interviene con il suo pensiero.
– Sai, che lo spirito protettivo che manifesto nei confronti di Martha, mi ricorda tanto Jaqueline con i suoi figli?

( fine 5a puntata )

Perle diBUONSENSO:
” Amiamo
i nostri bambini ”

I vostriCOMMENTI? Scrivete, scrivete, scrivete
alla popsta di DODOLINA:  confidenze@dodolinatips.it

da nonnaBLOGGER con cadillacGIALLA e piumaROSA

Ciao
a venerdì 25 Agosto con la 6a puntata ( per anticipo uscita/ lunedi 28 agosto ).

DODOLINA tips lifestyle & more
io mivesto diCARMA
e TU?

 

 

 

ai crateri SILVESTRI con MARIApiaSILVESTRE

DODOLINA tips lifestyle & More
mivesto diCARMA

LIFESTYLE
ai crateri SILVESTRI con MARIApiaSILVESTRE

 

dall’ETNA nonnaBLOGGER e la notizia

Oggi ho deciso che oltre a vestirmi diCARMA mivesto anche aCIPOLLA
così risolvo brillantemente le dueTAPPE previste:
freddo sull’ETNA… ma caldo aTAORMINA.

 

Dov’è la piumaROSA?

Indovinate un pò? ha già aperto l’armadio e scelto perME.
Credo che questa piumaROSA  , riceva  messaggi telepatici e mi preceda nelle mosse.
OTTIMAidea…commento divertita.

 

CURIOSI?

Pantaloni con MAXIteenSHIRT e ponchoMARIApiaSILVESTRE, sarà l’abbigliamentoIDEALE per questa lunga giornata.

Il mioPONCHO?
Perfetto. Sull’ETNA c’è un forte vento,

e oltre a proteggermi, dall’ariaFRESCA che aleggia intorno,

mi avvolge diBENESSERE,  come dice PLATONE
” ilBELLO è loSPLENDORE delVERO ”
Isn’it?

ADESSO…

andiamo a curiosare un pò a…

Agrumi…profumi, saporiSICILIANI

 

 architetturaCOINVOLGENTE
love e FICHI d’INDIA

Salotto d’ARTE

Un gloriosoDAVANZALE sul mare

di unaTAORMINA specchio deiTEMPI

mare, moda, MARIApiaSILVESTRE

un LIFESTYLE che cattura ilCUORE

C’è un TRUMP trionfale
cheINNALZA  la suaCOPPA

C’è unaMAGNIFICA piazza che devoSALUTARE
Ciao Taormina

Perle diBUONSENSO:
” ilBELLO è loSPLENDORE
delVERO ” ( Platone )

i vostriCOMMENTI? Sempre molto graditi e…
per i più riservati: confidenze@dodolinatips.it

da TAORMINA nonnaBLOGGER e la piumaROSA


Ciao
a domani con nuove notizie
Buona Vita

DODOLINA tips lifestyle & more
io mivesto diCARMA
e TU?

 

 

 

 

 

QUANDO ilPASSATO sposa ilPRESENTE…” GOCCEd’AMORE ” nascono

DODOLINA tips lifestyle & more
mivesto diCARMA

ARTE
QUANDO ilPASSATO SPOSA ilPRESENTE
GOCCE D‘AMORE ”
nascono

dal Villaggio d’Amore
nonnaBLOGGER e la notizia

 

dall’antologia deiRICORDI…direttamente aVOI un rimedioNATURALE fatto con SEMIdiLUCE raccolti sul sentiero d’Amore che porta alVILLAGGIO,
ma… pecorriamoloINSIEME.

Seguitemi e non perdete diVISTA la piumaROSA,
si parte da me.

Cammino e respiro,
respiro Natura,
respiro Leggerezza,
respiro Freschezza,

respiro Acqua, acquaMADRE, acquaVITA, acquaBALSAMO
Seguo la scia… ascolto leCHIACCHIERE della cascata
e miRISPECCHIO nel suo getto d’AMORE.
Poi leggo cosa dice ilCARTELLO:

 

OFFICINAnaturale:
collegati con laNATURA e scopri leRICETTE di tesoriANTICHI

Sono arrivata al ” Villaggio d’Amore ” dove ero solita venire con miaNONNA.
C’è unMUSEO da visitare…entriamo ed apprendiamoINSIEME l’ARTEofficinale
per la preparazione di EFFICACIrimedi, consigliato l’uso anche per iBAMBINI

Sono INNOCENTIgiochi d’alchimia

Gira la ruota…e ascolta il tuoCORPO, si fermerà sul tuoFIORE
L’apprendista diFARMACIA ti mostrerà come procedere…

E’ Bello a Sapersi
che nellaRUOTA ,
c’è un fioreUNIVERSALE, ovvero, riconosciuto come RIMEDIOmagico
negli stati diEMERGENZA, e proprio per queste sue propirietà il nome è:

GOCCE d’AMORE “.

Nasce da una ANTICHISSIMAricetta, e lo si trovava nelle farmacie diALLORA. AiTEMPI, le richieste eranoTALI che si istituironoTURNI per la suaPREPARAZIONE.

DallePRINCIPESSE…

allaGENTE comune…tutti volevano le ” GOCCE d’AMORE ”

Abbracciando ilPENSIERO di Bauddelaire, accarezzoVIRTUALMENTE
mia nonnaADELINDA che ha messo nelle mieMANI
semi diLUCE & gocce di AMORE

L’esperienza delPASSATO è il gioielloPONTE di continuità dell’ingegnoUMANO
un valoreINESTIMABILE da tenere semprePRESENTE.

Perle diBUONSENSO:
” Chi cerca…trova
il sentiero che porta
al villaggio d’AMORE ”

dalla piumaROSA, nota lastMINUTE:

HEALTY for YOU

LeGOCCE più amate… un
mix ARMONICO&NATURALE per riequilibrare ilCORPO e raggiungere unoSTATO di pienoBENESSERE psicofisico.
Indicate negli attacchi di panico, stati di indebolimento fisico e convalescenze, elaborazione di lutti, stress, singhiozzo e paure nell’infanzia.

La caraNONNINA
nella suaOFFICINA
ha appenaPREPARATO
un rimedioISPIRATO
che fa tanto bene alCUORE
son ” GOCCE d’AMORE ”
7gocce 3volte al dì
ENJOY!!!

Commenti da lasciare?
Sono qui per prendermi cura diVOI. Per i più riservati…
confidenze@dodolinatips.it

dal Villaggio d’AMORE,
Caterina, miaASSISTENTE, nonnaBLOGGER e la piumaROSA…salutano 

Ciao
a domani con nuove notizie
Buona Vita

DODOLINA tips lifestyle & more
io mivesto diCARMA
e TU?

 

 

HOLIDAYS e pratiVERDI

DODOLINA tips lifestyle & more
mivesto diCARMA

TIZIANA
HOLIDAYS e pratiVERDI

L’assistente Caterina annuncia le vacanze di nonnaBLOGGER e la piumaROSA
15 e 16 AGOSTO HOLIDAYS

  See you 17 agosto
Enjoy!!!

IL SEGRETO di PALM BEACH 4a puntata

DODOLINA tips lifestyle & more
mivesto diCARMA

TIZIANA
i miei libri

IL SEGRETO di PALM BEACH

nonnaBLOGGER e la 4a puntata

Con un benTROVATI a tutti
diamo inizio alla 4a puntata
Enjoy!

Relax in piscina

Palm Beach
giorni nostri

– Che idea fantastica questo break a bordo piscina, esclama Giulia!
– E’un piccolo spuntino, risponde Marjie mentre si avvia in cucina a dare disposizioni. Tu, intanto mettiti comoda e rilassati.
Giulia si guarda intorno. Ancora una volta, si lascia incantare dal tocco talentuoso di Marjorie.


Poltrone e divani in giunco d’acqua, accompagnati dai grandi coffee tables laccati di bianco, fanno da cornice alla piscina. Qua e là sono disposte delle comode sdraio di legno rivestite in tela rigata.
Le tende da sole bianche scendono a forma di vela e si lasciano gonfiare dal vento.
Le palme che ondeggiano al soffio di una piacevole brezza fanno sentire il loro fruscio.
Ai piedi, tanti fiorellini dai mille colori disegnano le aiuole disposte lungo i percorsi.
Poi lo sguardo si ferma sulla piscina intorno alla fontana. Ci sono grossi pesci blu, rossi, e gialli che guizzano in lungo ed in largo allietati dal getto d’acqua che sembra scandire il ritmo dei loro movimenti.
E’ un vero angolo di paradiso!


Un rumore di passi annuncia l’arrivo imminente di Marjorie.
Lei compare seguita da Violet che tiene fra le mani il cestino del brunch. La cameriera lo appoggia delicatamente sul tavolo e riordina il runner, grigio tortora, impreziosito dal ricamo di coralli bianchi.
A Giulia non sfugge un’altra raffinatezza di Marjie, il telo steso sul tavolo è in parure con i cuscini delle poltrone.
Violet lancia un’ultima occhiata per assicurarsi che tutto sia a posto, poi scompare silenziosamente. Le due amiche, rimaste davanti a quelle delizie, decidono di ignorare le calorie e pasticciano con salse e sughetti senza troppi sensi di colpa.


C’è qualcosa nell’aria che le incita a fare programmi bizzarri, e loro ne approfittano per buttar giù un fiume di idee!
– Un bel tuffo in piscina? Suggerisce Marjie. Nella beach house trovi teli di spugna, accappatoi e costumi.
– Ne approfitterò, dice Giulia, una bella nuotata me la faccio proprio volentieri.
Dopo la pausa, ritornano a sedersi in salotto.
Violet serve il caffè insieme a dei gustosi cioccolatini lady Godiva.
Marjorie, riprende la sua posizione e va avanti con il racconto, mentre Giulia, con penna e taccuino alla mano, decide di prendere appunti.

Pensieri

Palm Beach – New York
1947

– La vita newyorkese aveva ripreso la normalità.
Con la famiglia Davies, da tempo rientrata dalla Russia, ci vedevamo sia a Washington che a Palm Beach.
Quando la mamma organizzava la partenza per Mar-a-Lago, toccavo il cielo con un dito.


C’era spesso qualcosa da festeggiare in quella residenza regale. Ed io, ne subivo il fascino.
La casa principale si proponeva con caratteristiche Ispanico-Moresco. I due chiostri, quello superiore e quello inferiore, si affacciavano sul lago Worth, mentre la superba torre di cinque piani ci offriva un panorama unico.
I miei pochi diciassette anni, erano sufficienti a valutare. Fin da piccola avevo sviluppato interessi artistici, e ormai, l’occhio era allenato al particolare architettonico di Mar-a-Lago.
Poi… c’era un lato affettivo che si aggiungeva a tutto il resto. Lì, stavo particolarmente bene.
Ci sono luoghi in cui si ama tornare ed altri che vorremmo cancellare.
La disposizione degli ambienti, le forme, i colori, le luci e le dimensioni possono attrarre o respingere.
Gli studi al college, mi avevano dato quello spirito critico che mi portava a vedere, nell’immediatezza, se la combinazione di più fattori armonizzava l’insieme e ne ottimizzava l’effetto.
Devo dire che quel luogo era fantastico!
Tutti ambivano essere invitati alle feste che zia Marjorie dava nello splendido palazzo di Mar-a-Lago, con venti acri di prati verdeggianti e curatissimi giardini affacciati sul lago e sull’oceano Atlantico. Lì, con lo scopo di raccogliere fondi, erano frequenti le cene di gala, i balli per la Croce Rossa e le feste per altre associazioni.
Marjorie Merriweather Post era abilissima a creare lucrosi eventi di beneficenza.
Quella sera, infatti, c’era “ la Festa di Carnevale “.
Un bel gran da fare per i preparativi! C’era un corri corri generale, ed ognuno teneva in mano qualcosa da appoggiare da qualche parte.
In quell’attimo, il mio pensiero corse a Jaqueline.

Come sarebbe bello averla qui e condividere con lei questo momento…
Mar-a-Lago la farebbe impazzire!
L’armonia intorno, stimola il risveglio della nostra bellezza interiore e apre il respiro a quei sentimenti sopiti che sembravano aver smarrito la via.
C’è un timido invito a farli sbocciare, e a farli tornare a vivere per agire.

Rientrata a casa, guidata dalla nostalgia per Jaqueline Lee Bouvier e da quell’improvviso sbuffo d’affetto, andai a cercare nell’agenda il suo indirizzo di Washington.
Lì trovai anche il numero di telefono, aggiunto in un secondo tempo e scritto di traverso per il poco spazio rimasto.
Presi coraggio, e la chiamai.
Mi rispose la cameriera, che cercò di liquidarmi in due minuti.
Mi disse che l’indirizzo era giusto, ma la signorina Jaqueline non c’era.
Lei, frequentava il prestigioso “ Vassar College “ che la faceva viaggiare moltissimo all’estero, e raramente avrei potuto trovarla a casa.
Chiusi la telefonata con un grazie balbettato… e con lo sguardo vuoto davanti alla finestra, rimasi assorta a pensare.

Avevo letto da qualche parte, che esistono forme di unione più alte di quelle che si possono esprimere, e più forti delle più grandi forze.
Quelli che hanno il privilegio di sperimentarle non si separano più.
Essi diventano uno solo, al di là delle distinzioni fisiche.
Chi si riconosce in queste unioni speciali, scopre la gioia impareggiabile di vivere insieme nella completezza.
Sembra che ad ognuno di noi sia riservata una persona speciale, in amore ma anche nell’amicizia.
A volte queste persone si incontrano, ma non si riconoscono. Possono avvertire il loro forte legame, sentire la carica potenziale che le unisce, perché il cuore sa quando ti trovi davanti all’anima gemella, ma il sopraggiungere della ragione con le sue paure ed i suoi problemi…può farti perdere l’attimo.
Un velo si depone su quel cuore, e oscura tutto.
Anche se uno dei due ha la chiara visione, l’altra persona può scegliere di rimanere nella cecità e non lasciarsi aiutare a dissipare quel velo. Il destino può essere anche così delicato.
Quando invece i due, si riconoscono, non c’è vulcano che erompa con maggiore energia!
La forza sprigionata è enorme, e a farti capire che sei di fronte alla gemella d’anima, può essere uno sguardo, un sogno, un ricordo, un’emozione, un tocco delle mani.
E il tuo io più profondo balza alla vita, perché è il tocco che desta!
Il riconoscimento può avvenire anche attraverso dei segni fisici, come un neo posizionato nella stessa parte del corpo, o una cicatrice, o… qualcos’altro che rivelerò più avanti.

Una Foto Ritrovata

“ Di notte,
amo la legna che scoppietta
e fa un rubicondo bagliore
fisso le fiamme
e penso ad un tempo lontano “
( Jaqueline Lee Bouvier -1943- )

Palm Beach
giorni nostri

Marjorie era convinta che anche la sua casa avesse una vita propria e, che non rivelasse i suoi segreti a chiunque.
– Giulia, tu non conoscevi questa foto perché l’ho messa fuori solo pochi giorni fa’.
L’ho custodita, gelosamente, fra le cose più care.
E’ un pezzo di vita che volevo proteggere dalle curiosità malsane.
In questo ritratto c’è l’anima genuina di due ragazzine un po’speciali, piene di sogni e di bei propositi da realizzare.
Era l’anno 1941. Sono con Jaqueline Lee Bouvier.
Solo, dopo dodici mesi, Jaqueline seguì la nuova famiglia della madre.
Lasciò New York per stabilirsi a Merrywood, una cittadina nelle vicinanze di Washington.


Lì, in mezzo alla solitudine dei suoi 14 anni, scrisse la poesia “ Pensieri “.
Versi struggenti e pieni di sentimento, in ricordo di un tempo lontano…
In quelle strofe mi sento rappresentata anch’io.
C’è la piccola Marjie Madison Foster.
C’è il pensiero, c’è l’emozione, c’è il sogno…c’è la voglia di andare avanti per celebrare la vita.
Il rapporto con la madre mancava di ragionevole comunicabilità.
La signora Janet Lee era conosciuta come una snob pretenziosa amante della vita aristocratica, anche quando il conto in banca non poteva più permetterglielo.
Spesso giungeva ad insani compromessi per le sue ingiuriose valutazioni, che subito dopo, si affrettava a rimangiare in nome del Dio denaro.
Jaqueline, di frequente, si trovava a subire le scelte materne senza possibilità di replica.
E lei voleva rompere quei condizionamenti.
Nonostante la sua giovane età, fu svelta a valutare il college fatto su misura per lei.
Il “ Vassar College “, le permetteva una formazione culturale interessante, la teneva lontana da casa con frequenti viaggi studio, e al contempo, le consentiva di gettare le basi per un obiettivo più a lungo termine:
” La brillante carriera “.
Studiava, viaggiava, conosceva ed amava le culture di altri popoli.

 

Mi sento fortunata

Parigi
1951

Quella primavera, mi trovavo a Parigi per completare gli studi.
Mi ero buttata a capofitto sulla storia dell’arte e trascorrevo le giornate in pazzesche total immersions di musei e gallerie. Ma la sera pensavo a divertirmi. Avevo conosciuto un gruppo di giovani artisti che frequentava Saint Germain-des-Prés, Montparnasse, Place du Tertre, e insieme inventavamo sempre qualcosa di carino.


Il nostro luogo preferito era il “ Café Le Procope “. La compagnia aveva addirittura coniato una parola magica: “ Salutino al cappello di Napoleone? ”
Questo bastava per capire dove finivamo la serata.


Bei tempi Al “ Cafè Le Procope “! In rue de l’Ancienne Comédie, si andava sempre volentieri.
Lì, si beveva un buon liquore chiamato “ Rosa del Sole “. Era un rosolio siciliano fatto di anice, coriandolo e aneto, portato dalla Sicilia da Procopio che, nel lontano 1686, fondò il locale.
In questo caffè, riconosciuto come uno dei più antichi di Parigi, si sono incontrati artisti e letterati, da monsieur La Fontaine ad Oscar Wilde.
I muri, ancora profumano di storia. Da lì passarono gli uomini della Rivoluzione Francese, da Danton a Robespierre, e Napoleone vi lasciò il suo cappello.
Noi frequentavamo il locale, anche per rispettare ed onorare un’antica tradizione.
Chi passava di lì, dava appuntamento alla fortuna.
Si dice che il “ Cafè Le Procope “ sia legato a questa curiosa leggenda:

Procopio fece la sua fortuna in quel locale,
perché quando lasciò Palermo, qualcuno gli disse:
“ cu niesci arriniesci “
Chi va via, avrà fortuna nella vita.

La storiella fece molta presa sui giovani artisti arrivati a Parigi in cerca di affermazione.
Così da semplice credenza popolare, entrò negli usi e costumi fare un salto
al “ café Le Procope “ per incontrare la FORTUNA.

 

E… quella sera al “ Cafè Le Procope “, la fortuna la incontrai davvero.
Seduta al tavolo con gli amici, stavo discutendo animatamente su alcuni reperti visti
quella mattina nella galleria Egizia del Louvre, quando improvvisamente interruppi la conversazione, e sgranando gli occhi sussurrai a singhiozzi..non…ci…pos…so …..cre…de…re Jaqueline! Sì Jaqueline! E’ proprio lei Jaqueline!
Jaqueline Lee Bouvier, accompagnata da uno splendido ragazzo, si voltò e mi guardò incredula.
Poi, il suo volto si illuminò, con la classe di sempre mi sorrise e mi venne incontro a braccia tese.
– La mia Marjie! Che bella sorpresa, e che piacere immenso rivederti!
Si rimase abbracciate per qualche minuto. Sciolte dalla stretta, entrambe avevamo le lacrime agli occhi. Che emozione ritrovarci!
Non finivamo più di guardarci, studiarci, toccarci. Erano passati nove anni, i lineamenti non erano cambiati, ma i nostri corpi erano sbocciati.
Ci siamo prese la mano, ed ecco… il tocco che desta!
Mi ritrovai indietro nel tempo e mi soffermai sul nostro primo incontro.
Improvvisamente mi si squarciò il velo dal cuore.
Sì, mi trovavo proprio di fronte ad una sorella d’anima.
“ Un primo incontro fatto durante l’infanzia “, è l’altro importante segno che conferma di essere davanti ad una gemella d’anima.
Ecco svelato l’altro particolare, che avevo omesso di citare prima.
A volte, l’episodio finisce lì, senza avere un seguito.
Se, invece, si è più fortunati, ci si ripresenta l’opportunità dove, finalmente, c’è il riconoscimento.
E fra le due anime ritrovate, è AMICIZIA per la vita.
Quella sera, Jaqueline ed io fummo baciate dalla dea bendata.
A noi fu data l’occasione di incontrarci di nuovo, e di riconoscerci sorelle d’anima.
Mille cose da dirci, senza sapere da dove cominciare.
E, ci trovammo insieme a chiederci la stessa cosa: – Anche tu a Parigi?
– Sì, mi precipitai a rispondere, sono qua per approfondire gli studi artistici.
Tu mi avevi fatto amare questa città ancora prima di conoscerla, e avevi ragione!
– Oh Marjorie, quanto tempo è passato! Anch’io sono qui per un corso alla Sorbona, ed è tutto fantastico!
La gente di Parigi poi… è deliziosa, ma avremo modo di scoprirlo assieme.
Lascia che ti presenti Phillips…J.Phillips Marquand, il mio carissimo amico francese.
E adesso non ci lasceremo più, ricordi? “ Jaqueline e Marjorie insieme per la vita ! “
Alzammo i calici per brindare all’amicizia ritrovata.
Gli amici presenti sigillarono con uno scatto la nostra gioia inaspettata.

 

La spensierata gioventù, condita dal fresco candore di piccoli segreti e dalla spontaneità di grasse risate, ci regalò giornate indimenticabili.
Sempre alla scoperta di qualcosa di nuovo, la corsa in taxi di quel pomeriggio ci portò da Caron, al n.10 di Place Vendome.
Ci ritrovammo a giocare con le fragranze di quei preziosi flaconcini in baccarat…fino a quando il nostro olfatto stremato e confuso dall’eccessivo carico, ci abbandonò completamente.
Incrociammo lo sguardo della giovane vendeuse e ci sentimmo a disagio per come avevamo messo a soqquadro il negozio. Così per acquietare il nostro senso di colpa, finimmo col cedere all’acquisto di un banale
Fleurs de Roccaille.
In fondo, si diceva che fosse le parfum più venduto del momento!


Instancabili, correvamo su e giù per i ponti che collegano le due rive della Senna: la rive guache con la rive droite arrivando trafelate davanti alle vetrine delle eleganti boutiques, emblema di una classe senza tempo.
Guanti e cappelli di inimitabili raffinatezze, ci tenevano lì incollate con gli occhi pieni di desiderio.
Christian Dior, uno dei grandi nomi legati alla moda della mitica Parigi, aveva iniziato a presentare le sue collezioni di Haute Couture.
E Louis Vuitton, con il successo del suo lussuoso negozio in Champs-Elysée, si apprestava a diventare un marchio riconosciuto nel mondo.
Noi vagavamo in quel teatro odorante di allure.
Entrambe, ambivamo calcare il palcoscenico di quelle animate pagine di vita parigina…così ci accontentammo di fare la nostra timida comparsa con l’acquisto di un paio di guanti.
Sì, ci regalammo proprio dei bellissimi guanti.
Jaqueline ne fu subito attratta, io la seguii.
Sono i dolci ricordi che fanno bene al cuore.
A Parigi, Jaqueline ed io abbiamo trascorso il periodo più felice della nostra vita, anche se un evento spiacevole venne a turbare la nostra serendipità.

( fine 4a puntata )

Perle di BUONSENSO:
” Ad ognuno di noi
è riservata un’anima gemella…
siamo in grado di riconoscerLA? ”

I vostriCOMMENTI? Molto graditi e…per i più riservati
confidenze@dodolinatips.it

da nonnaBLOGGER con cadlllacGIALLA e piumaROSA

Ciao
al prossimo lunedì con la 5a puntata
Buona Vita

DODOLINA tips lifestyle & more
io mivesto diCARMA
e TU?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ACIREALE SANTA VENERA… SACRO & PROFANO con ANNA PIETRULINI knitwear

DODOLINA tips lifestyle & more
mivesto diCARMA

LIFESTYLE
ACIREALE SANTA VENERA …SACRO & PROFANO  con ANNA PIETRULINI knitwear

da ACIREALE nonnaBLOGGER e la notizia

Dodolina, catapultata nell’affascinante culturaSICILIANA,
si gode quelle tradizioni cariche diSACRO  mixate con saporiMITOLOGICI
prorpri dellaSTORIA dell’isola,
con una luce negli occhi…che rasenta lo stupore dei bambini.

C’è un gran movimento intorno,
mi fermo a parlare con unaVIGILESSA e mi aggiorna su tutto,
ACIREALE festeggia la sua patronaSANTA VENERA che avrà il SUOculmine nella giornata diDOMANI 25 Luglio.

E allora cheFARE?
Tuffiamoci nelloSPIRITO dellaFESTA.
La piumaROSA non perde una battuta, ascolta, osserva e pensa
su  ogniCOSA.

Noi ci saremo.

Seguitemi,
si parte da me,
questo… è uno dei tantiCUORI che quotidianamente trovo sulla miaSTRADA. Voglio onorare SANTA VENERA con unaDEGNA preparazione.

   IL lookIDEALE?
quello delle grandiOCCASIONI
ofCOURSE

ANNA PIETRULINI knitwear designer ELENA  FERRUCCI Milano 

Bene, siamo arrivati in tempo …per alcuni scatti                                                  non troppoAFFOLLATI
IlDUOMO barocco ancora vuoto, è di unaSILENZIOSAbellezza che toglie il respiro…
La piazza inizia aMOVIMENTARSI , i portatori provano l’accannata, si chiama così quel ritmo cadenzato  che usano nel portare le reliquie dellaSANTA attraverso le vie dellaCITTA’.

 

La devozione alla religione e ai SantiPROTETTORI del luogo,
è un tratto caratteristico delTERRITORIO,  un lifestyle che ha consentito ai siciliani, anche sotto ilGIOGO delle  piùOSTILI dominazioni, di esprimere il loro sensoARTISTICO e la loroGENIALITA’ gastronomica.

I festeggiamenti
sonoPARTECIPATI  dai cittadini  con ritualiSACRI, che vedono sfilare gremite processioniFOLKLORISTICHE, con la preparazione di dolcetti & piatti tipici,  con l’abbellimento e la cura dellaPERSONA.
Tutto in ONORE
a Santa Venera che, più volte, haPRESERVATO Acireale e le altre zone delCATANESE, dalle eruzioni dell’ETNA.
Sacro & Profano che si incontrano e dannoVITA a quel sano STARbene
che appaga e unisce mente, corpo e spirito.

Grazie al BELLO della nostraITALIA,
il bello inNATURA,
il bello che esce dal lavoro delle nostreMANI,
e si trasforma in autentica OPERAd’ARTE.

Grazie Elena Ferrucci designer Milano
Grazie Anna Pietrulini knitwear

Perle diBUONSENSO:
” quando la tua
ARTE incontra la gocciaDIVINA
tuSTESSO ti stupisci
della tuaCREATURA ”

da ACIREALE, piazzaDUOMO
nonnaBLOGGER e la piumaROSA.

Ciao
a domani con nuove notizie
io mivesto diCARMA
e TU?

 

 

L’ INCONTRO con SARA CAPPELLO

DODOLINA tips lifestyle & more
mivesto diCARMA

ARTE
L’ INCONTRO con SARA CAPPELLO

da Palermo, via Bara all’Olivella 10
nonnaBLOGGER e la notizia

Chi è SARA CAPPELLO?

Seguitemi,
si parte da me.

Dodolina in giro per Palermo, sta passeggiando in via Roma…quando la piumaROSA si ferma all’incrocio con via Bara all’Olivella.


Siamo in pienoCENTRO, lì si trova il teatroMASSIMO, il museoNAZIONALE secondo in Europa, e il palazzoBRANCIFORTI dove abbiamo programmato di andare.
In prossimità del palazzo, mi soffermo a leggere qualcosa …


” CANTUNERA fucina culturale “, una signora che ha colto il mioINTERESSE,
si avvicina e si presenta.

chi è costei?

 

E’ SARA CAPPELO, donna cantastorie che ha attratto l’attenzione dell’UNESCO.
Mi invita ad entrare e mi mostra il suoTEATRO,  raccolto, disinvolto, allegro e fascinoso.
Alle pareti rigorosamente  in mattoncinoo, sono appesi i coloratissimi quadri del maritoPITTORE, Giovanni D’Oca.

Questi duePERSONAGGI, usciti entrambi dal liceoARTISTICO, hanno creato nel cuore di Palermo uno splendido spazioCULTURALE che si chiama:

” CANTUNERA fucina culturale “.

In estate si organizzano percorsi notturniTEATRALIZZATI nell’immaginario delle credenzePOPOLARI di un’arcanaPALERMO , come quello previsto
il 18 agosto alle 20,30, con laCANTASTORIE Sara Cappello
e ” CANTUNERA raccontaPALERMO “.

MYSTERIOUS conoscenze e approfondimenti culturali sullaCITTA’

Se qualcuno siTROVA in zona in quei giorni vi consiglio di non perderLO
e di prenotare onTIME a questo numero 3295670724.

Ma non finisce qui…
Come non parlare del festivalSTONE?

Un’esperienza fantastica dice Sara è stata l’occasione per raccontare, cantare e conoscere il Museo della civiltàRUPESTRE&CONTADINA di Zungri,
altro luogo importante diCULTURA che riconosce il lavoroORIGINALE
che l’unioneCANTASTORIE porta avanti.

Le mieFOTO vi racconteranno..

      insediamentiRUPESTRI

custodire ilTEMPO

RACCONTIitineranti
Tradizioini daTRAMANDARE
UnABBRACCIO allargato sulMONDO…

Adesso…via con laSORPRESA

Sara si avvicina e sussurra al mio orecchio – Ho unSEGRETO…
ma voglio condividerLO conTE e conTUTTI quelli che miLEGGERANNO:

C’era unaVOLTA…
unCARTONE nelcassonetto che aveva unSOGNO nelcassetto…

e voilà loRICONOSCETE?

Sara ci presenta inANTEPRIMA la suaCREATURA ancora in costruzione.
Un’opera da GUINNESSdeiPRIMATI.
Sara Cappello, cantastorie,  è la PRIMAdonna che ha datoVITA
ad un PUPOsiciliano in cartone.
NonnaBLOGGER…è la PRIMA a dare laNOTIZIA e a mostrarveLO ancora privo del maquillageFINALE.

Non è uno scoopFANTASTICO?

Grazie Sara e Giovanni per questo incontro che mi ha lasciata ricca di emozioni e diconoscenzeCULTURALIsiciliane.

Commenti o informazioni da chiedere?
Sono qui per prendermi cura diVOI e…
per i più riservati: confidenze@dodolinatips.it

Perle diBUONSENSO;
” So di nonSAPERE ”
( Socrate )

da PALERMO via Bara all’Olivella, 10
nonnaBLOGGER con la piumaROSA

Ciao
a domani con nuove notizie
Buona Vita

DODOLINA tips lifestyle & more
io mivesto diCARMA
e TU?

 

 

 

 

 

 

PERCHE’ e COME SONO NATI I PAPAVERI

DODOLINA tips lifestyle & more
mivesto diCARMA

SMD SuggerimentiMAMMEDisperate
PERCHE’ e COME sono nati i PAPAVERI?

dalla casaMAGICA di Caterina…
nonnaBLOGGER e la notizia  come ” far dimenticare il capriccio “?

Siete diFRONTE ad un capriccio del vostroBAMBINO?

nonnaBLOGGER è pronta con il suoSUGGERIMENTO

I bambini adorano leSORPRESE.
Di fronte ad un capriccio di mia nipote Caterina, sapete che cosaFACCIO?

Invece diSGRIDARLA, le propongo unaALTERNATIVA
che la fa sognare, e magari, dimenticare anche ilCAPRICCIO.
La distraggo…
con una bellaFAVOLA per esempio, lei adora leSORPRESE last minute
se funziona perLEI funzionerà anche per gli altriBAMBINI.

VoletePROVARE?

Ecco la favola che faIMPAZZIRE Caterina.
L’hoSCRITTA per lei,  ma il passa parola funziona…eccome seFUNZIONA!
I suoiAMICHETTI, quando la accompagno al parco, vogliono che raccontiLORO…

PERCHÉ e COME sono nati i PAPAVERI?

( foto da una pittura di Bob Marongiu  Oristano-Costa Smeralda )

Mamma Papera amava la sua paperottola.
Gina, era ancora troppo piccola ed inesperta, così lei si prendeva cura ogni giorno di istruirla alla VITA.
– Devi essere pronta di fronte ai pericoli inaspettati, le diceva con premura.
La vita si presenta con un bagaglio di BENE e di MALE,  e non si può separare l’uno dall’altro.
Gina ascoltava le raccomandazioni della mamma, però, a lei piaceva fare nuove scoperte e spesso la sua curiosità la spingeva ad allontanarsi da casa.
Perlustrava lo stagno in lungo e in largo, e come si suol dire,  introfulava il suo becco dappertutto bramosa di scovare  cose, a lei,  ancora sconosciute.
Quella splendida giornata di Maggio, risveglio’ in Gina una intraprendenza più azzardata del solito.
Era tutta presa nella sua escursione … quando un leggero fruscio la distolse.
In lontananza vide sbucare, dal tronco di un albero, una coda folta di pelo.
Subito si allarmò.
– Sarà la coda di una volpe? – disse fra se’, pensando alle raccomandazioni di mammina.
– Mamma, mammina corri da me ho PAURA!
Un semino, trasportato dal vento, raccolse il suo lamento e… come per magia sboccio’ intorno a lei un intero campo di fiori altissimi.
– OhOhOh!!! che meraviglia… un fantastico nascondiglio per me – penso’ soddisfatta.
Gina si sentì protetta da quei bellissimi fiori… ROSSI come l’AMORE.
Ugola, l’uccellino, che aveva seguito la scena dal ramo del suo albero preferito, si tuffò nel campo, con il becco strappo’ un fiore e volo’ via.
– Cip, Cip, Cip disse quando si trovò davanti a mamma Papera
lasciandogli cadere il fiore ai piedi.
– Cip, Cip, Cip strimpello’ con insistenza. Ora seguimi, la tua piccola e’ in pericolo.
Senza perdere un minuto di tempo mamma Papera corse dietro ad Ugola.
Arrivata nel campo, strusciando le piume fra i gambi dei fiori, riabbraccio’ la sua piccola.
Gina, felice di rivedere la mamma, racconto’ che quei fiori così alti erano usciti dalla terra … all’improvviso e avevano dipinto di rosso tutto il campo.
– Sono nati da un progetto d’Amore spiego’ la mamma. Loro ti hanno salvata da un grosso pericolo: l’ INCONTRO con la volpe.
Poi suggerì, vogliamo dargli un nome?
– Siiiii li chiamerò pap…paperi, ecco.
La mamma venne in aiuto a Gina. – Che ne dici di PAPAVERI?
In fondo, sono stati i VERI salvatori della papera Gina.
Cosa ne pensi?
– Siiii mammina sono d’accordo, OTTIMA idea li chiameremo papaveri rossi come l’AMORE.
– Gina, voglio aggiungere una piccola nota, disse mamma Papera.
INSIEME si è forti. Questa verità tu l’ hai toccato con mano.
La varietà del mondo si è UNITA in una esplosione d’AMORE per salvarti:
l’amore del SEMINO con i papaveri, l’amore dell’uccellino Ugola con il suo canto, l’amore della mamma con il suo abbraccio.
Ancora una volta torno a ripeterti di fare buon uso dei consigli della mamma.
Non tutti gli INCONTRI sono salutari, quindi è importante saper valutare
quello che è BUONO, che è GIUSTO, che è SANO per te.
– Grazie mammina, rispose Gina.
Anche oggi ho imparato una COSA NUOVA.
Grazie, MAMMA ti voglio bene.

Perle di BUONSENSO:
” Creare riti positivi e
simpatici aiuta ad aiutare,
amorevolmente, i nostri bambini ”

I vostriCOMMENTI? Graditissimi
Sono qui per prendermi cura diVOI e per i più riservati…
confidenze@dodolinatips.it

dalla casaMAGICA di Caterina
nonnaBLOGGER e la piumaROSA

Ciao
a domani con nuove notizie
Buona Vita

DODOLINA tips lifestyle & more
io mivesto diCARMA
e TU?

 

 

 

 

BUON VINO NON MENTE

 

DODOLINA tips lifestyle & more
mivesto diCARMA

CONSAPEVOLEZZA
BUON VINO NON MENTE

da MARSALA CantinePAOLINI, nonnaBLOGGER e la notizia

Nella città piu’ occidentale della Sicilia,  Marsala, ci sono gli estesi vitigni che forniscono uve di primissima qualità alle cantinePAOLINI.

Il territorio fertile della zona produce da sempre un buon vino, e nel 1964  la lungimiranza di un gruppo di vignaioli della contrada PAOLINI, dette vita ad una associazione per riunire tutti quei terreni frammentati in una estensione
unica. Da qui l’origine del nome, cantinePAOLINI.

Sul nome , però, sembra ci sia un’altra versione  più antica.
Alcuni sostengono che risalga agli inizi del’500, quando l’ordine monastico PAOLOTTI si mise a coltivare vigne in quella stessa zona.

 

Oggi questa famiglia allargata conta 1000 membri e  tramanda la vocazione per la coltura della vite da padre in figlio.

Dopo un piccolo assaggio diSTORIA, degna preparazione al rito di degustazione,  passiamo al test diretto dei vini.

I signori hanno preparato unINVITANTE buffet con specialità locali,
lascio elaborare alla vostra fantasia la bontà di quei crostoni conditi con olio locale…

e quanto fosse piacevole
accompagnare i deliziosi stuzzichini con il buonVINO delle cantinePAOLINI.

 

i loroPRODOTTI?

Sono vini di tuttoRISPETTO
Il loro NEROd’AVOLA?

FANTASTICO

UnSUGGERIMENTO?
Passando dalla zona fermatevi per un break alle cantinePAOLINI e non lo rimpiangerete, se durante la degustazione vi innamorerete dei loro prodotti…fate la vostra scelta che vi spedisconoCOMODAMENTE tutto aCASA.

Commenti daLASCIARE?
Sono qui per prendermi cura di voi e per i più riservati…
confidenze@dodolinatips.it

Perler diBUONSENSO:
” VinoVERITAS ”

da Marsala cantinePAOLINI
nonnaBLOGGER e la piumaROSA

Ciao
a domani con nuove notizie
Buona Vita

DODOLINA tips lifestyle & more
io mivesto diCARMA
e TU?